Si conferma contributo prezioso alla ricostruzione della memoria d’Irpinia il volume “Gli internati liberi di Forino. Internamento civile e persecuzione razziale nell’Italia fascista (1940-1943)”, edito da Terebinto, di Paolo D’Amato, presentato ieri a Forino. A rivivere nello studio di D’Amato le vicende degli uomini invisi al regime o sottoposti a vigilanza internati a Forino, dagli ebrei germanici ad internati politici e persone di cittadinanza straniera. E’ stata Rosalia Spolverino del Circolo LaAv di Forino a ricostruire la lunga gestazione dell’opera, a partire dal ritrovamento del Registro degli Internati del Comune fino alla pubblicazione sulle pagine virtuali di salutidaforino.it. A risultare decisivo l’interesse mostrato dalla prof.ssa Anna Pizzuti, autrice di un ricco e prezioso database sul fenomeno dell’internamento degli ebrei stranieri. Quindi la scelta di riunire le notizie raccolte in un opuscolo, presentato in occasione della Giornata della memoria del 2024 e l’invito a partecipare a un confronto promosso dall’Anpi Forino Contrada “Michele Giardino Umberto Romito”.
A portare i propri saluti il sindaco di Forino Antonio Olivieri che ha ringraziato D’Amato per il contributo alla ricostruzione della memoria di Forino mentre Luigi Bruno della pro Castello Aps ha ribadito il dovere della memoria per ogni comunità. Lo storico Gabriele Perrotti ha ricostruito il contesto storico, a partire dalle modalità del regime fascista di sbarazzarsi di oppositori o uomini e donne considerate pericolose. Quindi hanno preso forma le storie dei tanti internati giunti a Forino, come Ada Rossi, moglie di Ernesto, autore del manifesto di Ventotene, una donna che ha rappresentato un esempio di militanza antifascista, considerata tra le madri d’Europa. Sorvegliata costantemente, fu inviata al confino dapprima a Forino nel 1942, nel marzo del 1943 a Melfi e a metà luglio a Maratea. Ad accoglierla sarebbe stata la Congrega di Carità di Palazzo Rossi. Da Ada alle vicende delle tante donne internate, esempio di dignità e coraggio, troppo spesso costrette a fare i conti con gelosie e pregiudizi, dalla poliglotta Olga de Goguine, grande artista, a Ruth Egerton, cittadina inglese, in prima linea nella promozione della cultura letteraria italiana presso il pubblico anglosassone, senza dimenticare le storie di intere famiglie internate come quella di Luis Cohn, schedato come ebreo germanico, giunto insieme alla moglie Dorothea Michelson, seppellito nel cimitero di Forino. Una ricostruzione capace di arrivare fino al presente, con uno sguardo che abbraccia Gaza e si fa appello contro ogni guerra in difesa dei valori di solidarietà e liberà. Storie che rivivono nelle letture di Iolanda Guerrasio, Ermelinda Barone e Federico Perna del Circolo LaAv di Forino.
A chiudere l’incontro, promosso dal Comune di Forino, dal circolo LaAv Forino e Terebinto edizioni, l’intervento dell’editore Ettore Barra e del direttore del Corriere Gianni Festa che ha sottolineato il valore della ricerca di D’Amato, capace di fare luce sul ruolo dei piccoli comuni nella storia dell’internamento, sulla lezione che arriva dai ricercatori e storici locali, grazie ai quali la piccola storia incontra la grande storia “Il loro lavoro è l’esempio più bello di amore per le radici e di impegno in difesa dei valori di libertà e pace”.




