Senza il Centro non si vince, ma l’ago della bilancia è comunque Roberto Vannacci con la sua formazione “Futuro Nazionale” (FnV). È quanto emerge da una simulazione di Youtrend, basata sulla Supermedia dei sondaggi, che mette a confronto l’attuale Rosatellum con lo “Stabilicum”, la riforma elettorale in discussione alla Camera.
Dall’analisi emergono quattro possibili scenari per le coalizioni:
Nel primo scenario, se Vannacci si allea con il centrodestra, la coalizione raggiunge il 48,5% e, grazie al premio di maggioranza dello Stabilicum, ottiene 222 seggi alla Camera e 113 al Senato, migliorando nettamente i risultati che otterrebbe con il Rosatellum. Al contrario, il campo largo progressista al completo è al 44,7%, vedendo scendere la propria rappresentanza a 160 seggi a Montecitorio e 77 a Palazzo Madama.
Nel secondo scenario, con Vannacci isolato e i centristi di Italia Viva e Più Europa schierati con i progressisti, la situazione si ribalta: il campo largo allargato ottiene lo stesso il 44,7% dei voti ma conquista la maggioranza con 222 seggi alla Camera e 112 al Senato. Il centrodestra, fermo al 42,3%, scenderebbe a 141 deputati e 68 senatori.
Gli altri due scenari ipotizzano i centristi in un polo autonomo: in questo caso, il centrodestra resterebbe saldamente in testa al 48,5% se alleato con Vannacci, mentre senza il generale scenderebbe al 42,3%, tallonato a un solo punto di distanza dall’asse Pd-M5S-Avs.
La simulazione di Youtrend analizza anche l’impatto di un eventuale emendamento di Fratelli d’Italia per introdurre le preferenze. Questa novità favorirebbe nettamente i partiti principali, con consensi dal 20% in su. Per un partito al 20%, come FdI o il Pd, la quota di parlamentari scelti direttamente dai cittadini salirebbe al 33,7% alla Camera e al 27% al Senato.
Se un partito raggiungesse il 30%, oltre la metà dei suoi eletti dipenderebbe dalle preferenze degli elettori (54,7% alla Camera e 50,1% al Senato).
Per le liste più piccole, attorno al 10%, la quota di eletti con le preferenze sarebbe invece quasi irrilevante, fermandosi al 5%.
L’approvazione di questo emendamento modificherebbe profondamente la natura dello Stabilicum, legando tra un quarto e un terzo dei parlamentari al voto territoriale e scardinando le gerarchie interne ai partiti. Se invece prevarrà la linea di Lega e Forza Italia, contrarie alle preferenze, la legge manterrà il sistema delle liste bloccate, lasciando alle segreterie di partito il controllo totale sulla scelta degli eletti.+




