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Maturità al sicuro, così la polizia postale combatte bufale e fake news

Si chiama ”Maturità al sicuro”, è la campagna di sensibilizzazione promossa assieme al portale specializzato Skuola.net con l’obiettivo di  fare chiarezza su luoghi e fake news legate agli esami

Secondo il monitoraggio effettuato proprio da Skuola.net per la Polizia di Stato a circa una settimana dal via della Maturità 2024, quasi 1 studente su 4, ad esempio, è convinto che durante le prove scritte gli smartphone si possano tenere con sé in postazione. Quando, invece, devono essere consegnati al banco della commissione, come correttamente dimostra di sapere il 77% del campione interpellato.

E se il 17% è consapevole che comunque i telefoni debbano rimanere rigorosamente spenti, il 6% pensa che si possano persino usare rischiando al massimo di essere richiamati o penalizzati in fase di correzione e non, come potrebbe avvenire, di vedere invalidato l’intero esame.  Quasi 1 su 6 (il 17%) è convinto che si possa indossare lo smartwatch durante le prove scritte, basta che non sia connesso a Internet. Mentre il 4% è convinto che si possa usare senza alcuna limitazione anche per accedere alla Rete. Ma l’utilizzo dello smartwatch – di qualsiasi tipologia – è vietato tanto quanto quello del telefonino.

La funzione di ”Maturità al sicuro” però, spiega una  nota della Polizia, non è solo quella di informare su possibili  ipotesi di infrazioni ma anche di ricordare alcuni aspetti fondamentali del regolamento d’esame così da evitare il rischio dell’esclusione: dalla necessità di presentarsi con un documento di identità a quella di non introdurre altri fogli che non siano quelli forniti dalla commissione. Senza dimenticare le fake news vere e proprie. Circa un quarto dei maturandi (26%) è infatti convinto che la Polizia possa controllare gli smartphone ”da remoto” per capire chi eventualmente sta copiando; cosa non corrispondente al vero. E addirittura quasi la metà (46%) ritiene che, durante gli esami, i membri della commissione possano perquisire i candidati, alla ricerca di oggetti proibiti. Anche in questo caso, si tratta di informazioni non corrette che vanno sfatate, invitando comunque alla prudenza, visto che i commissari d’esame, se dovessero notare manovre illegali, hanno comunque il diritto di escludere i candidati colti in ”flagranza di copiato”.  

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