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Avellino prende parte, lettera aperta al sindaco Nargi: “Si costituisca parte civile nel processo Dolce Vita”

Una lettera aperta al sindaco di Avellino Laura Nargi per chiedere la costituzione di parte civile del Comune nel processo “Dolce Vita”, che vedrà alla sbarra l’ex sindaco Gianluca Festa e altri 27 imputati con udienza preliminare fissata per il 15 ottobre 2025. L’iniziativa è promossa da Francesco Iandolo e dal movimento civico Avellino Prende Parte (APP), che hanno avviato una raccolta firme tra i cittadini per sostenere la richiesta rivolta alla prima cittadina.

La lettera aperta sottolinea come l’inchiesta abbia rivelato un presunto sistema di corruzione che ha coinvolto l’aggiudicazione di appalti e violazioni nelle procedure concorsuali, causando danni economici e di immagine al Comune di Avellino. I promotori dell’iniziativa evidenziano che la costituzione di parte civile rappresenterebbe “un atto di giustizia verso la comunità avellinese e un segnale forte di legalità e trasparenza.”

“Non è una vendetta personale o politica nè si tratta solo di una questione legale, ma di un dovere morale verso la città”, ha aggiunto un portavoce di Avellino Prende Parte. “I cittadini hanno il diritto di vedere tutelati i propri interessi e il patrimonio pubblico. Hanno il diritto di sapere che chi li governa è dalla parte della legalità.”

La raccolta firme è già partita e si sta diffondendo tra i cittadini attraverso i canali digitali, è possibile aderire al link bit.ly/avpartecivile. L’obiettivo è raccogliere il maggior numero possibile di adesioni per dimostrare al sindaco che la richiesta nasce dalla base cittadina.

“Questa è un’opportunità unica e irripetibile per restituire dignità alle istituzioni comunali”, conclude la lettera aperta. “Il tempo è ora, e la giustizia non può attendere.”

I promotori si aspettano una risposta rapida da parte del sindaco Nargi, considerando l’approssimarsi dell’udienza preliminare di ottobre e l’importanza di agire tempestivamente per tutelare gli interessi del Comune.

LETTERA APERTA AL SINDACO LAURA NARGI

Un appello per la dignità del Comune di Avellino

Gentile Sindaca Nargi,

scriviamo questa lettera aperta come cittadini che credono ancora nelle istituzioni e nella possibilità di riscatto per la nostra città, della necessità di cambiare pagina e aprire una nuova stagione realmente democratica e rispettosa della Repubblica e delle sue istituzioni.

La Procura della Repubblica di Avellino ha da poco chiesto il rinvio a giudizio dell’ex sindaco Gianluca Festa e di altri 27 indagati nell’inchiesta “Dolce Vita”, con udienza preliminare fissata per il 15 ottobre 2025. Un processo che promette di fare definitivamente chiarezza su anni di cattiva amministrazione, presunte condotte illecite, radicato e profondo allontanamento della cittadinanza dalla politica locale.

Sia chiaro, questa non è vendetta personale nè politica. Il Comune di Avellino ha un’opportunità unica e irripetibile quanto necessaria: presentarsi a processo come parte lesa, distanziandosi definitivamente dalle condotte che hanno macchiato la nostra istituzione comunale e contribuire alla ricerca e alla determinazione della verità giudiziaria. L’inchiesta ha infatti rivelato un presunto sistema di corruzione che, secondo la ricostruzione della Procura, ha coinvolto l’aggiudicazione di appalti a soggetti privati vicini all’amministrazione e gravi violazioni nelle procedure concorsuali, cose anche da noi denunciate nella precedente consiliatura. Il danno di credibilità, economico e di immagine subito dal nostro Comune è sotto gli occhi di tutti.

Come ben sa, la legge Le conferisce il potere di tutelare gli interessi del Comune attraverso la costituzione di parte civile nei procedimenti penali che coinvolgono l’ente. Ma quello che La preghiamo di considerare è che, al di là dell’aspetto tecnico-giuridico, questa decisione rappresenterebbe un atto di giustizia verso tutti noi cittadini che abbiamo visto il nostro patrimonio pubblico presumibilmente saccheggiato e la nostra fiducia nelle istituzioni tradita.

La Sua posizione attuale, libera dalle accuse che inizialmente La coinvolgevano e distanziatasi politicamente dall’amministrazione di cui pure era la vice, La pone nella condizione di rappresentare gli interessi legittimi del Comune come parte lesa. Di fare concretamente un passo verso la rottura con il mondo di cui fino a ieri faceva parte e da cui pubblicamente ha preso le distanze.

Costituendosi parte civile, Lei potrebbe dimostrare concretamente la volontà di rottura con il passato, rivendicare il risarcimento dei danni causati alla comunità e restituire dignità alle istituzioni comunali che oggi rappresenta.

Non si tratta solo di una questione legale, ma di un dovere morale verso la città. I cittadini di Avellino hanno il diritto di vedere tutelati i propri interessi e il patrimonio pubblico. Hanno il diritto di sapere che chi oggi li governa, e chi li governerà nei prossimi mesi e anni, è dalla parte della legalità e della trasparenza, non dalla parte di chi ha tradito la fiducia pubblica. Dalla parte della giustizia e delle indagini, della volontà di fare chiarezza, di separare l’istituzione in quanto tale dalle condotte di chi in un determinato momento le occupa.

Le chiediamo quindi, Sindaca, di prendere una decisione coraggiosa: si costituisca subito parte civile nel procedimento penale “Dolce Vita”. Questo gesto rappresenterebbe un atto di giustizia verso la comunità avellinese, un segnale forte di discontinuità con le presunte pratiche illecite del passato e una riaffermazione dei principi di legalità che dovrebbero guidare ogni amministrazione pubblica. Non aspetti la votazione del bilancio o il possibile arrivo di un nuovo commissario a cui inoltreremmo in ogni caso la stessa richiesta. Faccia una scelta fuori dai calcoli politici e dalle convenienze, un’autentica scelta politica a servizio della città.

Il tempo per fare un gesto concreto è ora e la giustizia non può attendere.

Ci aspettiamo una Sua pronta e positiva risposta a questo appello, nell’interesse superiore della città di Avellino e di tutti i suoi cittadini che credono ancora in una politica pulita e trasparente.

Francesco Iandolo

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