Le difficoltà nella comprensione del testo si concentrano soprattutto nei primi anni di scolarizzazione e interessano in misura maggiore gli studenti di prima generazione, cioè i ragazzi nati all’estero da genitori stranieri. È quanto emerge dall’analisi di Skuola.net sui risultati delle prove Invalsi 2026 e sui dati del Ministero dell’Istruzione, che mette a confronto il percorso scolastico degli studenti di origine straniera con quello dei coetanei italiani.
Già al secondo anno della scuola primaria, a parità di contesto socio-economico, gli alunni di prima generazione registrano in Italiano uno svantaggio di 19,1 punti percentuali rispetto ai compagni di origine italiana. Per gli studenti di seconda generazione, nati in Italia da genitori stranieri, il divario è invece di 14,6 punti.
Nel corso della scuola primaria, però, la distanza tende progressivamente a ridursi. Al termine della quinta classe, gli studenti stranieri nati in Italia portano lo svantaggio a 9,3 punti percentuali. Il quadro cambia nuovamente alla terza media: per gli studenti arrivati dall’estero in età più avanzata il divario raggiunge i 22,9 punti in Italiano, una differenza che, secondo l’analisi, equivale a circa due anni di apprendimento scolastico teorico. Anche tra le seconde generazioni si registra una difficoltà, con uno scarto di 13,6 punti rispetto agli studenti italiani.
Il passaggio dalle scuole medie alle superiori rappresenta quindi una fase particolarmente delicata. Nei quattro anni di scuola secondaria di secondo grado considerati, la percentuale media di studenti italiani ammessi direttamente a giugno è del 77,9%, mentre tra quelli con cittadinanza non italiana si ferma al 62,1%.
La maggiore criticità si concentra nel primo anno delle superiori. Tra gli studenti non italiani, il 20,2% non viene ammesso a giugno, percentuale che sale al 23,2% considerando gli esiti definitivi. Tra gli studenti italiani, invece, i non ammessi a giugno sono il 7,2%, pari all’8,4% a esito definitivo.
I dati Invalsi 2026 mostrano tuttavia anche un altro elemento: tra gli studenti che proseguono il percorso di istruzione superiore, il divario nelle competenze di Italiano tende a ridursi sensibilmente. Al secondo anno delle superiori e nell’ultimo anno, in vista dell’Esame di Stato, la distanza rispetto agli studenti nativi scende a 8,3 punti per gli alunni di prima generazione e a 6,9 punti per quelli di seconda generazione.
Nel complesso, i dati delineano quindi un percorso caratterizzato da forti differenze nelle prime fasi della scolarizzazione, seguito da una progressiva riduzione del divario tra gli studenti che riescono a proseguire gli studi superiori.


