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Alto Calore, conto alla rovescia per il salvataggio: affidamento entro il 2 maggio

Per l’Alto Calore si avvicina il momento della verità. L’azienda di Corso Europa attende la fumata bianca dalla Regione. Ormai da un mese si annuncia la firma in calce al decreto regionale per l’affidamento del servizio idrico integrato che ancora non c’è. Una snervante attesa,  quella che  vive l’ente  di Corso Europa,  rispetto al via libera da parte del governatore Campano De Luca per la concessione del  servizio. Un affidamento di cinque anni che resta l’unica strada per evitare il fallimento.

Questa volta la scadenza, dopo mesi di rinvii, potrebbe però essere rispettata, perché non c’è più tempo . Il  prossimo 28 aprile,infatti,  i sindaci sono stati convocati dall’amministratore unico  dell’Alto calore Michelangelo Ciarcia  per votare il  bilancio , che vede una massa passiva che supera i 160 milioni di euro, 12 in più rispetto all’anno precedente. Non solo, occorre accelerare anche per un altro  motivo.  Il 2 maggio il Tribunale di Avellino, infatti, deve convocare l’assemblea dei creditori per concludere il concordato, senza il quale l’Alto Calore Servizi fallirà. Ma per procedere occorre un decreto di affidamento quinquennale, indispensabile a rendere credibile il piano finanziario di rientro dai debiti. Fondamentale, quindi,  la firma del decreto di affidamento  da parte del governatore De Luca, che per ora, sembra prendere tempo.

La situazione dell’ente è delicata.Il passivo evidenzia, invece, un patrimonio netto pari a 69 milioni di euro e un totale delle esposizioni debitorie di 168.475 milioni, di cui i debiti a breve termine rappresentano l’ 85,96%. Il quadro negativo è completato dall’aumento delle spese per l’energia elettrica, salite di 8 milioni di euro rispetto al 2020 e arrivate a toccare i 21 mln di euro l’anno, destinate addirittura a salire. Il bilancio si è chiuso con una perdita di 33 milioni, evidenziando un peggioramento rispetto all’esercizio precedente in cui si registra un utile di 44 milioni di euro.

La prima necessità è quella di ridurre la spesa. Alto Calore conta di farlo «attraverso le azioni preventivate e la falcidia concordataria». Così la somma sarà «interamente ripagata».  Nello specifico, i crediti privilegiati saranno pagati per intero, quelli chirografari, la maggior parte, in percentuale. Come è noto, vi rientrano anche quelli dei Comuni soci, «per i quali  saranno emessi strumenti finanziari partecipativi» che consentirebbero il pagamento, a fine concordato, delle somme corrispondenti alla differenza tra credito e falcidia. Infine, inserito nel piano dall’amministratore unico Ciarcia, anche il nodo dei ristori, che ammonta a 40 milioni di euro in cinque anni, già deliberati dalla Regione Campania. Per migliorare lo stato debitorio l’Alto Calore ha messo in campo diverse azioni: trasferimento alla Regione Campania della gestione dei siti di Cassano; Irpino e di Baiardo di Montemarano ed efficientamento del costo dell’energia elettrica; accordo con la Regione Campania, come da delibera della giunta regionale che comporta per l’Acs l’incasso complessivo di oltre euro 49.000.000 nei cinque anni di esecuzione del piano concordatario.

Per Ciarcia l’Alto calore  non ha mai visto infatti tanti ricavi, 55 milioni di euro grazie alle 165mila letture effettuate; una maggiore capacità di riscossione che continua a produrre utili e in caso di via libera al bilancio sarà garantita anche da Equitalia, con cui Ciarcia ha già un accordo di massima per cartelle da 20 milioni di euro. Altra misura importante prevista dal piano, mira pure a riscuotere i crediti vantati nei confronti di utenti morosi: in tutto 136 milioni lordi (74 milioni netti, senza contare quelli iscritti in bilancio). I crediti verso clienti realizzabili durante il periodo di esecuzione del concordato – esigibili – sono pari 35 milioni. Ricavi che garantirebbero le coperture delle spese per il futuro, assieme alle nuove tariffe in aumento che risarcirebbero i maggiori costi energetici: sulla base di questi dati Ciarcia chiederà, il prossimo 28 aprile, la fiducia dei sindaci, presentando anche il nuovo piano industriale.

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