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Menarini, “Tempo scaduto: 20 aprile mobilitazione davanti alla Prefettura: serve un tavolo”

Dal 9 febbraio 2026 i lavoratori sono in ammortizzatore sociale, senza che ad oggi si intraveda una data certa per la ripresa delle attività produttive

Le Segreterie Provinciali di FIM, FIOM, UILM, FISMIC, UGLM e la RSU della Menarini di Flumeri denunciano con forza la grave crisi in cui è ripiombato lo stabilimento di Flumeri.

Dal 9 febbraio 2026 i lavoratori sono in ammortizzatore sociale, senza che ad oggi si intraveda una data certa per la ripresa delle attività produttive. Ancora più grave è l’assenza di una strategia industriale chiara e credibile, responsabilità che investe non solo l’azienda ma l’intero sistema politico-istituzionale, incapace finora di esprimere una visione complessiva e di lungo periodo. Una mancanza che impedisce di rilanciare in maniera strutturata e continuativa la produzione e di dare finalmente concretezza al progetto del polo italiano per la produzione di pullman.

Stanno venendo meno tutti gli impegni assunti nella fase di privatizzazione: manca una partnership. industriale solida a supporto dell’attuale proprietà, elemento fondamentale per l’apertura a nuovi mercati. Si registrano inoltre preoccupanti ritardi nella pubblicazione delle gare per l’acquisto di autobus da parte delle municipalizzate, fattore che aggrava ulteriormente la situazione.

Il rilancio degli stabilimenti Menarini di Flumeri e Bologna deve fondarsi su una strategia industriale. chiara, di lungo periodo e orientata alla piena valorizzazione del lavoro e delle competenze presenti. L’obiettivo deve essere quello di trasformare Menarini in un soggetto capace di offrire soluzioni complete per la mobilità pubblica, superando definitivamente una logica produttiva limitata alla sola realizzazione. del mezzo.

Occorre puntare con decisione sulla modernizzazione dei processi produttivi, sullo sviluppo e completamento della gamma dei veicoli per il trasporto pubblico, sull’integrazione di servizi digitali avanzati e sul rafforzamento della presenza sui mercati esteri. Si tratta di un cambiamento profondo del modello industriale, necessario per competere con i principali gruppi europei del settore.

Per confrontarsi con grandi realtà industriali come Mercedes e Iveco e diventare un punto di riferimento al livello internazionale, Menarini deve evolvere verso un modello industriale integrato, che includa non solo la produzione, ma anche ricerca, sviluppo, digitalizzazione e servizi per la mobilità pubblica.

Questo obiettivo può essere raggiunto solo attraverso una collaborazione stabile tra pubblico e privato, capace di sostenere investimenti, innovazione tecnologica e sviluppo della filiera in un mercato sempre più globalizzato.

La situazione non è più tollerabile: il tempo è scaduto e la politica non può continuare a fare spallucce di fronte al destino di centinaia di lavoratori e di un intero territorio.

Per queste ragioni, le Organizzazioni Sindacali proclamano una mobilitazione per il giorno 20 aprile 2026, alle ore 10.00, con una manifestazione davanti alla Prefettura, al fine di sollecitare un incontro urgente presso il MIMIT, già richiesto da tempo dalle strutture sindacali nazionali.

Il Governo, che aveva assunto impegni precisi di sostegno e accompagnamento del percorso industriale, risulta oggi completamente assente.

Chiediamo inoltre alla Regione Campania riconvocare con urgenza un tavolo di confronto tra Organizzazioni Sindacali e azienda, per individuare interventi immediati e soluzioni concrete a tutela dei lavoratori e del futuro degli stabilimenti di Flumeri e Bologna.

Servono risposte immediate, atti concreti e responsabilità.

Non c’è più tempo da perdere.

La lettera*

Alla cortese attenzione del Presidente della Giunta Regionale della Campania, On. Fico e degli Assessori competenti.

Oggetto: Richiesta urgente di incontro sulla vertenza Menarini – sollecito

Le scriventi Organizzazioni Sindacali FIM, FIOM, UILM, FISMIC, UGLM di Avellino, unitamente alle RSU dello stabilimento Menarini, con la presente intendono sollecitare la richiesta di incontro già formalizzata in data 16 marzo u.s., alla quale, ad oggi, non è stato dato alcun riscontro.

Riteniamo tale mancanza particolarmente grave alla luce della situazione di estrema difficoltà che continua ad interessare il sito produttivo.

A seguito dell’incontro svoltosi il 19 gennaio scorso presso la Regione Campania, durante il quale erano state rappresentate con chiarezza le criticità legate alla mancanza di commesse e alla prospettiva di ricorso alla Cassa Integrazione, dobbiamo purtroppo constatare che nulla è cambiato.

Dal 9 febbraio i lavoratori sono in Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria e continuano a vivere una condizione di forte incertezza sul proprio futuro occupazionale.

Per queste ragioni riteniamo indispensabile che la Regione Campania, a partire dal Presidente e dagli Assessori competenti, assuma un ruolo ancora più attivo e incisivo per favorire una soluzione della vertenza.

In primo luogo, è necessario sollecitare con urgenza la convocazione del tavolo di crisi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), sede istituzionale nella quale devono essere affrontate e definite le prospettive industriali del sito.

Allo stesso tempo riteniamo fondamentale un impegno politico congiunto tra la Regione Campania e la Regione Emilia-Romagna in sede di Conferenza Stato-Regioni, al fine di affrontare il tema delle modalità di implementazione del Piano Nazionale Straordinario della Mobilità Sostenibile e favorire procedure più rapide ed efficaci nell’attivazione delle gare.

La vertenza Menarini riguarda centinaia di lavoratori e rappresenta un presidio industriale strategico per l’intero territorio della provincia di Avellino. Per questo riteniamo necessario che tutte le istituzioni coinvolte facciano la propria parte con tempestività e determinazione.

Alla luce del mancato riscontro alla precedente richiesta, sollecitiamo con urgenza la convocazione di un incontro in tempi rapidissimi.

*I segretari di Fim-Fiom-Uilm-Fismic-Uglm: rispettivamente Luigi Galano, Giuseppe Morsa, Tino Altieri, Giuseppe Zaolino, Ettore lacovacci.

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