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L’Italia ad un solo binario

 

La tragedia dello scontro dei due treni in Puglia, con i suoi 23 morti non è solo una tragedia pugliese. E’ anche una tragedia italiana perché l’Italia, e da tempo immemorabile, viaggia su un solo binario e perché le cause risiedono nella lentezza della burocrazia, nelle migliaia di leggi (europee, nazionali, regionali), nei mille regolamenti, nell’insufficiente finanziamento di opere e strutture che non richiamano i Mass media e non fanno voti con la propaganda, (l’Alta velocità, la TAV e, addirittura, ancora il Ponte sullo stretto). Nei migliaia di controlli che si elidono a vicenda; nella pletora di manager, funzionari, intermediari, ministeriali, capi di strutture, sovrintendenze, politici nazionali e locali, tecnici, consulenti interni ed esterni, avvocati, esperti, addetti stampa e imprenditori disinvolti e faccendieri, direttamente o indirettamente, legati alle cosche mafiose e stretti a doppia mandata con i politici, i direttori generali, che costituiscono l’imprenditoria assistita e collusa con la politica con la quale dividono utili e voti elettorali. Il raddoppio del binario del tratto Corato- Andria, di appena 12 km – dove è avvenuto lo scontro – già da quattro anni è stato finanziato con i fondi europei. Ci sono i soldi, c’è il progetto, c’era il piano: i lavori si sarebbero dovuti completare entro il giugno del 2015 (più di un anno fa!) e il collaudo ultimare entro i 4 mesi successivi. Ad un anno di distanza, invece, non è stato ancora fatto l’appalto, certamente non per colpa di quei poveri disgraziati capi stazioni. Su quel tratto – in concessione ad una azienda privata- non esiste un sistema di controllo automatico, sulla mancata attuazione del quale bisognerebbe, invece, ricercare i responsabili. Il controllo avviene, come all’inizio del secolo scorso, con dispacci, telegrafo o telefono. Nel frattempo il traffico si è centuplicato, i ritardi sono la norma e gli errori umani – sempre non scusabili – purtroppo possibili. Questa è la realtà dell’Italia, non di quella raccontata dall’affabulatore di turno, complici le innumerevoli leggi di semplificazioni procedurali, di sveltimento, di immediate aperture di cantieri, che ci sono state sbandierate fino ad oggi, da ultimo la legge Grandi obbiettivi di Berlusconi e lo Sblocca Italia di Renzi che avrebbero dovuto sbloccare i lavori e favorire l’apertura dei cantieri. L’Italia è, invece, pur sempre una Repubblica fondata sulle chiacchiere e i “venditori di tappeti” sono ad ogni angolo di strada. Fa rabbia vedere il teatrino dei politici che, recitando la loro parte con faccia compunta, ipocrita e cinica, fanno le solite promesse che anche i bambini hanno imparato a conoscere farlocche. Fa effetto vedere che ci sia cascato anche il Presidente Mattarella, persona seria e perbene, ed è caduto nell’errore di assicurare ai poveri familiari delle vittime che si sarebbe fatta giustizia, facendo pagare i responsabili. Quali? I poveri capi stazioni o qualche altro oscuro funzionario addetto al telegrafo? Non certo i politici, i Ministri, i Capi delle strutture, gli amministratori locali, coloro che continuano ad emanare migliaia di leggi, regolamenti, divieti, controlli, nulla osta che alimentano tutta una folla di funzionari e faccendieri che vivono del loro potere interruttivo: questi continueranno a imperversare in Italia e a riempirsi la bocca e la pancia! Cantone dice che la corruzione è uno dei motivi che impedisce e rallenta la realizzazione delle infrastrutture, specie del sud. E’ certamente il motivo che presiede agli appalti, alle concessioni, ai lavori pubblici. I politici continuano ad andare sotto inchiesta o sotto processo, ed alcuni di loro agli arresti, ma anche a sedere in Parlamento, a rimanere o andare al Governo. Le riforme, quelle vere, che incidono sul tessuto della nazione causando anche lacerazione e perdite di interessi, rendite e privilegi, manco a parlarne. Sempre e solo le solite chiacchiere… spiegate, oggi con l’aiuto delle slide! E’ ancora la politica che non è stata rottamata e imperversa con i “nuovi” protagonisti che fanno esattamente le stesse cose di ieri, ma vogliono far credere, per esempio, che la riforma della Costituzione fa il miracolo, perché abbrevia l’iter delle leggi, mentre ci sarebbe bisogno di una grande sforbiciata!
edito dal Quotidiano del Sud

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