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Battiato, quell’amore per i madrigali di Gesualdo

Si nutriva della passione per il madrigalista Carlo Gesualdo il rapporto con l’Irpinia di Franco Battiato, tra i grandi protagonisti della storia musicale italiana, scomparso ieri all’età di 76 anni. Una passione da cui era nato il brano “Gesualdo da Venosa”, scritto da Manlio Sgalambro, contenuto nell’album “L’ombrello e la macchina da cucire” (1995). “I madrigali di Gesualdo, principe di Venosa, – canta Battiato -Musicista assassino della sposa -/Cosa importa?/ Scocca la sua nota,/ Dolce come rosa”. E proprio per rendere omaggio al principe dei musici era stato ospite più volte in Irpinia. Il 18 febbraio del 2013 Battiato aveva portato sul palco del Gesualdo il suo ultimo lavoro “Apriti sesamo” “Con Franco Battiato – spiega l’ex presidente del Gesualdo Luca Cipriano -scompare un artista che ha elevato ad arte ogni sua canzone, un essere speciale che ha emozionato generazioni con la sua raffinata musica. Lo ebbi ospite al Teatro Gesualdo nel 2013… lo inseguimmo a lungo e alla fine fu un concerto magico, il nostro pubblico incantato, una serata unica. Addio Maestro, addio ad un artista fragile e roccioso al tempo stesso, addio ad un uomo che ha provato a curare con la musica un’umanità malata”. Un concerto speciale, dedicato al grande madrigalista Carlo Gesualdo, in occasione delle celebrazioni per i 400 anni dalla morte. Poi spazio ai grandi successi da “La cura” a “Bandiera bianca”, da “Voglio vederti danzare” a “La cura”. Ma Battiato era stato ospite anche di uno straordinario Ferragosto avellinese, tra i più belli della storia della città, davanti a un Corso Vittorio Emanuele gremito per approdare nel 2006 a Gesualdo nell’ambito della rassegna “Lusinghe e tormenti” con un concerto dedicato al principe madrigalista, patrocinato dalla Provincia, allora guidata da Alberta De Simone.
A ricordare il ruolo decisivo svolto da Franco Battiato nella riscoperta dei madrigali di Carlo Gesualdo è il sindaco di Gesualdo Edgardo Pesiri: “Oggi ci ha lasciato uno dei più celebri cantautori italiani. Franco Battiato non era soltanto un fine musicista, ma anche un poeta che sapeva far vibrare le corde dell’anima. Gesualdo è molto legato all’artista siciliano. Grazie a lui la figura di Carlo Gesualdo, imprigionata da secoli nelle tenebre, riemerse di nuova e sfolgorante luminosità. Bellissimo il suo concerto al campo sportivo dedicato proprio al nostro madrigalista, fu un’emozione senza fine”. E’ l’allora assessore al Comune di Gesualdo Lello Fulchinia rievocare l’emozione di quel concerto “Si mobilitò l’intero paese, non eravamo abituati ad accogliere una tale folla di appassionati. Decisivo fu il sostegno della Pubblica Assistenza locale. Ebbi l’onore di pranzare con Battiato, con noi c’era anche la presidente della Provincia Alberta De Simone, ci raccontò la sua passione per Carlo Gesualdo, l’emozione di visitare i luoghi in cui aveva vissuto. Mi chiese informazioni sulla scuola di musicoterapia che era nata in paese dalla volontà di offrire alle nuove generazioni un’opportunità di lavoro. Ricordo che mentre parlava mi trasmetteva calma e serenità, era curioso e umile. Il concerto fu bellissimo, lo stadio era pieno. Fu un’esperienza irripetibile per Gesualdo”
