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Autonomia: dal Pd a Confesercenti, cresce la mobilitazione in Campania

“Napoli e la Campania sono mobilitate da mesi nella battaglia contro il disegno folle e ‘spacca Italia’ che il Governo Meloni sta portando avanti con questo progetto di autonomia differenziata. Il Pd è in prima linea e continuerà a combattere per difendere l’unità del Paese e i diritti dei cittadini del Sud”. A dirlo è il consigliere regionale del Pd, Massimiliano Manfredi.


“In questi mesi – aggiunge – si sono succedute una serie di manifestazioni, alcune organizzate dal Pd, altre promosse da diverse realtà nazionali o del territorio, alle quali il partito ha aderito. Proseguiremo su questa linea, spiegando cosa cambierà nella vita delle persone se il ddl Calderoli dovesse essere approvato e provando a coinvolgere maggiormente le giovani generazioni. Oggi, infatti, il problema di fondo è che non c’è la giusta percezione della pericolosità di questo disegno, con il rischio che ricada tutto sui cittadini e sulle famiglie quando ormai sarà troppo tardi”.

“La mobilitazione contro questo progetto di autonomia differenziata – sottolinea Manfredi – deve continuare e rafforzarsi nei mesi che ci accompagneranno alle elezioni europee. L’8 e il 9 giugno, infatti, gli italiani saranno chiamati a scegliere quale idea di Europa vorranno per i prossimi anni. La destra spinge sull’acceleratore per poter utilizzare in campagna elettorale l’approvazione dell’autonomia differenziata che, dividendo il Paese, lo condanna all’insussistenza e a un ruolo marginale nello scenario internazionale. Noi pensiamo invece che un’Italia unita sia più forte anche in Europa. Se il Governo e la destra non si accorgono di questo, tocca al centrosinistra e ai cittadini riportarli sulla retta via”.

AUTONOMIA DIFFERENZIATA, SCHIAVO (pres. CONFESERCENTI CAMPANIA): “E’ INACCETTABILE, LE IMPRESE DEL SUD SI SENTONO ABBANDONATE, PRONTI A SCENDERE IN PIAZZA”
Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania e vicepresidente Nazionale con delega al Mezzogiorno, lancia l’allarme e il grido di protesta di imprese ed esercenti sul tema dell’autonomia differenziata. “Riteniamo – esordisce – che l’autonomia differenziata sia qualcosa di impossibile da realizzare nel nostro Paese. Faremo in modo che da tutto il Sud giunga chiaro il segnale che non ci sarà alcun sostegno per le Europee. Le aziende del meridione d’Italia si sentono abbandonate, non curate e inascoltate. Ci sono diverse ragioni che ci inducono a sostenere questi concetti: in primis perché oggi abbiamo un’Italia troppo diversa tra nord e sud a livello di servizi, trasporti e sanità. Ne consegue una differenza enorme tra la qualità della vita al nord e quella al sud. Crediamo che la logica imporrebbe di mettere prima in condizione gli italiani di ogni regione di avere gli stessi parametri. Lo Stato italiano è uno e uno soltanto. In passato si è fatto molto per il nord penalizzando le regioni del sud. Adesso credo sia giunto il momento che il governo centrale, indipendentemente dai colori di partito, si impegni per dare al Mezzogiorno quell’equilibrio che l’Italia merita”.
Il presidente Schiavo sottolinea, inoltre, lo scenario grottesco e inquietante che potrebbe presentarsi dinanzi agli occhi di tutti gli italiani: “Vorremmo capire, come si può pensare di dividere in tanti piccoli Stati l’Italia? Come si può pensare che regioni forti come la Lombardia, con due milioni di imprese, debbano competere con territori assai diversi come Campania, Calabria o Sicilia, con la metà della popolazione e nemmeno un quarto delle imprese? Quale regione oggi ha le infrastrutture della Lombardia? Con l’autonomia differenziata le regioni potrebbero legiferare su sanità, scuola ed energia. Ci ritroveremmo ad attraversare un’Italia stretta e lunga dove ogni 300 chilometri potrebbero cambiare le regole. In un territorio potrebbero esserci trasporti solo privati, in un altro ospedali solo privati e in un altro ancora solo scuole private. Come si può presentare un Paese così in Europa dove già paghiamo una diversità molto accentuata? Ci ritroveremmo con un’Italia divisa: in una parte ci sarà l’industria e in un’altra solo deserto”.
In conclusione il presidente Vincenzo Schiavo invoca un cambio di rotta della classe politica attuale e, nel contempo, annuncia azioni di protesta da parte degli associati a Confesercenti.

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