Mentre il dibattito politico si infiamma attorno ai dettagli tecnici del nuovo sistema, il segretario di Forza Italia Antonio Tajani ha sgombrato il campo dai dubbi confermando il voto della maggioranza a sostegno della riforma, pur rivendicando la necessità di definire insieme i dettagli. “Se voteremo in modo compatto lo Stabilicum? Assolutamente sì” ma il passaggio sulle preferenze “vogliamo scriverlo insieme”, ha ribadito il vicepremier in un’intervista al Tempo.
Ridimensionando le polemiche interne alla maggioranza, Tajani ha spiegato che “non bisogna drammatizzare quando c’è un dibattito sul dettaglio di una legge”, ricordando che l’obiettivo principale resta “garantire stabilità che vuol dire: crescita economica, investimenti e considerazione internazionale”. Sul tema delicato delle preferenze, il leader azzurro ha chiarito: “Facciamo chiarezza una volta per tutte: noi prima di dire sì vogliamo scrivere insieme il testo dell’emendamento che tra l’altro introdurrà il sistema dei capilista bloccati. Io poi, sono sempre stato eletto con le preferenze e non vedo grandi problemi”.
Spostando lo sguardo sul panorama delle alleanze e sulle dinamiche in vista delle elezioni del 2027, Tajani ha affrontato il caso di Roberto Vannacci, osservando che “era vicesegretario di un partito di centrodestra, se ne è andato lui e ora i suoi votano con Schlein, Bonelli e Fratoianni”. Il segretario ha espresso scetticismo su un’eventuale intesa futura, sottolineando che “per contenuti e storia è difficile che ci sia un accordo elettorale: sappiamo forse cosa pensa dell’economia? Della scuola? Della sanità? Ecco, non basta vestirsi da Giulio Cesare per dire ‘sono in grado di governare l’Italia’”.
Riguardo al futuro dell’area moderata, Tajani ha confermato l’apertura a nuove collaborazioni: “Se apriremo a formazioni centriste? Noi parliamo con tutte le forze di centro ma se vogliono aderire al centrodestra”. Secondo il leader di Forza Italia, il voto del ’27 “si giocheranno al centro, anche perché il centrosinistra è morto”, ipotizzando inoltre che “forse poi, Grillo e Di Battista faranno anche una guerra da sinistra alla sinistra”. Infine, Tajani ha respinto con decisione l’ipotesi di tensioni o fratture all’interno del suo partito, concludendo: “Noi discutiamo perché vogliamo continuare a crescere e aumentare la partecipazione. Un leader non è un dittatore ma una persona capace di coinvolgere. Ed ecco che dal confronto nascono anche i leader”.


