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Crisi Menarini, Altieri (UILM): “Basta promesse, subito un tavolo permanente al MIMIT”

Lunedì in Prefettura si è svolto un incontro con al centro il futuro della Menarini Bus S.p.A. di Valle Ufita, cui hanno partecipato tutte le sigle sindacali per garantire un rilancio forte dell’unico stabilimento

– di Egidio Leonardo Caruso –

Lunedì 20 aprile presso la Prefettura di Avellino si è svolto un incontro con al centro il futuro della Menarini Bus S.p.A. di Valle Ufita, cui hanno partecipato tutte le sigle sindacali per chiedere risposte certe e garantire un rilancio forte dell’unico stabilimento italiano per la produzione di autobus. All’esterno sit-in di protesta dei lavoratori in cassa integrazione dal 9 Febbraio scorso, che rischiano di finire sul lastrico, ne ha discusso con noi Gaetano Altieri Segretario Provinciale UILM Avellino-Benevento.

Dopo quindici anni siamo di nuovo al punto di partenza?

Purtroppo è esattamente così, quando ci hanno imposto di lasciare il pubblico per il privato abbiamo espresso tutte le nostre preoccupazioni, che nel tempo si sono rivelate fondate. Senza continuità negli investimenti con un piano nazionale per il rinnovo del parco autobus circolante -soprattutto per uno stabilimento che da sempre vive maggiormente di gare pubbliche- è molto difficile andare avanti.

Il fatto che da due anni a questa parte non se ne indicono più, o comunque allo stato attuale sono bloccate, rappresenta un grave problema.

A distanza di un anno dalla visita del ministro Urso cosa è cambiato?

Assolutamente nulla, quando il ministro Urso è venuto qui a Valle Ufita gli abbiamo chiesto di fare grande attenzione, mettendolo in guardia sulla necessità di programmare degli interventi importanti e di lungo periodo -oltre ventimila autobus vanno sostituiti in Italia- per fare in modo che tutte le Regioni abbiano a disposizione le risorse necessarie per rinnovare il proprio parco autobus. Oltretutto il vantaggio di tali azioni sarebbe molteplice: si rispetta l’ambiente, si garantisce una migliore mobilità ai cittadini e al contempo, si salvaguardano la produzione e i posti di lavoro, di un asset industriale strategico per l’intero Paese che oltretutto, si trova in una zona interna soggetta a spopolamento.

Cosa chiedete?

Come spiegato poc’anzi le promesse fatte dal ministro e quindi gli impegni assunti dal Governo per rilanciare la produzione di Bus Made in Italy, sono venuti meno per queste ragioni, in maniera unitaria chiediamo subito la convocazione di un tavolo permanente nazionale presso il MIMIT, per il rilancio degli stabilimenti di Valle Ufita e anche del gemello di Bologna. Basta promesse, servono responsabilità, serietà e chiarezza, non si può giocare sulla pelle di lavoratori, famiglie e territorio.

Si è parlato anche dell’ingresso di un partner internazionale forte probabilmente asiatico Civitillo da solo non basta- se come ci è stato detto si vuole competere su scala internazionale, per dare sostegno a questo progetto industriale.

Vogliamo capire al netto di buoni propositi e rassicurazioni, qual è la strategia industriale per entrambi gli stabilimenti, sia da parte del Governo che della Proprietà.

La Regione come si sta muovendo in questa vertenza?

Abbiamo chiesto che ci sia maggiore interesse e vicinanza, parliamo di uno stabilimento strategico per l’Irpinia, la Campania e il Paese, con quattrocento addetti. Anche la Regione in quanto competente per il Trasporto Pubblico Locale Regionale, è chiamata a fare la sua parte, sollecitando di più il Governo all’interno della Conferenza Stato- Regioni, per ricercare soluzioni adeguate. Si possono fare tante cose, a cominciare da un Revamping degli autobus. Parliamo di un insediamento produttivo situato nel cuore di importanti investimenti: Stazione Hirpinia, Piattaforma Logistica, Masterplan, misure come la ZES UNICA, che rischiano seriamente di essere inutili, se non ci si impegna concretamente per garantire lo sviluppo e il futuro dell’intera nostra provincia.

Quali saranno i prossimi passi?

Se non otterremo le risposte che i lavoratori attendono a cominciare da nuovi bandi pubblici di gara, temiamo problemi seri sul piano sociale. Non escludiamo affatto una grande manifestazione sindacale unitaria, qualora entro i prossimi dieci giorni, non saremmo convocati dal MIMIT, per richiamare all’attenzione e l’impegno tutti gli attori coinvolti nella vertenza, Governo in primis.

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