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Avellino, Fondazione Cultura: mancano i bilanci. Cipriano (Pd): “Fondazione fantasma”

Il capogruppo consiliare dem si rivolge poi all’assessore Volino: “Negli spostamenti a via Francesco Tedesco attenzione all’archivio storico e alla donazione Camillo Marino di cui si sono perse le tracce”

AVELLINO – Lo statuto della Fondazione Città Avellino, conosciuta anche come Fondazione Cultura, prevede che il presidente sia il sindaco di Avellino in carica. Quando è nata, nel 2021, il presidente era Gianluca Festa, oggi è Laura Nargi. L’ultimo documento comunale che riguarda la Fondazione è di pochi giorni fa, e certifica che in tre anni non è stato trasmesso agli organi competenti nemmeno un bilancio. Lo si legge nella delibera di giunta licenziata il 19 settembre 2024 (giovedì scorso): “Con delibera del 15 settembre 2021, il Consiglio Comunale ha deliberato, su proposta del sindaco (all’epoca Festa, ndr.), la costituzione della Fondazione ‘Città di Avellino’ approvandone il relativo Statuto; non risulta essere stato trasmesso – ove approvato – al Servizio Partecipazioni il Bilancio alla data del 31.12.2021, del 31.12.2022 e del 31.12.2023 da parte della predetta Fondazione per la quale, pertanto, mancano gli elementi necessari per la verifica circa la sussistenza, in base ai dati contabili relativi all’esercizio 2023, dei requisiti necessari ai fini dell’inclusione o meno del predetto Ente nel perimetro di consolidamento del Comune di Avellino per l’esercizio 2021″.

E non solo. Nella delibera si legge anche che c’è stato un recente tentativo di stabilire un contatto con la Fondazione (e quindi evidentemente con i suoi organi amministrativi e direttivi, tramite per esempio il Cda), ma invano: “Non risulta pervenuto alcun riscontro alla nota del 18 luglio 2024 trasmessa dal Servizio Partecipazioni alla predetta Fondazione”.
La sindaca Nargi non ha fatto mistero della sua intenzione di riprendere e portare avanti il discorso della Fondazione, ma magari prima ci sono delle situazioni organizzative da rivedere.

Ne è convinto, per esempio, uno dei consiglieri comunali che fa parte della commissione cultura del Comune di Avellino, Luca Cipriano, capogruppo del Pd: “Quella Fondazione esiste sulla carta, ma fino ad ora non fatto nulla. Venne solo formalizzata da Festa. Venne anche nominato un consiglio di amministrazione, che però non ha mai prodotto nessun tipo di atto, né di indirizzo né concreto. Insomma, al momento è solo un grande bluff”.
“Stando ai fatti – aggiunge Cipriano – è ancora più grave la mancata formalizzazione dell’incarico di direttore generale, perché la procedura che portò all’indicazione del direttore Angelo Maietta non è stata formalizzata. E soprattutto è grave la mancanza di fondi con i quali operare. E’ assolutamente una scatola vuota, creata con troppa superficialità dall’amministrazione Festa; e non vorrei che lo avesse fatto per accontentare qualche amico o distribuire qualche poltrona nei Cda. Sarebbe paradossale poi scoprire che il Cda fantasma percepisca finanche un’indennità, cosa di cui non sono a conoscenza”.
Quello che conosce sono però le finalità con le quali venne annunciata e costituita questa Fondazione: “La Fondazione nasce con un’intuizione corretta, ovvero quella di voler accorpare in un’unica gestione i siti della cultura della città di Avellino. Questo era lo spirito, nell’ottica di una visione manageriale, in grado di far anche intervenire i privati nella governance del sistema culturale cittadino, di garantire maggiori finanziamenti, anche attraverso progetti europei o regionali, e soprattutto di affidare ad un’unica regia la programmazione culturale di luoghi strategici nella nostra città, come il Teatro Gesualdo, la Casina del principe, l’Eliseo, Villa Amendola, e finanche la Dogana una volta ultimati i lavori. Quella buona intuizione si è rivelata un grandissimo fallimento perché non solo non è mai partita ma le amministrazioni Festa e sembrerebbe anche questa Nargi, sono state capaci di affossare il teatro cittadino, che non riesce ancora a produrre un cartellone, una programmazione, un direttore, mentre tutti gli altri teatri italiani già quasi chiudono in queste settimane la campagne abbonamento. Su questi argomenti ho interrogato il sindaco in consiglio comunale, ma purtroppo non ho ricevuto alcuna risposta. A chiederle chiarezza non sono certo io, ma è la città di Avellino”.
“Ad aggravare ulteriormente la confusione, c’è la vicenda dell’assessore alla Cultura, che la sindaca Nargi non riesce a nominare da oltre due mesi, rimandando di continuo l’annuncio, a dimostrazione del fatto che c’è una reale difficoltà a completare la giunta e ad individuare professionisti pronti a dare il proprio contributo. E a pagare le spese di tutti questi ritardi e disservizi sono ancora una volta i cittadini, che si vedono privati di tutta la programmazione culturale, rincorrendo invece eventi e occasioni a Natale o a Ferragosto. Tra l’altro mi preme sottolineare che avere in qualche modo spento il Gesualdo, è un grandissimo errore da ricondurre alla scarsa sensibilità dell’ex sindaco Festa in primis, la cui concezione della cultura si è limitata a bancarelle, fuochi d’artificio e mega eventi, finiti poi clamorosamente nel mirino della magistratura. Il sistema culturale dovrebbe essere inteso come occasione di formazione nei mestieri dello spettacolo, laboratori per bambini e ragazzi, una vetrina per gli artisti del territorio e un’occasione per far valere il loro talento, e non ultimo come un importante indotto economico: il teatro Gesualdo, quando funzionava negli anni scorsi, dava posti di lavoro a tanti professionisti irpini che si sono visti negare anche questa opportunità”.
E tornando in ultimo a parlare delle funzioni che dovrebbe svolgere la Fondazione Cultura, c’è anche la gestione degli archivi comunali: “Sarebbe bene – dice Cipriano – che l’assessore Volino, che ha annunciato il trasferimento di tutti gli archivi comunali nell’ex scuola di via Francesco Tedesco, tenga presente anche che c’è da collocare l’archivio storico del Comune che per decenni è stato affidato alle amorevoli cure di Andrea Massaro, così come la donazione libraria di Camillo Marino di cui purtroppo si è persa completamente traccia. Quindi attenzione anche agli archivi culturali che il Comune di Avellino possiede e che non vorremmo venissero dimenticati troppo facilmente”.

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Gianluca Rocca

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