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Dalla tradizione del cattolicesimo democratico al sogno di un’Europa che fosse un autentico laboratorio di idee, dalla grande umanità alla capacità di essere sempre al servizio delle istituzioni. Sono tanti i politici irpini che hanno voluto ricordare il presidente del Parlamento Europeo e giornalista David Sassoli, morto nella notte tra lunedì e martedì a 65 anni a causa di una malattia del sistema immunitario.

Il senatore Enzo De Luca non nasconde la sua commozione: “David era un grande e caro amico, aveva un forte senso delle istituzioni e straordinaria umanita’. La sua è un eredita’ da raccogliere in questa tragica transizione priva di valori e principi, base imprescindibile di quel bene comune che deve essere cuore della politica, Al centro del suo impegno la lezione morotea a cui David come molti di noi si ispirava”. Amalio Santoro, consigliere comunale di opposizione, sottolinea il legame forte di Sassoli con le radici cattoliche: “Incarnava la freschezza di una cultura politica, per anni rimasta appannata, perchè era mancato lo strumento su cui fondarsi, rappresentato dalla tradizione cattolica democratica. Sassoli ha saputo rilanciare il sogno dell’Europa, l’idea del Mediterraneo come lago di Tiberiade che scommette sul confronto tra i popoli e l’idea di pace. In pochi sanno che proveniva dalla tradizione del cattolicesimo democratico, dall’universo formatosi grazie a figure come Giorgio La Pira, Nicola Pistelli, fino alla lezione di don Milani e Padre Balducci. Una cultura, quella fiorentina, che ha alimentato il dibattito nazionale e internazionale negli anni ‘50 e ‘60. Sassoli ha portato questa sua formazione nell’impegno al Parlamento Europeo e nella carica di grande responsabilità che ha rivestito con rigore e competenza. Aveva saputo ritagliarsi un ruolo significativo nel panorama internazionale, non esitando a polemizzare con posizioni conservatrici, come quelle di paesi dell’Est che facevano ancora fatica ad accogliere dialogo democratico. Aveva avuto il merito di rilanciare il ruolo dell’Europa come grande soggetto politico e non solo economico. Veniva da un impegno giornalistico maturato in testate periferiche, conosceva l’etica del lavoro. Il suo impegno politico ci ricorda l’importanza del dialogo, delle relazioni, della rinnovata solidarietà, l’attenzione alla lezione di Papa Francesco. Era espressione di quella radice culturale umanistica, che ha segnato molti di noi, non sempre ha incontrato un consenso ampio ma sul quale bisogna continuare a scommettere come patrimonio ideale”.

“Oggi è una giornata triste, ci lascia un grande Uomo. – scrive il sindaco di Solofra Michele Vignola – Giornalista, politico ed uomo delle istituzioni, David Sassoli è stato per tutti un fulgido esempio di straordinaria italianità ed intenso europeismo. Con la sua scomparsa, il Partito Democratico e l’Italia intera perdono un politico che ha sempre lottato per la democrazia e la libertà, ma soprattutto un uomo di straordinaria umanità che credeva nell’accezione più nobile della politica. Invito i giovani a leggere la sua storia per trarre ispirazione dalle sue azioni e diventare uomini migliori. Ciao, David”. A rendergli omaggio il Sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia. “La prematura scomparsa di David Sassoli è un lutto per gli italiani e per tutta l’Europa, di cui aveva guadagnato una stima corale. Siamo stati dalla stessa parte nelle battaglie contro le diseguaglianze, oggi piangiamo l’uomo delle istituzioni, il giornalista, la persona”.

A sottolineare il valore della sua eredità politica Ida Grella, che con l’associazione “Democrazia Compiuta” lo aveva invitato nel 2018 in città, al Circolo della stampa, per partecipare ad un confronto sul rapporto tra social e democrazia “Sassoli faceva parte della famiglia di Area Dem. Ci eravamo incontrati a Cortona, dove ho avuto il piacere di condividere con lui alti momenti di politica. La disponibilità mostrata da un politico del suo calibro ad accogliere l’invito di una piccola associazione ci fa comprendere quanta inadeguatezza ci sia oggi tra i protagonisti della politica attuale. Quello dell’uso delle nuove tecnologie nella comunicazione culturale era un tema che gli stava particolarmente a cuore. E’ stato un grande giornalista ma soprattutto un professionista di profonda umanità e intelligenza. Si capiva presto che dietro la sua semplicità c’erano studio e approfondimento. Mi ha sempe colpito la sua gentilezza, era sempre attento a rispondere anche un semplice messaggio di auguri, così diverso dai tanti che oggi si danno arie anche quando occupano anche una piccolissima poltrona”. A salutarlo anche Franco Vittoria che sottolinea come “L’Europa perde un grande europeista”. Roberto Montefusco lo definisce “Un vero cattolico democratico. Non per definizione, ma per la realtà di una pratica politica e di una visione della vita. Un uomo fino alla fine appassionato del mondo e delle sue sorti. Mancherà”

A ricordarlo anche Tony Lucido, presidente Unpli regionale: “Giornalista RAI, cattolico di sinistra, impegnato nel sociale ed in politica, testimone dei grandi ideali del cattolicesimo popolare e democratico, è stato impegnato nel mondo dello scoutismo, protagonista, senza riserve, di battaglie per la dignità e la libertà delle persone e dei popoli, energico nella difesa della democrazia. Trovava il tempo anche per utilizzare i social per comunicare impegni, testimonianze e sensibilità. Io apprezzando i suoi post su Facebook, gli chiesi il permesso per condividere alcuni suoi scritti, con immediatezza mi autorizzò, mi disse che aveva trovato il tempo per leggere anche ciò che scrivevo io e si compiaceva. L’Italia è l’Europa perdono una persona di grande spessore, un grande idealista, un cultore della democrazia”. Il professore Francesco Barra sottolinea la “raffinata cultura politica e l’alta levatura morale di Sassoli. Era un idealista, cosa rarissima tra i politici. Credeva negli ideali che professava, l’unità dei popoli, il progresso e aveva una forte spinta cristiana che lo ha guidato anche nei momenti di sofferenza”.“Incontrai David Sassoli nel dicembre 2018 al Circolo della stampa – ricorda il professore Pellegrino Caruso – in un interessante convegno sul rapporto tra la democrazia ed i social, in cui si ribadi’ la necessità di restare sempre nella cornice delle istituzioni che devono, pero’ , restare tali. Abbiamo comunque bisogno di Europa – avverti’ il noto giornalista del Tg1 -perché l’ europeismo non è un’ideologia e l’ Europa serve al mondo globale. Il vero errore è quello di non dare peso a chi ha le proprie paure verso lo straniero”. Non manco’ la dedica per i ragazzi di EOS, giornale di istituto del Convitto Colletta ai quali scrisse: “Ascoltate i professori ma fatevi il vostro punto di vista. Bon courage” ed avverti’ ” Non è tempo di musi lunghi, ci vuole il coraggio di guardare avanti!””.

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