A sottolineare il suo contributo alla storia della musica anche il presidente della Regione Vincenzo De Luca: “Una tristezza enorme ci attraversa per la morte del Maestro Franco Battiato, talento unico della musica italiana contemporanea, un fine intellettuale, artista a tutto tondo, amato da tutte le generazioni. Persona garbata e di grande umanità. Ha espresso con rara intelligenza, ironia e profondità d’animo l’Italia del nostro tempo, i suoi vizi, le sue virtù, i sentimenti di angoscia e di incertezza che la attraversano. Battiato è stato anche un grande uomo del Sud, della sua terra, l’amata Sicilia, che ha sempre bacchettato e allo stesso tempo difeso da pregiudizi e luoghi comuni. Lascia un grande vuoto e un senso di solitudine in tutti quanti noi”. Commosso anche il ricordo di Vinicio Capossela: “Povera Patria. Tanto più povera oggi che abbiamo perduto il Maestro. Più scura è l’ombra dove piu intensa la luce. L’ombra oggi è nerissima, triste e luttuosa, ma celebrando un saggio, non si può separare dalla gioia, dalla riconoscenza per la luce elargita a tutti, per l’esistenza piena sempre tesa a celebrare la luce fino nelle ombre più recondite che genera. Grazie Maestro, uomo vivo, spirituale, generante, pensante, derviscio danzante”. Rosetta D’Amelio ricorda come “L’Italia perde un fine intellettuale, un musicista raffinato, una penna sublime. Tanti i ricordi che tornano alla mente, associati alle sue canzoni, come questa che ho deciso di postare”. E’ Giuseppe Silvestri dell’Unpli a sottolineare la grande amarezza per la scomparsa del grande artista, tra i più importanti interpreti e compositori della canzone italiana ed europea. “Lo ricordano gli Irpini ed in particolare i Gesualdini per aver dedicato nel 1995 a Carlo Gesualdo la canzone Gesualdo da Venosa il cui testo è stato scritto da Manlio Sgalambro e la musica dello stesso Franco Battiato. Carlo Gesualdo e Franco Battiato erano entrambi mossi da slanci stilistici innovativi. Eravamo nei primi anni del 1990, cominciavano allora la riscoperta e la promozione culturale di Carlo Gesualdo unitamente al Castello e al Borgo di Gesualdo da parte delle Scuole di Gesualdo. Si iniziava a far conoscere alle nuove generazioni la vita del Principe Carlo Gesualdo, le sue vicende familiari, in particolare quelle tragiche che videro coinvolti Maria D’Avalos e Fabrizio Carafa. Ma soprattutto l’attenzione era rivolta all’artista, alla grandiosità dei madrigali di Carlo Gesualdo. Si accendevano finalmente i riflettori sul centro storico e sul Castello di Carlo Gesualdo. Franco Battiato con la canzone ‘Gesualdo da Venosa’ ha dato una grande spinta all’impegno della pro loco”. “Furono in 5000 ad abbracciare Battiato nel segno del principe dei musici il 13 giugno del 2006 a Gesualdo. Fu una festa bellissima. Due caratteristiche – spiegano dalla pro loco di Gesualdo – univano questi due grandi maestri, la malinconia e la proliferazione cromatica della loro musica. La pro loco di Gesualdo cercherà di onorare il cantautore catanese, promuovendo l’iniziativa di intitolargli una strada o una piazza del nostro centro”. Ma sono tanti i giovani artisti che hanno trovato in Battiato una fonte di ispirazione come la giovane ballerina Iole La Sala che ha voluto dedicargli un toccante omaggio: ” A te che hai accompagnato e accompagni. A te che hai armato e ancora armi eserciti. A te che hai donato  al mondo una rivoluzione, a te che l’hai realizzata. La tua stagione è eterna e tu d’amore sapevi parlare bene. Osserviamo questo tuo viaggio veloce milioni di chilometri sopra le nostre teste, uno di quelli interstellari, uno di quelli oltre l’alba  e l’imbrunire. A te che danzi in 7/8 e al tuo ricordo nelle miniere di sale”

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