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Cignarella: Eboli-Calitri, l’utilità di questa interconnessione

ALTA IRPINIA – Ferrovia Eboli-Calitri, il dibattito è sempre aperto. La storia della ferrovia  non comincia e non finisce qui, essa parte da oltre 160 anni fa, ma,  per mancanza di fondi, e di volontà, non è stata mai costruita.  L’argomento oggi è inserito all’interno del  “dibattito pubblico”, ovvero lo strumento che il Ministero delle Infrastrutture e Mobilità sostenibile assieme a Rfi sta utilizzando per informare ed eventualmente inserire nuovi progetti  nella linea Alta Velocità Sa-Rc.  Oggi può  essere un  sogno, ma non solo: la linea è parte strategica della rete Scandinavo- Mediterranea, e può garantire connettività e incoraggiare forme di trasporto più sostenibili. La Eboli-Calitri potrebbe aiutare tutta la rete meridionale ad essere asse portante dal Sud Italia verso le grandi direttrici italiane e internazionali. Sono questi gli argomenti di cui si è discusso in uno degli ultimi confronti, quando Andres Cignarella, esponente del comitato Eboli- Calitri, ha esposto le ragioni dell’impegno di così tante persone che da anni si stanno battendo, prime fra tutte quelle intorno al comitato presieduto da Pietro Calabrese, portavoce Giacomo Rosa, che è anche presidente della Svimar, la società per lo sviluppo del Mezzogiorno. Cignarella ha ricordato come si potrebbero accorciare le distanze, grazie alla bretella tra Avellino Rocchetta e l’Alta Velocità,  e come  si potrebbe ridurre la distanza con la Stellantis.  «Io  viaggio all’ estero per ragioni di lavoro, vedo come è ramificata la rete in Europa, vedo anche quale sia lo  sforzo delle reti ferroviarie sul territorio- sottolinea Cignarella – Il  comitato Eboli-Calitri rappresenta 38 Amministrazioni comunali, tre Regioni e quattro Province. Il nostro desiderio? Essere ascoltati, per far parte non solo di un sistema che alimenta un’area specifica del Sud, ma che possa essere  parte integrante dell’Europa».  Altro aspetto, non poco trascurabile, sempre sottolineato da Cignarella: «In un territorio dove mancano infrastrutture e servizi,  potremmo essere in grado di dare risposte, perché viviamo in una bellissima nazione,  e questo è sempre più vero quanto più ci rapportiamo all’estero. Penso alla Svizzera, e a come viene organizzata la rete ferroviaria da quelle parti».

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