Lunedì, 27 Aprile 2026
23.12 (Roma)

Ultimi articoli

La finanziaria più pazza del mondo

Viene oggi in discussione (si fa per dire) alla Camera la manovra finanziaria per l’anno 2019. Dopo l’approvazione al Senato, nella notte fra il 22 ed il 23 dicembre, si sono levate delle voci di dissenso sul merito dei provvedimenti, ma ormai non ci sono più i margini di tempo per correggere le numerose storture che stanno emergendo dalla lettura del testo, che è stato consegnato nella versione finale ai senatori (e quindi reso pubblico) soltanto nel tardo pomeriggio del 22 dicembre.

Il 23 dicembre i tre sindacati confederali hanno emesso una attonita nota congiunta, dolendosi, innanzi tutto, che il Maxiemendamento approvato nella notte con voto di fiducia al Senato “per le modalità della sua approvazione, rappresenta una grave lesione alla democrazia parlamentare”.

Così prosegue il comunicato: “Una Legge di Bilancio sbagliata, miope, recessiva, che taglia ulteriormente su crescita e sviluppo, lavoro e pensioni, coesione e investimenti produttivi, negando al Paese, e in particolare alle sue aree più deboli, una prospettiva di rilancio economico e sociale”. Osservano i sindacati che “le risorse per gli investimenti – già limitate – sono drasticamente ridotte, bloccando così gli interventi in infrastrutture materiali e sociali – a partire da sanità e istruzione – necessaria leva per la creazione di lavoro, la crescita e la coesione sociale territoriale. Si fa cassa con il taglio dell’adeguamento all’inflazione per le pensioni sopra i 1522 euro lordi al mese, il blocco delle assunzioni nella PA fino a novembre (..) Nessuna risposta sugli ammortizzatori e neppure sul versante fiscale per lavoratori e pensionati dove invece si sceglie di introdurre la flat-tax e nuovi condoni.” Quindi i sindacati preannunciano “l’apertura di una stagione di mobilitazione e di lotta nelle categorie e sui territori che culminerà con una grande manifestazione nazionale unitaria a Gennaio”. Indubbiamente i sindacati (e molte altre realtà sociali) hanno valide ragioni per dolersi, ma le proteste successive all’approvazione della finanziaria suonano come il tentativo di chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati. Nella democrazia parlamentare non succede così. I provvedimenti che riguardano il bilancio, le tasse, la distribuzione delle risorse, gli investimenti vengono depositati in Parlamento e devono essere passati ai raggi x dalle Commissioni parlamentari, prima di approdare in aula per la votazione. Durante questo percorso i soggetti sociali interessati, i sindacati, le categorie, le realtà territoriali interloquiscono con i rappresentanti del popolo e suggeriscono modifiche o palesano dissenso, evidenziando le ragioni per cui certi provvedimenti appaiono inaccettabili. Il Parlamento, di norma, dialoga con il popolo ed esercita il suo potere di emendamento. Tuttavia, poiché quest’anno è stata presentata la manovra del popolo, questo dialogo fra il Governo ed il Parlamento e fra il Parlamento ed il popolo non è stato ritenuto necessario. La manovra finanziaria consta sostanzialmente di un solo articolo diviso in 1.143 commi. Se ci fosse stato il tempo di leggerli e di discuterli pubblicamente forse alcune storture si sarebbero potute evitare. Qualcuno avrebbe dovuto spiegarci la ragione della norma che cancella l’Ires agevolata (portandola dall’attuale 12% al 24%) per istituti di assistenza sociale, fondazioni, enti ospedalieri, istituti di istruzione senza scopo di lucro. Una sorta di patrimoniale sulla solidarietà, che punisce la Comunità di S. Egidio, le Misericordie e tutti gli altri Enti che svolgono attività volte ad alleviare la povertà. Avrebbero dovuto spiegarci il senso delle nuove regole che consentono agli Enti locali l’affidamento diretto e senza gara per gli appalti fino a 150.000 euro, facendo sì che nel prossimo anno oltre sei miliardi di denaro pubblico saranno spesi senza controllo.

Invece non c’è bisogno di alcuna spiegazione per i tagli al fondo del pluralismo che colpiscono un comparto, quello dell’informazione, già debole, spostando le residue risorse ad un fondo a disposizione della Presidenza del Consiglio che verrà gestito nella più totale discrezionalità. Saranno colpite le piccole realtà editoriali, quelle che assicurano voce alle minoranze e ai territori e tanto fastidio danno con le loro critiche al Governo del popolo. Ha osservato il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio: ““Non abbiamo semplicemente la prova del delitto, abbiamo la pistola fumante”.

di Domenico Gallo edito dal Quotidiano del Sud

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Niente misura attenuata per Francesco Carlo Liotti. I giudici della Seconda Sezione Penale della Cassazione hanno dichiarato inammissibile il ricorso…

A Sant’Andrea di Conza si cerca il conducente di un auto che avrebbe investito una 72enne per poi dileguarsi. L’episodio…

I carabinieri della Stazione di Ospedaletto d’Alpinolo hanno tratto in arresto un 40enne di Altavilla Irpina, ritenuto responsabile di maltrattamenti…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Celebrata questa mattina, davanti al Gup del Tribunale di Napoli Chiara Bardi, una nuova udienza del processoAste In aula,. Al centro dell’udienza la discussione dell’avvocato Carlo Taormina, difensore di Gianluca Formisano, imputato per il quale la Procura ha chiesto una condanna a 11 anni, 11 mesi e 5 giorni. La...

É conto alla rovescia per la riforma sulla disabilità, un altro passo in avanti verso il sogno della vita indipendente per le persone diversamente abili. La riforma, che sarà operativa dal prossimo primo gennaio 2027, è stata al centro di un confronto a più voci, promosso dal Consorzio dei Servizi...

di Rodolfo Picariello Ariano – Trasporti, viabilità, sanità, centro storico, questi i temi affrontati dal candidato sindaco Carmine Grasso, nell’ambito dell’iniziativa tenutasi ieri presso l’hotel Incontro di Ariano. Temi che saranno poi sviluppati nel corso della campagna elettorale. Appuntamento convocato per la presentazione delle liste che fanno parte della coalizione...

-di Egidio Leonardo Caruso– Secondo i nuovi dati pubblicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, relativi alle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2025, riferite all’anno d’imposta 2024, in Italia il reddito complessivo pro capite in Italia è salito a 25.125 euro, con un incremento del 4,1% rispetto al 2023: con...

Ultimi articoli

Attualità

E’ l’Anief Campania a lanciare l’allarme sull’organico di potenziamento in forte contrazione dal prossimo anno scolastico. Un allarme lanciato all’indomani…

Arriva dalle Acli di Avellino riunitesi all’indomani dell’ufficializzazione delle liste dei candidati alle prossime elezioni amministrative che interessano 13 Comuni…

C’è un posto unico in città dove si viaggia restando immobili, è l’Alliance Française di Avellino, dove ieri c’è stata…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy