FLUMERI– Non basta l’annuncio della fine della cassa integrazione fissata per il 25 ottobre, consentendo il rientro di tutti i lavoratori, a cancellare le incertezze sul futuro dello stabilimento Menarini di Flumeri.
“Si tratta di un elemento positivo – si legge nella nota di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm – perché significa riportare tutti i lavoratori all’interno dello stabilimento e riprendere l’attività. Tuttavia, questa ripartenza non rappresenta ancora una risposta definitiva alle difficoltà che da troppo tempo interessano lo stabilimento di Flumeri.
L’azienda ha comunicato che la produzione riguarderà l’assemblaggio di circa 130 autobus, con un’attività prevista fino alla fine di febbraio. Dopo tale periodo, però, il quadro torna a essere incerto, in assenza di sufficienti garanzie sugli ordini e sui carichi di lavoro successivi.
Nel frattempo, Menarini ha partecipato ad altre gare Consip che, qualora si concretizzassero con l’assegnazione delle relative commesse, potrebbero portare ulteriori volumi produttivi. È quindi necessario che tutte le opportunità vengano perseguite e che gli eventuali ordini possano trasformarsi rapidamente in lavoro concreto per lo stabilimento.
Resta però il problema dei ritardi degli ordini, che continuano a condizionare la programmazione e a creare una situazione di forte precarietà per i lavoratori.
Questa situazione va avanti ormai da troppo tempo e non è più possibile continuare a rinviare. È arrivato il momento di affrontare e risolvere le difficoltà, dando risposte concrete ai lavoratori e una prospettiva certa allo stabilimento di Flumeri.
Da troppi anni lavoratrici e lavoratori sono costretti a vivere nell’incertezza, alternando periodi di attività produttiva a fasi di cassa integrazione e riduzione dei carichi di lavoro. È necessario superare questa condizione e creare le condizioni affinché lo stabilimento possa lavorare con maggiore stabilità.
Per questo riteniamo necessario valutare concretamente anche la possibilità di individuare nuovi partner industriali interessati a investire e a rafforzare la presenza produttiva a Flumeri.
Flumeri dispone di professionalità e competenze che non possono essere disperse. È necessario mettere in campo tutte le iniziative utili per attrarre nuovi investimenti e nuove produzioni, valorizzando le capacità dello stabilimento e il patrimonio professionale dei lavoratori.
A questo punto, più che mai, riteniamo indispensabile tornare al MIMIT e riaprire il tavolo di crisi, coinvolgendo il Governo, l’azienda, la Regione Campania e tutti i soggetti istituzionali interessati.
Il tavolo dovrà servire a verificare concretamente quali siano le prospettive dello stabilimento, quali ulteriori commesse possano arrivare e quali strumenti possano essere messi in campo per garantire un futuro occupazionale e produttivo.
Allo stesso modo, è importante che la Regione Campania confermi e rafforzi i propri impegni a sostegno dello stabilimento e dei lavoratori.
La fine della cassa integrazione e il rientro di tutti i lavoratori rappresentano un passaggio importante. Lo sono anche i 130 autobus da assemblare. Ma non possiamo aspettare la fine di febbraio per ritrovarci nuovamente davanti alle stesse difficoltà.
Questi mesi devono essere utilizzati per acquisire nuovi ordini, consolidare quelli esistenti e partecipare alle prossime gare, dando allo stabilimento una prospettiva concreta.
Dopo anni di incertezza è necessario arrivare a una soluzione e garantire un futuro allo stabilimento di Flumeri e ai suoi lavoratori”.

