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Cgil, Cisl e Uil: fallito il sistema di potere in Irpinia, ma noi ci opporremo

Il vostro fallimento non lo pagheremo noi lavoratori. L’Irpinia affossata ben oltre la crisi che da anni l’attanaglia, la sperata svolta legata al PNRR è naufragata, venendo meno il Polo Logistico in valle Ufita, il vincolo del 40% di risorse per il 40% di progetti al Sud e il vincolo della ricaduta occupazionale femminile e giovanile. Le criticità di partecipate pubbliche e servizi essenziali, diventate per la politica delle zavorre di cui liberarsi con lavoratori e famiglie costituiscono l’esempio lampante del fallimento dei politici che in ASI con CGS prima e ASIDEP poi stanno determinando le condizioni per la paralisi delle attività industriali, per il blocco della depurazione industriale con lavoratori che non percepiscono lo stipendio da oltre quattro mesi. La depurazione se non fatta con competenze e sistematicità è una bomba ambientale, sociale ed economica”.
I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Fiordellisi, Vecchione e Simeone consegnano le loro forti considerazioni in una lettera aperta. Al centro delle discussioni, lo sciopero dei dipendenti ASIDEP, che “è legittimo e da sostenere piuttosto che da condannare, considerato il rischio della perdita di 55 posti e l’azzeramento di un’attività indispensabile per le industrie Irpine, che potrebbe fallire per una scellerata gestione dell’ASI attenta solo ad affidamenti e consulenze, che non ha mai voluto affrontare i temi della modernizzazione e riorganizzazione della struttura depurativa con il protagonismo del lavoro e non dei politici”.
E ancora, dicono i tre segretari: “Il consorzio ASI, gli industriali e i politici fattisi “sistema”, sembrano aver stretto un patto non scritto per la devastazione prima e la dismissione poi delle partecipate pubbliche, ovvero dei servizi essenziali per la vita dei cittadini e lavoratori, mettendo a rischio la tenuta socio economica ed ambientale del Territorio. Ed è qui il fallimento dell’intera filiera del “sistema” di potere che si illude di essere moderno, azzerando invece le buone esperienze pubbliche dei servizi presenti in Irpinia, con la falsa argomentazione dei costi elevati e i debiti, creati dagli stessi amministratori e quindi dai politici che seppur presenti, non costituiscono ostacoli insormontabili tali da portare alla distruzione e dismissione di realtà produttive e di posti di lavoro.
In questo desolante quadro i politici autoctoni provano a riscrivere in solitudine, le opportunità delle ZES ed anche le priorità della strategia delle aree interne, mettendo fintamente in primo piano il Lavoro, con i rappresentanti delle imprese, pronti a chiedere e a prendere suoli gratis per insediare o espandere siti industriali, senza regole né vincoli per una occupazione trasparente, dignitosa, giovanile e femminile che invece il momento e le esperienze passate richiedono e sollecitano.
Come sostenere la ripresa e lo sviluppo così inteso, appare non interessare al “sistema”, attenti a dividersi fette presunte di potere, a distruggere aziende che maldestramente loro stessi hanno affidato a sodali incapaci fino a determinarne il fallimento, in quadro desolante di una provincia che non vuole spegnersi e che va sottratta alla saccenza e presunzione. Questo è l’errore, il Fallimento, del sistema a cui ci opporremo in tutti i modi anche ampliando la mobilitazione a tutta l’industria privata, ben oltre la mobilitazione dei lavoratori di ASIDEP. È importante far sapere a tutti che lo sciopero generale, a cui potremmo giungere, non costituirebbe un’anomalia in mancanza di soluzioni e proposte credibili da parte dei soggetti istituzionali che continuano a tradire il territorio deludendo lavoratori, pensionati, donne e giovani in uno con il Sindacato Confederale”.

 

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