Irpinia, scrigno di sapori: dai formaggi alla Laticauda, viaggio nel patrimonio enogastronomico locale.
C’è un filo sottile che lega storia, territorio e identità in Irpinia: è quello dei suoi prodotti agroalimentari tradizionali, molti dei quali riconosciuti come Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT). Un patrimonio che non è soltanto espressione del gusto, ma sintesi di cultura, biodiversità e saperi tramandati nel tempo. Dai formaggi, vero cuore pulsante della tradizione locale, fino al pane, al miele e all’olio extravergine d’oliva, ogni prodotto racconta una storia fatta di lavoro, territorio e rispetto delle origini. In particolare, il comparto caseario rappresenta una delle eccellenze più significative: pecorini, caciocavalli e altre produzioni tipiche custodiscono tecniche antiche, oggi oggetto di studio e valorizzazione grazie anche all’impegno dell’Ordine dei Medici Veterinari di Avellino, che negli anni ha promosso ricerche, approfondimenti scientifici e pubblicazioni per garantire qualità e sicurezza, senza perdere il legame con la tradizione. E continua con la ricerca dei prodotti di eccellenza anche senza il riconoscimento ma di certo di grande qualità indiscussa.
Accanto ai formaggi, l’arte della panificazione continua a rappresentare un pilastro della quotidianità irpina, con pani realizzati secondo metodi tradizionali e legati a grani locali. Il miele, espressione diretta della ricchezza floreale del territorio, e l’olio extravergine d’oliva, simbolo delle colline irpine, completano un quadro enogastronomico di straordinario valore, dove la filiera corta e la sostenibilità restano elementi centrali. Non meno importante è il comparto delle carni, che trova nella pecora Laticauda uno dei suoi simboli più rappresentativi: una razza unica, preziosa per la qualità delle sue carni e del latte, ma anche per il ruolo fondamentale nella tutela della biodiversità e delle tradizioni pastorali.
Determinante, in questo percorso di conoscenza e valorizzazione, è stato il lavoro svolto dall’Ordine dei Veterinari, sostenuto dalla collaborazione con varie categorie ed enti. Un impegno che merita un riconoscimento particolare nella figura del dott. Vincenzo D’Amato, presidente dell’Ordine, che con costanza e determinazione non ha mai smesso di promuovere questi autentici gioielli gastronomici. L’auspicio condiviso è che la Regione Campania continui a investire su questo patrimonio, riconoscendo nuovi PAT e rafforzando così la tutela e la diffusione di un’identità che rende l’Irpinia una delle terre più ricche e autentiche del panorama enogastronomico italiano.



