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Tra Tradizione e Futuro: Massimo Testa, direttore del Conservatorio ‘Cimarosa racconta la nuova sfida

di Rosa Bianco

Maestro Testa, lei è stato prima studente, poi docente, poi vicedirettore del Conservatorio “Cimarosa” di Avellino. Da qualche settimana è stato eletto Direttore. Quando entrò per la prima volta al Cimarosa da giovane studente immaginava che un giorno ne sarebbe diventato direttore? E cosa direbbe oggi a quel ragazzo che sognava una vita nella musica?

La prima volta che sono entrato in Conservatorio, nel 1974, ero ancora studente alle Scuole Elementari, ma il mio primo incontro fu proprio con l’allora Direttore del Conservatorio Cimarosa, il Maestro Bruno Mazzotta, che sarebbe poi diventato il mio Maestro di Composizione, e che è stato ed è ancora un  faro nel mio percorso artistico e accademico. Qualche sera fa, in Provincia, una mamma aveva portato i figli piccoli a vedere il nostro Concerto dell’Orchestra di Tube, ed io, stimolato, ho augurato ai bambini un futuro musicale, provando ad indovinare lo strumento ideale per loro. Ecco, questa esperienza è il simbolo del mio sogno diventato realtà. Poter continuare ad illuminare il futuro musicale delle nuove generazioni, come qualcuno ha fatto con me, e veder crescere nuove generazioni di talenti artistici.

Nel suo percorso convivono il violinista, il compositore, il direttore d’orchestra e il formatore di giovani talenti. Quale di queste esperienze ritiene oggi più preziosa per affrontare la sfida di dirigere uno dei più importanti conservatori del Mezzogiorno? 

Tutte le mie esperienze sono state fondamentali, anche perché hanno costituito un’ evoluzione artistico-professionale unitaria per il mio percorso. Si arriva a essere un buon docente e formatore solo dopo aver sviluppato esperienze pregnanti in tutti i campi della professione artistica di pertinenza. Di conseguenza proprio la prima e ultima figura sono quelle fondamentali. Saper suonare uno strumento difficile e conoscere i sacrifici temporali ma soprattutto mentali per arrivare ad un livello professionale è fondamentale per capire obiettivi e metodi di un percorso didattico generale di un’Istituzione. L’esperienza di docente e formatore è poi il deciso e chiaro viatico ad analizzare e selezionare le buone pratiche per una gestione oculata e lungimirante di una popolazione didattica importante come quella del nostro Conservatorio.

L’ampio consenso ottenuto nelle elezioni testimonia la fiducia della comunità accademica nei suoi confronti. Quali saranno le prime tre priorità del suo mandato per rendere il Conservatorio Cimarosa ancora più attrattivo a livello nazionale e internazionale? 

Il Conservatorio Cimarosa dopo i due trienni di gestione a cura di Maria Gabriella Della Sala è ormai all’avanguardia per la sua offerta formativa variegata e professionalizzante, con un corpo docente giovane e molto preparato e ospitalità continua di esperti nei vari settori per Master di alto livello. Cureremo di rendere ancora più internazionale la nostra proposta con l’implemento delle opportunità Erasmus in entrata e in uscita, il perfezionamento delle pratiche d’Internazionalizzazione, e con la cura di nuovo Progetto d’Orchestra professionale per radicare le prospettive lavorative dei nostri giovani diplomati

Lei ha fondato e guidato progetti artistici innovativi come l’Ensemble Zenit 2000, investendo molto sulla musica contemporanea e sulla crescita dei giovani musicisti. In che modo questa esperienza potrà tradursi in nuove opportunità per gli studenti del Cimarosa? 

La cura della crescita professionale dei giovani è in primo piano da tempo nella nostra programmazione. Le sfide del futuro andranno sempre più verso una specializzazione professionale degli artisti in campo, visto il gran numero di potenziali operatori e le opportunità lavorative non sempre radicate nel tessuto della produzione nazionale. Sarà importante dare ai giovani già nell’ambito dell’offerta programmata in Conservatorio gli strumenti e le competenze per essere competitivi, soprattutto nell’ottica di un panorama internazionale che richiede un alta qualificazione in particolare negli sbocchi innovativi dell’offerta. Insisteremo in tal senso in Conservatorio con masterclass e workshop con Musicisti di chiara fama del panorama nazionale e internazionale.

Oggi i conservatori sono chiamati a coniugare tradizione e innovazione, alta formazione e sbocchi professionali. Qual è la sua visione del Conservatorio Cimarosa per i prossimi anni? 

Il Cimarosa dei prossimi anni dovrà essere un’ Istituzione sempre più all’avanguardia, nell’offerta formativa, nella qualità della docenza, soprattutto quella specialistica, nell’organizzazione della produzione con un’organizzazione temporale e logistica sempre più curata. Ma soprattutto dovrà dare spazio a una ricerca sempre più avvenieristica e qualificata, a consolidare e sviluppare le opportunità create dalle nuove tendenze, sì da rendere sempre più la nostra Istituzione un’avanguardia certa e un baluardo sicuro nel panorama del Sud Italia e a livello nazionale in assoluto. Il tutto nel solco della tradizione, che vede il Conservatorio, pur nella sua modernità, il luogo in cui preservare e tramandare la memoria della Musica e dell’Arte in generale dei secoli precedenti, rendendone fucina di conoscenza ed esperienza vitale per le future generazioni.

 

 

 

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