“Fare salute mentale è complesso: è un sistema fragile e articolato. L’individuo da solo non è nulla senza il contesto. Chi nasce e cresce in determinati ambienti è fortemente influenzato dai contesti familiari e sociali”. Questo il presupposto del ragionamento di Amerigo Russo, direttore del Dipartimento dell’UOC Salute Mentale dell’Asl, intervenuto all’iniziativa di ricerca “Non te ne ncarreca o cereviello e ’na sfoglia e cipolla”, per la presentazione dello studio dedicato al benessere psicologico della popolazione irpina promosso dal Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione dell’Università degli Studi di Salerno, in collaborazione con l’associazione Irpinia ti voglio bene, il CSV Irpinia Sannio ETS e il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL di Avellino.
“Le famiglie, ad esempio, – dice Russo, intervenendo alla conferenza stampa presso la sede del Cesvolab – non sempre sono luoghi sereni. I giovani subiscono cyberbullismo e isolamento. Chi vive queste condizioni ha difficoltà a reagire. È fondamentale capire cosa tiene insieme la comunità e rafforzare i servizi. Serve una raccolta di dati per leggere la realtà quotidiana. La vera criticità è spesso nell’ordinario. L’Asl e i servizi sociali devono provare a fare rete, ricostruendo dal basso con il Terzo Settore, per costruire un sistema di benessere condiviso”.
“È stata una nostra socia, che è anche dottoressa presso l’Asl, a proporre insieme all’Università di Salerno questa ricerca. Vogliamo provare a spostare l’asse dai bisogni presunti ai bisogni reali”, continua Francesco Iandolo, fondatore di Irpinia ti voglio bene e neo eletto consigliere comunale nella maggioranza che sostiene il sindaco Nello Pizza.
“L’obiettivo – spiega – è utilizzare la rete del Terzo Settore per raggiungere il territorio e somministrare i questionari. Dopo una prima fase sperimentale, oggi presentiamo la ricerca definitiva che verrà diffusa nei prossimi mesi. Ci auguriamo che le istituzioni sanitarie possano programmare i servizi sulla base dei bisogni reali che emergeranno”.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di analizzare il livello di benessere psicologico della comunità irpina, approfondendo il rapporto tra salute mentale, qualità della vita, relazioni sociali e condizioni territoriali delle aree interne.
La ricerca prende in esame fenomeni strutturali del territorio come spopolamento, emigrazione giovanile, invecchiamento della popolazione, frammentazione territoriale, difficoltà di accesso ai servizi e isolamento sociale, fattori che incidono in modo significativo sul benessere individuale e collettivo.
Attraverso la somministrazione di questionari online, il progetto si pone l’obiettivo di raccogliere almeno 1000 risposte, così da costruire una base dati solida e rappresentativa del territorio.
In questo contesto, il CSV Irpinia Sannio ETS avrà un ruolo centrale di facilitazione territoriale, mettendo a disposizione la propria rete associativa e il radicamento nelle comunità locali per favorire la partecipazione alla survey, anche nelle aree più periferiche e fragili.
Fondamentale sarà il lavoro di rete tra associazioni, enti locali, istituzioni sanitarie e Terzo Settore, nella convinzione che il benessere collettivo si costruisca attraverso processi condivisi di inclusione, collaborazione e prossimità.
“Questa ricerca rappresenta un’importante occasione di ascolto e conoscenza della nostra comunità”, conclude Maria Cristina Aceto, direttrice del CSV Irpinia Sannio ETS. “La salute mentale non riguarda solo il singolo individuo, ma è strettamente legata alla qualità delle relazioni, alla presenza di reti sociali e al senso di appartenenza ai territori”.
Per Aceto, “siamo chiamati a mettere in rete il patrimonio costruito con il volontariato e le associazioni. Il Terzo Settore è un presidio fondamentale di prossimità sociale, soprattutto nelle aree interne”.
Il valore dell’iniziativa, aggiunge, non si esaurirà nella raccolta dati: “I risultati proseguiranno nella fase di analisi e interpretazione e avranno ricadute concrete sulla programmazione strategica del CSV per il prossimo triennio. I dati contribuiranno a orientare obiettivi e servizi in una logica integrata tra ricerca e azione”.
“Crediamo fortemente nel valore delle reti e della collaborazione tra enti e cittadini. Solo così si costruiscono comunità più consapevoli e capaci di rispondere alle fragilità sociali ed emotive del nostro tempo”, conclude.


