don Gerardo Capaldo
Siamo tutti fratelli, affermava il papa Francesco, e purtroppo siamo anche tutti peccatori. Possiamo facilmente calpestarci i piedi l’uno con l’altro. San Vincenzo de’ Paolo, patrono di tutte le opere di carità, rileva come sia tutti come un fascio di spine: quanto più si stringono tanto più si pungono l’uno con l’altro.
Dopo la risurrezione, Gesù appare ai suoi discepoli, esortandoli ripetutamente ad amarsi: ”Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato” (Mt 28, 16.-20).
Ammaestrate tutte le nazioni…E come era possibile affidare un compito simile a un gruppo di poveri pescatori, che “gli si prostrarono dinanzi, alcuni però dubitavano” (idem): incerti e pieni di paura non sapevano più dove nascondersi?
Occorre riconoscere che “L’intera esistenza cristiana si fonda e si eleva su un’arcana serie di azioni divine per le quali l’amore di Dio rivela maggiormente tutti i suoi prodigi. Pur trattandosi di misteri che trascendono la percezione umana e che ispirano un profondo timore riverenziale, non per questo vien meno la fede, vacilla la speranza e si raffredda la carità” (San Leone Magno).
Sarà comunque “una fede a caro prezzo” (Dietrich Bonoeffer), pagata con il sacrificio di innumerevoli martiri, con le innumerevoli sofferenze di popoli interi, donne, bambini innocenti, persone anziane,
vittime delle avidità disumane dei potenti che si contendono le risorse del creato con il terrore di interminabili guerre e minacce nucleari. Fino a quando?
2023 si ricordava il centenario della pubblicazione del monumentale volume di Oswald Spengler “Il tramonto dell’Occidente”. In questi ultimi tempi intellettuali di varia estrazione e di indubbia levatura


