Si infittisce il giallo sull’omicidio di Luca Esposito, giornalista sportivo originario di Nocera Inferiore e da anni impegnato nel racconto delle vicende di Salernitana, Benevento e Avellino.
Nelle ultime ore è stata la sorella, Mary Esposito, ad affidare ai social alcuni aggiornamenti sulla vicenda. Secondo quanto scritto, la salma si trova all’obitorio di Eboli ed è sotto sequestro, mentre l’autorità giudiziaria ha disposto l’autopsia.
Mary Esposito aggiunge inoltre alcuni particolari che potrebbero rivelarsi importanti per le indagini: il fratello sarebbe stato ritrovato in una strada che, a suo dire, non percorreva abitualmente. Sempre secondo quanto riferito da un’amica, Luca era diretto ad Agropoli, dove aveva una casa al mare. Un elemento che alimenta gli interrogativi su come sia finito nelle campagne di contrada Bivio Cioffi, a Eboli.
Sarebbe stato ucciso e poi dato alle fiamme tra la vegetazione. È l’agghiacciante ipotesi investigativa legata all’omicidio del giornalista sportivo Luca Esposito. Il corpo, reso irriconoscibile dalle fiamme e quindi non ancora ufficialmente identificato, si trova all’obitorio dell’ospedale cittadino, in attesa dell’autopsia che dovrebbe essere svolta martedì dal medico legale Gabriele Casaburi.
L’allarme è scattato domenica notte intorno alle 3. A lanciarlo è stato un vigilantes che ha notato un incendio. I vigili del fuoco, nel domare il rogo, hanno fatto la macabra scoperta del corpo. Dai successivi rilievi effettuati dai carabinieri della compagnia di Eboli, agli ordini del capitano Greta Gentili e coordinati dal sostituto procuratore Alessandro Di Vico, è stato individuato anche un bossolo, ma soltanto l’autopsia potrà chiarire se sul corpo del 53enne vi siano ferite d’arma da fuoco.
A un centinaio di metri dal cadavere è stata ritrovata l’auto di Esposito, elemento che ha indirizzato le indagini. Il giornalista, irreperibile da sabato sera, avrebbe trascorso in Cilento le sue ultime ore di vita. Da capire quindi perché si trovasse in quel luogo isolato e lontano dalle sue radici: il 53enne, infatti, era originario di Nocera Inferiore ma da qualche tempo viveva nella Valle dell’Irno.
I carabinieri stanno passando al setaccio sia la vita privata che quella professionale del 53enne, per ricostruire dinamica e movente dell’omicidio













