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Missione Artemis2, il lato nascosto della Luna

Questa foto ci fa capire l’unicità di questo pianeta che, al momento, rispetto a tutto quello che abbiamo visto nell’Universo, è il solo capace di ospitare la vita. Vita che dipende dalle piante. Anche se il colore prevalente è il blu dell’acqua e il bianco delle nuvole la vita su questo pianeta dipende dal verde delle piante

Michele Zarrella*

Il TG Leonardo di Rai3, dell’8 aprile 2026, parlando della attuale missione Artemis2 ha trasmesso questa immagine bellissima che ci fa vedere la Terra dalla Luna. È importante questa immagine perché ci fa intuire La sua unicità e la fragilità del nostro pianeta nell’immensità dello spazio nero, ma anche la dinamicità del sistema solare e infine l’idea di Terra-casa. È bella questa foto perché ci fa capire che il nostro pianeta è una piccola sfera colorata che ruota su sé stessa e, insieme al suo satellite, spiraleggiando, orbita intorno al Sole.

Questa foto ci fa capire l’unicità di questo pianeta che, al momento, rispetto a tutto quello che abbiamo visto nell’Universo, è il solo capace di ospitare la vita. Vita che dipende dalle piante. Anche se il colore prevalente è il blu dell’acqua e il bianco delle nuvole la vita su questo pianeta dipende dal verde delle piante. Perché l’acqua, ma non le piante, è stata trovata anche su Marte, sulla Luna, e su altri satelliti del sistema solare. Senza le piante la Terra sarebbe sterile, come tanti altri corpi celesti che pure hanno l’acqua. Sono loro che permettono al nostro pianeta di essere l’unico luogo che conosciamo in grado di ospitare la vita.

Le missioni lunari ci hanno permesso di vedere la Terra da un’altra prospettiva e scoprire che il mondo che ci è vicino lo comprendiamo meglio solo se visto da lontano: le sue risorse sono limitate. Ora l’umanità non può continuare a vivere pensando di sfruttare un pianeta infinito, con risorse inesauribili e pertanto eternamente consumabile. Adesso nessuno può ignorare la nostra fragile realtà. Questa foto ci fa vedere che la Terra è una piccolissima biglia bianca e blu nel sistema solare, un granello di sabbia nell’immensità della Via Lattea che è una delle centinaia di miliardi di galassie dell’Universo. La nostra casa è una piccola biglia dispersa come un relitto nell’Universo, come ha detto il filosofo Günther Anders, e ci fa capire visivamente la sua unità, unicità e fragilità. Il nostro pianeta è tanto piccolo che dalla Luna può essere nascosto dietro al pollice verso l’alto del braccio proteso.

Quindi presa coscienza dell’unità, dell’unicità e della piccolezza del nostro pianeta, dobbiamo aver cura dell’equilibrio dinamico raggiunto dalla nostra biosfera che è l’unico in grado di tutelare la vita e permettere all’uomo di affrontare la lunga traversata verso il futuro e la possibilità di continuare ad averlo. E per averlo dobbiamo proteggere le piante, eliminare gli sprechi, aborrire le guerre, ridurre la insostenibile impronta ecologica, l’inquinamento degli ecosistemi, il riscaldamento globale, la sovrappopolazione e, con sapienza e sobrietà, riuscire a immaginare nuovi equilibri e nuova attenzione ai valori umani e alla sostenibilità, con un mix di cultura, di solidarietà, di innovazione tecnologica e di energie rinnovabili che permetta di risolvere l’equazione di sviluppo e modernizzazione.

*Presidente di Astronomia Moderna

 

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