Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello restano in carcere. Il Gip del Tribunale di Roma ha rigettato l’istanza di attenuazione della misura cautelare presentata dagli avvocati Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri, difensori dei due indagati per l’attentato del 16 ottobre 2025 davanti all’abitazione di Torvajanica di Sigrido Ranucci, dopo gli interrogatori resi una settimana fa davanti al pm della Dda di Roma Edoardo De Santis, il titolare dell’inchiesta sul raid. Proprio la Procura di Roma aveva dato parere negativo all’istanza presentata dai difensori. Ora la parola potrebbe passare di nuovo al Tribunale del Riesame di Roma dove il rigetto può essere impugnato.
I fatti risalgono al 16 ottobre 2025. Quella sera, a Torvajanica, l’auto del conduttore di Report viene colpita in un attentato. Le indagini portano all’arresto di quattro persone, ritenute responsabili materiali dell’azione: Passariello, D’Avino, De Filippis e Saverio Mutone. Passariello e D’Avino sono detenuti a Rebibbia. De Filippis è ai domiciliari.
Nel corso delle indagini emergono altri due nomi. Clesio Gomes Tavares, che gli inquirenti indicano come intermediario. Valter Lavitola, considerato il mandante. Lavitola ammette il proprio coinvolgimento, ma fornisce una versione diversa da quella ricostruita fino a quel momento: non un ordigno esplosivo, dice, ma colpi di arma da fuoco contro l’auto di Ranucci. Aggiunge che l’obiettivo era indurre le autorità a rafforzare la scorta del giornalista .I suoi legali hanno presentato un’istanza per ottenere un’attenuazione della misura cautelare. La Procura di Roma ha espresso parere contrario. Il Gip ha respinto la richiesta dei suoi difensori. Nel provvedimento le dichiarazioni di Lavitola sono state ritenute “fumose”.



