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Maturità: dalla Costituente a Pavese, dal concetto di incanto a quello di fatica

Dal concetto di incanto a quello di fatica, da Vitaliano Brancati a Cesare Pavese e Giuseppe Saragat. Sono alcuni degli spunti di riflessione delle tracce della prima prova della maturità, divise in tre diverse tipologie: due di analisi del testo (uno poetico e l’altro in prosa), tre tracce di testo argomentativo e due temi di attualità. Tracce decisamente a sorpresa, poco prevedibili, fatta eccezione per quella sulla Costituente che chiedono ai ragazzi di riflettere sul loro universo valoriale e dunque sul proprio tempo.

Per l’analisi del testo la scelta è caduta sullo scrittore Cesare Pavese e la poesia “Passerò per Piazza di Spagna”, viene chiesto ai maturandi di analizzare, interpretare il testo letterario e di rispondere ad una serie di domande. Si tratta di una poesia sull’amore non ricambiato per l’attrice statunitense Constance Dowling, un invito ad accettare la sofferenza, l’amore non ricambiato e dunque al rispetto.

E sempre per la Tipologia A (analisi del testo), un testo tratto da I piaceri di Vitaliano Brancati. Agli studenti viene chiesto di comprendere e commentare il testo, riassumerne il contenuto e rispondere ad alcune domande. L’opera, una sorta di diario dello scrittore siciliano, raccoglie meditazioni, ricordi, fantasie e riflessioni su esperienze anche dolorose. Un testo che pone l’accento con forza sul concetto di memoria.

Tra le proposte per la tipologia “B” del tema argomentativo anche un testo tratto da: Piero Bianucci, Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire, Zanichelli, Bologna, 2008, pp 125-126 Un elogio della razionalità scientifica che si fa anche riflessione sul rapporto tra scienza, narrazione e creatività, sulla forza del racconto, centrale nel processo di scoperta scientifica.

Tra le tracce di tipologia C un articolo di Wenke Husmann “Funziona a meraviglia” che analizza il concetto di “Incanto”, chiedendo agli studenti di riflettere sulla capacità umana di provare meraviglia davanti ai fenomeni della natura e sull’esistenza di una versione adulta dell’incanto, in un mondo in cui ogni magia dell’universo viene spiegata attraverso la razionalità scientifica.

Il tema proposto ai maturandi al centro di una delle tracce di testo argomentativo è l’Assemblea Costituente, con un brano tratto dal discorso di insediamento del presidente Giuseppe Saragat, pronunciato il 26 giugno 1946 a Montecitorio che ha segnato la rinascita democratica dell’Italia. Agli studenti viene chiesto di individuare quali siano ‘gli altri doveri’ che per Saragat ‘sovrastano’ l’Assemblea costituente e di rispondere, tra l’altro a due quesiti: per quale motivo la democrazia ‘è soprattutto un problema di rapporti fra uomo e uomo’ e a quali eventi si riferisce Saragat con l’espressione la ‘pesante eredità di miserie e di dolori’.

Tra le proposte ai maturandi per la prima prova scritta c’è un brano tratto dal testo del professor Frank Furedi I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere in cui il riferimento è ai confini tra le diverse età che sembrano essere perduti

Tra le tracce anche un brano tratto dal libro di Mario Calabresi ‘Alzarsi all’alba’ in cui ai maturandi viene chiesto di interrogarsi sul concetto di sacrificio e fatica.

Positivi i primi commenti anche se non manca chi sottolinea come le tematiche proposte si inseriscano nell’ambito di un’ideologia ben precisa che celebra valori come sacrificio e fatica. “Le tracce scelte per l’esame di maturità 2026 restituiscono un quadro particolarmente ricco e maturo. Il dialogo che si stabilisce tra la riflessione interiore proposta da Pavese e Brancati e la dimensione civile richiamata dal discorso di insediamento di Saragat all’Assemblea Costituente invita i nostri ragazzi a interrogarsi non solo su chi sono, ma su come si costruisce una comunità. Nella stessa direzione vanno le proposte argomentative su comunicazione, confini e identità e i temi di attualità sulla fatica e sull’incanto: tutte offrono agli studenti spunti di riflessione autentici in un tempo segnato dall’accelerazione e dalla frammentazione e chiedono loro non solo competenze ma pensiero critico e capacità di lettura del proprio tempo. È un percorso che i dirigenti scolastici, insieme ai docenti, accompagnano a costruire con responsabilità in ogni fase dell’anno”. Così il presidente dei presidi di Anp Antonello Giannelli, che continua: “Proprio perché le tracce di quest’anno chiamano i ragazzi a interrogarsi su sé stessi e sul mondo che li circonda, la maturità ne esce confermata come molto più di un esame: è un momento di passaggio, una tappa simbolica che segna la conclusione di una stagione fondamentale della vita e l’apertura verso nuove esperienze di studio, di lavoro e di vita. È il tempo in cui si raccolgono i frutti dell’impegno profuso e si guarda al futuro con aspettative, speranze e, talvolta, comprensibili incertezze. Per questo invito i giovani ad affrontare questa prova con fiducia in sé stessi e nel percorso compiuto e rivolgo un sentito ringraziamento, insieme a un augurio di buon lavoro, ai dirigenti scolastici e ai docenti impegnati nelle commissioni d’esame che, con competenza, equilibrio e senso delle istituzioni, garantiscono il corretto svolgimento di questo importante appuntamento”.

“Un tema che forse tutti aspettavano, non facile, ma importante”. Lo dice a LaPresse la costituzionalista Maria Agostina Cabiddu, ‘finita’ tra le tracce della Maturità 2024. “Mi aspettavo una traccia sulla Costituzione, al discorso di Saragat però non avevo pensato”, afferma.Oltre agli 80 anni della Repubblica e dell’Assemblea Costituente che ricorrono quest’anno, per Cabiddu ha “giocato un ruolo” nella scelta della traccia “anche il referendum sulla giustizia che ha visto un’ampia partecipazione di giovani che hanno così dimostrato che non sono ‘gli sdraiati’ di cui si è parlato in anni più o meno recenti”. “Se coinvolti, se sollecitati, i ragazzi partecipano, si informano”.”La democrazia non è solo un rapporto tra maggioranza e minoranza, ma tra uomo e uomo – spiega Cabiddu – Un passaggio in cui viene sottolineato che gli italiani si stanno dotando da sé di una Carta Costituzionale, la stanno scrivendo”.

“Questa scelta è un grande onore per la nostra famiglia, ne siamo molto felici, anche perché è un testo bello e molto attuale. Siamo orgogliosi del discorso di nostro nonno”, hanno spiegato i nipoti dello statista socialdemocratico Augusto, Giuseppina e Pietro Santacaterina, figli di Ernestina Saragat. “Questo tema della maturità, speriamo, offra l’opportunità di riscoprire la figura di nostro nonno, che per noi familiari è sempre presente ed è un punto di riferimento – hanno aggiunto i nipoti – Siamo molto contenti e felici di questa scelta anche per nostra madre, che affiancò il padre nelle visite ufficiali dal 1964 al 1971, dato che quando divenne presidente della Repubblica nostra nonna Giuseppina Bollani era già deceduta da oltre tre anni. Nostro nonno è sempre nei nostri pensieri”.

 

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