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Sarà possibile fare le riforme che ci ha imposto l’Europa per il Recovery plan? Ci riuscirà Draghi con questa maggioranza? La prima sul tappeto è la riforma della Giustizia della quale si parla da anni senza cavare un ragno dal buco! Draghi non potrà che metterci l’ennesima pezza sperando che l’Europa si accontenti. M. Rovelli, sul Fatto quotidiano: “Come si può fare la riforma della Giustizia penale mettendo insieme il M5S e il centro desta?” E quella del fisco tra chi propone la Flat tax e chi la progressività e la tassazione sulle ricchezze? Salvini lo ammette candidamente: “Non può essere questo governo a fare le riforme”. Il suo piano è evidente: eleggere Draghi al Quirinale e andare a elezioni anticipate e con la Meloni, e Berlusconi andare al Governo e fare le riforme come le vuole il centro destra. Questa maggioranza non riesce neanche a mettersi d’accordo su un’ora in più di coprifuoco e sulle riaperture, figuriamoci sulle riforme radicali e strutturali! Purtroppo il fallimento della politica che non è riuscita a mettere insieme una maggioranza in Parlamento, ci ha fatto imboccare un vicolo cieco dal quale è molto difficile uscirne, senza cambiare maggioranza. Quanto a modificare la giustizia penale inutile anche tentare. I politici non vogliono perdere le loro prerogative e rinunciare alla prescrizione. Berlusconi, che entra ed esce dal San Raffaele anche per sfuggire alle udienze, la dice lunga sul come finirà, con la prescrizione, l’ennesimo processo.

La riforma del processo civile dovrebbe essere, almeno sulla carta, più agevole se non ci fossero forze, categorie, e poteri forti che fanno di tutto per impedirlo. In Italia ci sono moltissime leggi (150.000, rispetto alle 7000 della Francia e alle 5.500 della Germania), poca disincentivazione alle liti, scarsa informatizzazione del procedimento, notifiche antiquate e soprattutto un esercito di avvocati che si oppongono attraverso i loro potentissimi ordini professionali a qualsiasi accelerazione L’Italia è il paese europeo con in maggior numero in assoluto di avvocati. Quasi 300.000. (4 ogni 1000 abitanti). Solo nel Lazio e in Campania sono quasi 70.000 (12 ogni 1000 abitanti), 6000 in più di tutta la Francia. Al sud, poi, è ancora peggio con tempi addirittura doppi di quelli del nord.

Per l’Europa l’Italia è impegnata a pubblicare sulla G:U. la riforma del diritto fallimentare  per fine anno e, entro la fine del 1922 quella della Giustizia. Entro la fine del 2024 dovrebbero essere smaltiti il 65% dell’arretrato del processo covile. Basta l’aumento degli organici? Certamente no se non si incide radicalmente sul procedimento: Come? Tutte le procedure dovrebbero essere rivolte, anche dando più potere discrezionale ai giudici, alla chiusura del processo entro una udienza o massimo due, con il deposito in Tribunale della somma oggetto della lite e con eventuali somme aggiuntive in caso di appello temerario. Le parti dovrebbero presentare a d un Giudice preposto che fissa l’udienza, tutte le loro pretese, corredate dalla documentazione ritenuta necessaria, comprese perizie di parte, senza più poterlo fare nelle fasi successive. La parte adita dovrebbe presentarsi in udienza con tutte la documentazione che ritiene opportuna. La causa dovrebbe essere decisa in un’unica udienza, salvo eventuale perizia d’ufficio da presentare entro 15 giorni nella seconda e definitiva udienza. Sembrerebbe così semplice se non ci fossero gli avvocati moltissimi dei quali dovrebbero cambiare mestiere. Questo Parlamento con il più grande numero di coloro che hanno cambiato casacca, che pensano solo a se stessi, che hanno un’etica professionale, una cultura e una competenza vicine allo zero, non potrà mai fare riforme innovative e radicali.

“Povera Patria/ schiacciata dagli abusi deli potere/ di gente infame che non sa cos’è il pudore/ Si credono potenti e gli va bene quello che fanno/ e tutto gli appartiene/ Tra i governanti/ quanti perfetti e inutili buffoni/ Questo Paese devastato dal dolore/ ma non vi danno un po’ di dispiacere/ quei corpi in terra senza più calore??/ Non cambierà, forse cambierà/ Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali? Nel fango affonda lo stivale dei maiali/..”

Franco Battiato scrisse questi versi nel 1991, ma così attuali che sembrano scritti ieri!

di Nino Lanzetta

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