Mercoledì, 15 Luglio 2026
00.42 (Roma)

Ultimi articoli

Mentre scorrono le ultime ore utili per risolvere la più incredibile crisi di governo della nostra storia repubblicana, emergono alcuni tra i fattori che ne hanno condizionato l’andamento: la condizione del Pd e le incertezze del suo leader. il partito, assai poco unitario nonostante le declamazioni, è apparso spesso diviso tra linee diverse. E questo soprattutto per le gravi incognite che continuano a pesare come un macigno circa le future mosse del senatore semplice di Rignano, tornato alla ribalta politica. E per l’incorreggibile tendenza ad una eccessiva litigiositè interna. Avvertita anche nei giorni della crisi. E che rimanda alla piena affidabilità politica del Pd come possibile forza di governo.

Del resto, nel corso del tortuoso svilupparsi della crisi, è emerso con tutta evidenza come nel Pd vi fossero opinioni differenti. E almeno due posizioni diverse. Inizialmente Zingaretti – preso dal timore di poter essere sospettato di debolezze filo-grilline – aveva schierato il partito su una posizione intransigente a favore delle urne. Con il disegno di eliminare (dalle liste) il suo concorrente interno. Cioè il gruppone renziano, maggioritario nei gruppi parlamentari. Renzi solo una decina di giorni prima aveva fatto balenare per l’ennesima volta lo spettro di una scissione, probabilmente per le medesime ragioni del segretario ma al contrario (tutelare i suoi, terrorizzati, ed evitare le urne per mantenere il controllo dei gruppi alle Camere). Poi, é diventato all’improvviso il paladino di una alleanza Pd- grillini anche di breve periodo. Forse con il pensiero neppure tanto recondito di approfittare successivamente di qualche strettoia per abbandonare il Pd. E fondare un suo partito.

Fatto sta che l’improvvisa iniziativa di Renzi ha rimescolato le carte. E consentito ai padri della patria ulivista e a molti dirigenti di primo piano di focalizzare una prospettiva politica di legislatura. Questo ha indotto anche il posapiano Zingaretti a uscire dallo stallo. E a tentare di realizzare un disegno più vasto – e più significativo sul piano politico generale – che non fosse la semplice decimazione dei renziani.

Con eccessiva enfasi, Zingaretti aveva sottolineato come la direzione gli avesse conferito all’unanimità – per la prima volta dopo anni – il mandato a trattare. Le sue incertezze durante il percorso, tuttavia, ne hanno minato le possibilità tattiche. Hanno mostrato un Pd succube della tecnica del carciofo grillina. Ed estremamente remissivo, nonostante fosse il M5S ad avere i più forti timori elettorali. Il tira e molla su Conte e sulla immagine di discontinuità dell’esecutivo hanno fatto apparire il leader Pd come non ben consapevole del punto finale della trattativa. A sua parziale discolpa le formidabili pressioni – interne ed esterne – cui è stato sottoposto. Il rischio, comunque, è che nell’intera operazione appaia a rimorchio, E quindi la sua leadership indebolita. A favore di Renzi, che dopo averlo zavorrato ora rivendica meriti inesistenti. Tutti ricordiamo la sua nefasta battuta sui popcorn che avrebbe sgranocchiato aspettando la fine dell’infausta stagione giallo-verde.  Del resto, in passato, troppe volte il Pd – per la litigiosità interna e l’eccessivo protagonismo di alcuni dirigenti – è venuto meno alla sua funzione politica.  Gli avvertimenti e le dichiarazioni, alcune perfino minacciose, dei vice-luogotenenti dei principali contendenti (indicative delle posizioni dei gruppi, ma che possono sempre essere smentite dai leader di corrente) hanno dato la misura del nervosismo circolante nelle arterie del Pd, pronto a provocare vere e proprie fibrillazioni!

In conclusione, il pd non ha avuto alcun merito, ma solo tantissima fortuna nell’apertura della crisi. Non la ha assolutamente provocata. Ci ha messo del tempo per cogliere al volo l’occasione di risorgere dalle ceneri di una opposizione silente. E spesso è apparso perfino impegnato a complicare la situazione. Insomma, non è sembrato finora del tutto consapevole della posta in gioco. Cioè la conservazione di alcuni dei valori fondanti della nostra convivenza sociale. In caso di un suo ingresso nella nuova maggioranza, saprà essere davvero all’altezza dei suoi doveri o sarà ancora più dilaniato e diviso?

di Erio Matteo

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) esprime apprezzamento per l’operazione condotta nella mattinata di oggi dal personale della Polizia Penitenziaria…

Marika De Filippis, la ventiduenne compagna di Pellegrino D’Avino, ai domiciliari con l’accusa di concorso in strage aggravata dal metodo…

Fissata il prossimo 17 settembre davanti alla Suprema Corte di Cassazione la discussione del ricorso per Gianluca Alfieri contro la…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

A Thousand Flowers è una mostra pittorica di Andrea Matarazzo dedicata all’universo dei fiori, indagati nelle loro molteplici forme, significati ed evoluzioni. Attraverso l’utilizzo di acquerello, gouache, matite colorate, matite acquerellabili e acrilico, l’artista costruisce un percorso visivo in cui tecnica, sensibilità e ricerca si fondono in un linguaggio personale....

Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) esprime apprezzamento per l’operazione condotta nella mattinata di oggi dal personale della Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa di Reclusione di Sant’Angelo dei Lombardi, dove è stato intercettato e sequestrato un ingente quantitativo di sostanza stupefacente destinato, secondo quanto riferito dal sindacato, al...

Sara Iannaccone, consigliere comunale del Pd, da sempre chiede alle amministrazioni cittadine che si sono succedute in questi anni di riservare costante attenzione alle periferie. Ad esempio a Bellizzi, dove lei vive, che, come altri quartieri, soffre da tempo una condizione di abbandono. Allora, la prima cosa da fare? Partiamo...

No all’apertura di un “dormitorio” da sessanta posti letto a Casa Betania, la struttura della Caritas situata nel quartiere Borgo Ferrovia di Avellino, proprio a ridosso della scuola. È questa la posizione espressa da numerosi cittadini che hanno partecipato all’incontro promosso questo pomeriggio dall’associazione Nui ‘Ra Ferrovia nella piazzetta antistante...

Ultimi articoli

Attualità

No all’apertura di un “dormitorio” da sessanta posti letto a Casa Betania, la struttura della Caritas situata nel quartiere Borgo…

L’Università degli Studi del Sannio conferma il quinto posto nella graduatoria dei piccoli atenei statali della Classifica Censis delle Università…

La Dottoressa Giulia Perfetto dell’Università degli Studi di Salerno nominata componente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Fisciano, incarico…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy