Salta la prima udienza udienza del processo “Dolce Vita”. La ragione è legata ad una vicenda nazionale, ovvero la deliberazione 31/07/2026 della Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane, che ha proclamato l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale degli avvocati per i giorni 23-24-25-26-27-28-29 settembre 2026. Lo sciopero proclamato dai penalisti, al quale ha già aderito anche la Camera Penale Irpina, si riferisce alla vicenda della registrazione di colloqui tra avvocato e assistito avvenuta in carcere a Perugia.
Come e’ noto il collegio presieduto dalla giudice Sonia Matarazzo (che ha scelto di trasferirsi alla Corte di Appello di Salerno) aveva rinviato l’ udienza per il processo all’ ex sindaco Festa e agli altri imputati al 25 settembre. Ma la concomitante astensione farà slittare anche la prossima udienza di un processo che si prevede piuttosto lungo, visto che non e’ ancora entrato nel vivo della istruttoria dibattimentale.
A decidere sul processo all’ex sindaco di Avellino dovrebbe essere il collegio presieduto dal giudice Gian Piero Scarlato composto dai giudici Pierpaolo Calabrese e Lorenzo Corona. Un collegio che ha già affrontato processi rilevanti, come quello a vertici e affiliati del Nuovo Clan Partenio, verdetto confermato in tutti i gradi di giudizio.
IL PROCESSO
Sono 18 i capi di imputazione su 19 contestati, sulla base delle indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo e della Guardia di Finanza, che dal settembre 2023 al marzo 2024 hanno indagato sull’ex primo cittadino di Avellino. Il Comune di Avellino, rappresentato dall’avvocato Foreste, presidente dell’Ordine degli avvocati di Napoli, si è costituito parte civile nel dibattimento.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Avellino, riguarda presunti episodi di corruzione, peculato, rivelazione di segreto d’ufficio, ricettazione e associazione a delinquere. Nel fascicolo figurano ventotto imputati, tra cui ex dirigenti comunali, funzionari e collaboratori dell’amministrazione guidata da Festa. In pratica, l’ufficio inquirente ha concluso il lavoro, iniziato a settembre 2023, che aveva portato all’emissione di due ordinanze di custodia cautelare per l’ex sindaco, poi annullate dalla Cassazione. Al centro delle contestazioni concorsi pubblici pilotati per l’assunzione di vigili urbani e funzionari, oltre a presunti affidamenti diretti di lavori pubblici in violazione del principio di rotazione. In particolare, due appalti per l’efficientamento energetico di Palazzo De Peruta – del valore complessivo di circa 250 mila euro – sono finiti nel mirino della magistratura.
Per questo, all’ex primo cittadino sono stati contestati i reati di associazione a delinquere, corruzione, tentata induzione indebita, rivelazione del segreto istruttorio e falso ideologico. Festa deve rispondere anche di peculato per la sottrazione del pc del Comune, ma non di depistaggio: la Procura si è attenuta, dunque, alla valutazione della Cassazione. L’ex sindaco di Avellino era tornato in libertà dopo 154 giorni trascorsi ai domiciliari nell’indagine che il 18 aprile scorso portò al suo arresto.


