«Non ho mai votato quel provvedimento e ho sempre espresso una posizione chiara e coerente». Con una lunga nota diffusa oggi, il vicepresidente della Provincia di Avellino, Marcantonio Spera, interviene nel dibattito che da settimane anima il confronto politico sulla controversa sponsorizzazione dell’ente di Palazzo Caracciolo a favore dell’U.S. Avellino.
Spera respinge con decisione ogni tentativo di attribuirgli incertezze o ripensamenti sulla vicenda, ribadendo di aver sempre considerato l’operazione «non solo politicamente inopportuna, ma anche giuridicamente rischiosa».
Nel ricostruire i fatti, il vicepresidente sottolinea come la sponsorizzazione sia stata inizialmente presentata all’opinione pubblica come un accordo da un milione di euro, mentre dagli elementi successivamente emersi il valore complessivo dell’operazione ammonterebbe a due milioni di euro, con 800 mila euro riferiti all’annualità in corso e ulteriori 200 mila euro già imputati all’esercizio successivo.
Spera ricorda inoltre che né lui né il consigliere provinciale Luigi D’Angelis, entrambi rieletti nel Consiglio Provinciale il 15 marzo scorso, hanno mai espresso voto favorevole sul provvedimento. Una precisazione che arriva anche alla luce delle polemiche politiche degli ultimi giorni.
Particolarmente significativo il passaggio relativo all’accesso agli atti. Il vicepresidente rivela di aver presentato una formale richiesta di documentazione già il 30 marzo scorso, seguita da ulteriori solleciti. Tuttavia, il 24 aprile, giorno della convocazione del Consiglio Provinciale, gli sarebbe stato comunicato che gli atti richiesti risultavano sottratti all’accesso.
«Ad oggi, per quanto mi consta, nessun consigliere provinciale ha avuto materialmente accesso a tale documentazione», afferma Spera, che collega la vicenda anche alle verifiche avviate dalla Corte dei Conti. Nel comunicato viene ricordato inoltre che uno dei revisori dei conti avrebbe espresso un parere negativo, evidenziando possibili profili di responsabilità amministrativa e rischi di danno erariale.
Pur riconoscendo il forte legame che unisce il territorio irpino ai colori biancoverdi, il vicepresidente invita a distinguere la passione sportiva dalla gestione delle risorse pubbliche.
«L’amore per una squadra di calcio non può mai sostituire il dovere di garantire il corretto utilizzo del denaro dei cittadini», sottolinea, evidenziando come le future valutazioni dovranno essere improntate a prudenza, rigore e trasparenza.
Nella parte conclusiva del documento, Spera critica quella che definisce una trasformazione di una complessa questione amministrativa in una «polemica populistica» e richiama la politica a concentrarsi su programmazione, servizi, infrastrutture e sviluppo del territorio.



