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La favola dell’acqua e dello statuto, la nota stampa

 

Anche alla luce di quanto sta accadendo a livello nazionale nelle ultime ore alla camera dei deputati, che ha respinto la pregiudiziale di incostituzionalità al disegno di legge n. 2212-A, recante “Princìpi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico, nonché delega al Governo per l’adozione di tributi destinati al suo finanziamento”, Il Circolo “Soli Offerens” di Legambiente Solofra, chiede all’Amministrazione e al Consiglio Comunale di Solofra chiarimenti riguardo le modifiche statutarie relative agli articoli sulla gestione pubblica del servizio idrico. Legambiente Solofra da tempo sta costruendo un percorso che parta dal basso per analizzare, ripensare, e ricostruire una diversa gestione del servizio idrico, iniziando con la campagna referendaria del 2011 fino all’ultimo appuntamento “Inquinamento delle acque sotterranee di Solofra e Montoro”  del 20 febbraio 2016, cronologicamente ultimo incontro di una serie di focus. Nello specifico in seguito alla Delibera di Consiglio Comunale del Comune di Solofra n.28 del 05.07.2012, l’attuale Amministrazione, prima degli eventi di contaminazione della falda Solofrana-Montorese, inserì nello Statuto Comunale all’art.3,  il comma 6 che detta “Il comune tutela l’acqua come preminente ed ineludibile bene pubblico a vantaggio della collettività la cui gestione del servizio non potrà avere rilevanza economica”, all’art.22, il comma 9 che detta “Il servizio di gestione del ciclo delle acque, ad uso civile, comprendente la captazione, adduzione, distribuzione e depurazione è, per volontà popolare referendaria, un Servizio Pubblico privo di rilevanza economica in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini. La gestione di tale servizio deve essere attuata attraverso soggetti di diritto pubblico e/o Consorzi, ATI tra società partecipate e società partecipate a totale capitale pubblico” e all’art.59, il comma 6 che detta “E’ istituita altresì una commissione comunale di vigilanza” specificando i compiti a cui è tenuta, tra cui “vigilare ed informare puntualmente i cittadini del servizio di gestione complessivo, sulla qualità dell’acqua servita con pubblicazione delle analisi periodiche (chimiche e batteriologiche) previste dalla legislazione vigente”. Ma durante la stessa Amministrazione Vignola con la successiva Delibera di Consiglio Comunale del Comune di Solofra n.46 del 04.11.2015, l’art. 22 dello Statuto Comunale ha subito modifiche con l’eliminazione del comma 9, sopra enunciato, facendo salvi il comma 6 dell’art.3 e il comma 6 dell’art45 diventato comma 6 dell’art.59 del vigente Statuto. Il Circolo Legambiente “Soli Offerens” oltre a chiedere chiarimenti riguardo la modifica statutaria chiede anche notizie sul ritardo dell’istituzione Commissione Comunale di Vigilanza e la pubblicazione delle analisi periodiche (chimiche e batteriologiche) previste così come previsto dal vigente Statuto Comunale. La nota per conoscenza è stata inviata anche al Prefetto di Avellino.

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