Mercoledì, 18 Marzo 2026
22.53 (Roma)

Ultimi articoli

Omicidio Bembo, in aula una nuova versione dei fatti. Verdetto a marzo

Una lunga mattinata di discussioni nel processo di Appello per l’omicidio di Roberto Bembo, davanti alla IV Sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli e il rinvio per le repliche del sostituito procuratore generale alle discussioni dei difensori di parte civile, Gerardo Santamaria e dei difensori dei tre imputati, gli avvocati Stefano Vozzella e Gaetano Aufiero. In aula presenti i familiari di Roberto Bembo.

“Roberto non e’ morto perché aveva volonta’ di litigare, ma perché aveva tanto fegato e tanto cuore”. E’ quello che in un passaggio il difensore di parte civile della famiglia Bembo, il penalista Gerardo Santamaria ha voluto mettere in risalto, ricollegandosi anche alla ricostruzione alternativa dei fatti che nella sua requisitoria ha prospettato il sostituto procuratore generale Della Pietra: “Almeno questo Appello cercherà di restituire quella immagine di Bembo che in primo grado non era emersa”. Santamaria ha insistito molto sul fatto che non si tratti di legittima difesa: “Aggressione con un’arma non può essere legittima difesa, anche perché se è stato avvertito il pericolo perché non sono scappati, essendoci varie vie di fuga. La legittima difesa deve essere sempre una estrema ratio”. Per questo la parte civile, il legale dei genitori e del fratello di Roberto, che questa mattina erano in aula come sempre dall’inizio di questa vicenda giudiziaria, ha chiesto la conferma della condanna per i tre imputati.

In aula l’avvocato Gaetano Aufiero ha etichettato come falsa la versione emersa solo in Appello nella quale per il PG Della Pietra, ha sostenuto che Roberto Bembo fosse tornato indietro per andare a difendere un suo amico rimasto solo con i fratelli Sciarrillo e Iannuzzi, a processo per omicidio. La difesa dei tre imputati ha invocato l’assoluzione per i fratelli Luca e Daniele Sciarrillo, l’eccesso colposo di difesa e l’attenuante della provocazione per il reo confesso Nico Iannuzzi. “L’ obiettivo di Iannuzzi non era uccidere ma allontanare il suo aggressore”. E’ cosi’ che il penalista Stefano Vozella, ha invocato davanti ai magistrati della IV Sezione Penale della Corte di Assise di Appello di Napoli la riqualificazione delle accuse di omicidio volontario per Niko Iannuzzi e l’assoluzione per i fratelli Daniele e Lucamaria Sciarrillo. A dimostrare che quella di Iannuzzi non fosse una volontà di uccidere è’ quello che avviene, secondo il penalista Vozella, dopo che Bembo, colpito, si allontana dal luogo dove c’era stato il ferimento. Per Iannuzzi la difesa ha proposto un unico motivo di appello con il quale chiede di riqualificare l’accusa di omicidio volontario in quella di eccesso colposo della legittima difesa.

La sentenza prevista per oggi davanti alla IV Sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli è stata rinviata al 12 marzo per le repliche del sostituito procuratore generale alle discussioni dei difensori di parte civile, Gerardo Santamaria e dei difensori dei tre imputati, gli avvocati Stefano Vozzella e Gaetano Aufiero. In aula sono stati presenti i familiari di Roberto Bembo.
Nella precedente udienza era spuntato un dettaglio dal video ed era stata fornita una ricostruzione differente dei fatti accaduti in quell’alba tragica nel parcheggio di un noto bar di Mercogliano. Il sostituto procuratore generale di Napoli, Daniela Della Pietra l’aveva illustrata, durante la sua requisitoria nella quale ha chiesto la conferma delle condanne inflitte ai tre imputati, accusati del brutale omicidio del ventunenne di Mercogliano. A suo avviso, Roberto Bembo all’alba del 1 gennaio 2023 non tornò indietro per continuare a litigare con Niko Iannuzzi e i fratelli Sciarrillo dopo che c’era stata già la prima rissa davanti al bar di Mercogliano, bensì per difendere un suo amico che era dall’altra parte della strada ed in inferiorità numerica rispetto ai tre contendenti. C’era dunque una persona a terra, che Roberto aveva visto e riconosciuto in uno dei suoi amici. Di lì la decisione di intervenire per aiutarlo, andando incontro alla morte. Una ricostruzione totalmente diversa fortemente contestata dalla difesa, tanto che il procuratore generale ha chiesto di replicare. Cresce l’attesa del verdetto previsto per il 12 marzo.

Condividi

Cronaca

18 marzo 2020: sei anni dopo, quelle immagini sono impresse nella memoria collettiva mondiale. Ogni anno, in questa data, si…

Sportelli ATM sotto controllo e sicurezza rafforzata in provincia di Avellino. Questa mattina il Prefetto Rossana Riflesso ha presieduto in…

La Polizia di Stato di Avellino ha emesso due provvedimenti di Divieto di Accesso alle Manifestazioni Sportive (D.A.Spo) nei confronti…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

“Con la conferma della condanna per l’assassinio di mio figlio non cambia molto, ma il messaggio che deve arrivare da questa sentenza è che nessun crimine resta impunito e che “giustizia” è stata fatta, anche se non è soddisfacente”.A sostenerlo la madre di Roberto Bembo, il 21enne ucciso a Capodanno...

Confermati i sedici anni e otto mesi per Niko Iannuzzi, ridotta a quattordici anni la pena per i due fratelli Sciarrillo. Questa la decisione de giudici della Corte di Appello, nei confronti dei tre imputati del processo Bembo. Disposta anche la trasmissione degli atti alla Procura per rissa aggravata nei...

All’alba del 1° gennaio 2023, Roberto Bembo non tornò indietro per riprendere la lite con Niko Iannuzzi e i fratelli Sciarrillo, come ricostruito all’inizio , ma per soccorrere un amico che si trovava sull’altro lato della strada, in chiara inferiorità numerica rispetto ai tre contendenti. Secondo la ricostruzione del sostituto...

E’ stata invocata la conferma delle condanne di primo grado. Questa la richiesta in aula del sostituto procuratore generale nel processo di Appello per l’omicidio di Roberto Bembo, avvenuto a Capodanno del 2023 davanti a un noto locale di Mercogliano. Davanti ai giudici della IV Sezione della Corte di Assise...

Ultimi articoli

Attualità

E’ in programma il 21 marzo, presso la sala convegni del Centro Socio-Culturale Intercomunale di San Mango, l’Assemblea Provinciale dei…

Il Comitato Pari Opportunità del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Avellino e la Parrocchia dei Santi Biagio e Stefano di…

Il 18 marzo non è più una data come le altre. È il giorno del silenzio, della memoria collettiva per…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy