Il pluralismo come pilastro della democrazia, che non impone di abbandonare le proprie idee. È il messaggio lanciato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intervenuto all’Abbazia del Goleto per “Civiltà dell’Incontro”, il progetto dedicato al dialogo tra culture e religioni, alla coesione sociale e alle sfide del presente.
Il titolare del Viminale ha definito l’Abbazia un luogo “di rara bellezza”, che “nei secoli ha sempre rappresentato un crocevia di idee e di incontri”. Entrando nel tema della giornata, ha sottolineato: “Il pluralismo non richiede di rinunciare alle proprie convinzioni, ma piuttosto di trovare un modo per metterle in relazione in un quadro di regole certe e uguali per tutti, a cominciare dal rifiuto della violenza e dalla tutela incondizionata della dignità umana”.
E ha aggiunto: “A noi tutti spetta quindi il compito di dar forma a una convivenza che sia capace di preservare la coesione sociale, nel riconoscimento dell’altro e nel pieno rispetto delle differenze”.
L’incontro, che si è tenuto in contrada San Guglielmo, è stato moderato da Andrea Cangini, segretario generale della Fondazione Luigi Einaudi, e si è articolato in due sessioni. La prima, dal titolo “Il confronto delle idee come risposta alle emergenze del nostro tempo”, ha visto la partecipazione di Abu Bakr Alfonso Moretta, presidente del Coreis – Comunità religiosa islamica italiana, Alfonso Pedatzur Arbib, rabbino capo della Comunità ebraica di Milano, e Gaetano Castello, vescovo ausiliare di Napoli.

