Ripartire dalla valorizzazione delle aree interne nella convinzione che possano, oggi più che mai, diventare la carta vincente del Sud. E’ la scommessa lanciata dalla Conferenza Internazionale dedicata alle “Small towns-Piccole città”, dal titolo “I centri minori… da problema a risorsa. Strategie sostenibili per la valorizzazione del patrimonio edilizio, paesaggistico e culturale nelle aree interne”, in programma oggi e domani all’Università di Salerno. “L’idea di organizzare una Conferenza Internazionale sul tema delle aree interne – spiega Pierfrancesco Fiore, professore associato presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Salerno – nasce dalla riflessione sull’emergenza sopopolamento. L’abbandono e il declino delle piccole città e dei villaggi ha assunto dimensioni rilevanti e un grande impatto sulle comunità, sul patrimonio culturale e sulla sostenibilità delle aree interessate. Basti pensare che sono circa 2000 i giovani che lasciano ogni anno l’Irpinia. Tuttavia, siamo convinti che i centri minori e più in generale le aree interne possano assumere un ruolo di rilancio del territorio, fino a costituire dei nuovi modelli di fruizione del patrimonio edilizio, paesaggistico e culturale, coerentemente con la domanda e le necessità del presente e del futuro. Di qui il ruolo a cui sono chiamate le Università di favorire il coordinamento tra enti, associazioni e privati per costruire una strategia complessiva a sostegno delle aree interne”. Spiega come siano necessarie politiche più specifiche per rilanciare i piccoli centri “Si tratta di incentivare – prosegue Fiore – le imprese legate alle tipicità del territorio e l’artigianato in linea con la riqualificazione dei centri storici. In Irpinia abbiamo la bellissima realtà rappresentata dagli imprenditori vitivinicoli che può e deve rappresentare un traino per l’economia. In questa direzione un contributo decisivo può arrivare dalle nuove tecnologie, dal telelavoro alla digitalizzazione avanzata, possibili grazie alla diffusione della banda larga. Ma fondamentale è anche il potenziamento dei servizi”. E a chi gli chiede come il turismo possa rappresentare uno strumento per garantire il rilancio spiega che “questi territori devono essere abitati. Il turismo non basta per restituire nuova vita ai borghi, altrimenti ci troveremo di fronte a beni immobili vuoti. I segnali interessanti sono tanti, dalla piattaforma a cui sta lavorando la Provincia di Avellino al progetto di rifunzionalizzazione delle masserie promosso dall’Ordine degli architetti”.
E’ Angelo Verderosa, tra i coordinatori del dibattito, a spiegare come “questo convegno diventa l’occasione per testimoniare i cambiamenti nella prospettiva legata al recupero dei borghi. Se in passato, all’indomani del sisma, a prevalere era l’idea della necessità di distruggere ciò che apparteneva al passato e ricostruire da zero, si è affermata, sempre di più, l’idea che la memoriaè affidata soprattutto alla conservazione delle pietre, di qui la necessità di recuperare e riqualificare i centri storici. Modelli vincenti sono quelli rappresentati dal recupero dei borghi di Quaglietta e Castelvetere che ospitano l’Albergo Diffuso o ancora dal Goleto, che è uno dei centri per eccellenza della spiritualità nel Mezzogiorno o dal borgo biologico di Cairano, il cui progetto è stato presentato alla Biennale di Venezia. L’Irpinia può diventare un modello da questo punto di vista. Siamo all’avanguardia, basti pensare alle cooperative che sono sorte in paesi come Gesualdo, che coinvolgono soprattutto i giovani e nei mesi scorsi hanno favorito uno scambio con studenti americani. Naturalmente la vera sfida è quella di ripopolare questi luoghi e questo obiettivo potrà essere raggiunto solo quando saranno garantiti servizi e collegamenti a questi territori”.
All’Irpinia sarà dedicata una sessione del convegno, in programma oggi, dalle 14 alle 17, nell’Aula 1 della facoltà di Ingegneria del Campus di Fisciano. Ad aprire i lavori i saluti di Vincenzo Zigarella, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Avellino, Erminio Petecca, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Avellino, Domenico Biancardi, Presidente della provincia di Avellino e Giorlamo Giaquinto, Sindaco di Montoro. Interverranno Giampiero Galasso su “La valorizzazione culturale tra storia, archeologia e conservazione comunitaria nei centri minori pluristratificati dell’Irpinia orientale”, Antonio Braca con una relazione su “Testimonianze artistiche micaelitiche tra bassa Irpinia e Picentini”, Giovanni Coppola su “Il sistema fortificato irpino: alle origini degli insediamenti abitativi medievali”, Clara Verazzo e Giulia Molinario su “Abandonment places. The resilience of small towns in Irpinia”, Giuseppe De Pascale e Pierfrancesco Fiore su “Irpinia, terra di castelli, paesi spostati, ricostruiti e consolidati”, Michele Carluccio, Rossella Del Regno e Antonella Roselli che relazioneranno su “I paesi abbandonati dell’Irpinia: un’eredità dimenticata”, Luca Battista ed Emanuela D’Andria su “Il sistema dei paesi irpini come simbolo di identità nei corridoi ecologici fluviali”, Benedetta Verderosa su “La sfida per le aree interne e il ruolo dell’architettura”, Giovanni Savignano su “Il principe musico Carlo Gesualdo e la terra d’Irpinia”, Camilla Sansone su “Riuso urbano di Zungoli”, Felice De Silva “Il progetto architettonido per le piccole città. Il caso di Cassano Irpino”. Seguiranno le conclusioni a cura dei coordinatori Giovanni Coppola, Pierfrancesco Fiore e Angelo Verderosa.
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