Sabato, 2 Maggio 2026
02.12 (Roma)

Ultimi articoli

Sisma: studiato il rapporto tra piccoli e grandi terremoti attesi in futuro in Italia

Determinare il rapporto tra la quantità di piccoli e grandi terremoti osservati in passato e, quindi, attesi in futuro nel nostro Paese (scientificamente “b-value”) è stato l’oggetto dello studio “Earthquake size distributions are slightly different in compression vs extension” appena pubblicato dai ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) sulla rivista ‘Communications of Earth and Environment’ di Nature.
La legge di Gutenberg-Richter alla base della determinazione di questo lavoro stabilisce infatti che il numero di terremoti osservati diminuisce con l’aumentare della magnitudo: in altre parole, si osserva un numero molto maggiore di piccoli terremoti rispetto a quelli di grande entità.

I ricercatori dell’INGV che hanno condotto lo studio si sono serviti di dati geodetici e di un approccio statistico per comprendere, a partire dalla misurazione di piccolissime deformazioni della superficie terrestre, l’intensità delle forze tettoniche che governano il nostro Pianeta e la reazione che queste generano sulla crosta terrestre.
“La geodesia satellitare è uno strumento per noi fondamentale poiché consente di stabilire se, nel corso dei decenni, la distanza tra due punti della superficie terrestre in zone soggette a eventi sismici stia aumentando o diminuendo”, spiega Michele Carafa, ricercatore dell’INGV e co-autore dello studio. “A seconda dei casi, infatti, possiamo attenderci in futuro dei terremoti di tipo compressivo, se la distanza tra i punti sulla superficie terrestre sta diminuendo, oppure estensionale, se la distanza sta invece aumentando”.

Poiché il b-value non è spazialmente uniforme ma può variare a seconda dell’area geografica di riferimento, lo studio dell’INGV ha analizzato parallelamente le zone in estensione e quelle in compressione del nostro Paese, con l’obiettivo di ottenere maggiori informazioni sul numero di forti terremoti attesi nelle due aree.
“I valori di b-value emersi dal nostro lavoro sono effettivamente diversi per le due zone (le aree in estensione hanno un b-value più alto di quelle in compressione), ma molto più vicini tra loro di quanto si potesse pensare”, aggiunge Matteo Taroni, ricercatore dell’INGV e co-autore dello studio. “Ciò significa che il comportamento delle magnitudo dei terremoti in zone geologicamente differenti è in realtà abbastanza simile”.
Calcoli statistici hanno poi confermato come l’approccio geodetico con la suddivisione del territorio nazionale in due sole zone di analisi abbia dato risultati più efficaci rispetto a suddivisioni precedenti in aree più piccole, aprendo la strada a possibili future collaborazioni tra il mondo della modellistica geodetica e quello della sismologia statistica.
“Poiché il b-value è uno dei parametri fondamentali utilizzati per la stima della pericolosità sismica di un territorio, ci auguriamo che altri lavori confermino i risultati del nostro studio, cosicché questo nuovo approccio possa essere utilizzato per migliorare il modello di pericolosità sismica italiano, vale a dire il documento alla base di tutte le azioni di mitigazione e prevenzione del rischio sismico nel nostro Paese”, concludono Taroni e Carafa.

Nella foto: Le curve nere racchiudono le zone in compressione (sinistra) e zone in estensione (destra) della penisola italiana; la scala di colori indica lo strain rate (tasso di deformazione) orizzontale.

Condividi

Cronaca

Un investimento si è verificato questa mattina in Viale Italia, ad Avellino. Una donna di 86 anni è stata travolta…

Nel pomeriggio di ieri il Tribunale per i Minori di Napoli, presieduto dalla Dott.ssa Draetta, ha mandato assolta C.M.G., la…

E’ stata convocata in Procura l‘unica indagata per il brutale pestaggio subito dall’architetto Nello Malinconico, avvenuto nella prima serata del…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Il 23 novembre del 1980 un terremoto di magnitudo 6.9 sconvolse l’Appennino meridionale, lasciando un segno indelebile nella storia dell’Irpinia e della Basilicata: a 45 anni da quel tragico evento, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) propone una serie di iniziative volte a rafforzare la cultura della prevenzione attraverso...

Grottaminarda – È una delle dieci sezioni dell’Ingv che, lungo tutta la penisola, controllano e studiano i cambiamenti del territorio. “Irpinia”, con sede nella cittadina ufitana, porta avanti un’azione di monitoraggio che durante questi ultimi giorni ha fornito i dati necessari sui movimenti tellurici che hanno interessato Montefredane e l’area...

di Gerardo Troncone In un Paese normale, sarebbe un fenomeno naturale, come la pioggia, la neve o il vento. da affrontare con vigile attenzione, non con panico incontrollato. E’ la Terra che parla con voce profonda, quella voce che sempre ci offre Amore in cambio di Rispetto. Qui dalle nostre...

Arriva da Biogem il contributo a una ricerca che prospetta nuove terapie per il melanoma metastatico. Lo studio, condotto dal gruppo di Biologia Computazionale del centro irpino, in collaborazione con la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori (dottoressa Roberta Mortarini e dottore Andrea Anichini), e l’Università di Siena (professore Michele...

Ultimi articoli

Attualità

In occasione della Festa dei Lavoratori del 1° maggio, la comunità di Montefredane ha vissuto una giornata di grande orgoglio…

E’ un appello forte alla politica e alle istituzioni a restituire centralità al lavoro quello lanciato dalla Cgil nel corso…

Franco Fiordellisi C’è un Primo maggio che non si vede nei grandi palchi e nelle narrazioni nazionali. È quello delle…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy