Reti d’impresa in crescita in Campania, ma Irpinia e Sannio restano indietro. Nel 2025 si contano 10.361 contratti di rete attivi (+7,6% rispetto al 2024), con il coinvolgimento di circa 53 mila imprese, in crescita del 5,2%. Il dato emerge dall’edizione 2025 dell’Osservatorio Nazionale sulle reti d’impresa, curato da InfoCamere, RetImpresa e Venice School of Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia, che si è soffermato sugli effetti prodotti dallo strumento giuridico che permette a due o più imprese di collaborare per aumentare la propria competitività e capacità innovativa sul mercato. Il Rapporto conferma la solidità delle reti d’impresa e l’importanza della loro diffusione nel sistema produttivo italiano, a distanza di oltre sedici anni dall’introduzione nell’ordinamento. Sul fronte occupazionale, le imprese in rete hanno impiegato oltre 1 milione e 743 mila addetti. Le microimprese, pur rappresentando la maggioranza numerica (50,8%), hanno inciso solo per il 4,6% sull’occupazione totale, mentre le imprese medio-grandi, pur essendo meno del 10%, hanno concentrato oltre l’80% degli addetti.
Il fenomeno è sostanzialmente in crescita in tutte le regioni italiane. Il Lazio resta la prima regione per numero di imprese in rete (23%), seguito da Lombardia, Veneto e Campania. Nella nostra regione guida Napoli con 1.400 imprese coinvolte in progetti di rete. L’Irpinia si ferma a meno di 400 imprese, poco più di 200 per il Sannio. Oltre il 52% delle reti ha coinvolto imprese della stessa provincia e circa il 70,8% è costituito da aggregazioni uniregionali, anche se è cresciuta la quota di reti interregionali (19,7%). Sul piano settoriale, quasi la metà delle imprese in rete si è concentrata in tre comparti: agroalimentare (21,3%), costruzioni (15,2%) e commercio (11,4%).



