Si parte dalla piccole cose ma con una visione ambiziosa di futuro. “Non faccio scommesse, ma sono convinto che la mia squadra, nei prossimi cinque anni, saprà lavorare bene per ricostruire il rapporto di fiducia con la città e per progettare il futuro a partire dal recupero della vivibilità urbana”. Così il nuovo sindaco Nello Pizza, eletto al primo turno nelle consultazioni elettorali del 24 e 25 maggio, presentando la sua nuova giunta questa mattina nella Chiesa del Carmine.
Nove assessori, che verranno ufficialmente presentati nella prima seduta del Consiglio comunale, prevista per il 2 luglio. In quella occasione si procederà anche all’elezione del presidente del Consiglio. Per questa carica è in pole Nicola Giordano.
Il sindaco Pizza ha trattenuto per sé alcune deleghe considerate strategiche, tra cui urbanistica, pianificazione territoriale, società partecipate, Area Vasta e valorizzazione degli impianti sportivi.
Le altre deleghe sono state distribuite tra esponenti della maggioranza e figure esterne: tre consiglieri eletti del Pd — Ettore Iacovacci, Enza Ambrosone e Luca Cipriano — e due assessori esterni sempre riconducibili ai dem, con incarichi rispettivamente al contenzioso (Elvira Matarazzo) e al bilancio (Rosalia Iandiorio).
Tra gli esterni figura anche Giancarlo Giordano, presidente dell’assemblea regionale di Sinistra Italiana. La carica di vicesindaco è stata affidata ad Anna D’Aliasi, prima dei non eletti del M5s.
Completano la giunta Giuseppe Giacobbe e Sergio Trezza, entrambi eletti nelle liste a sostegno di Pizza, con deleghe rispettivamente alla pubblica istruzione e ai servizi sociali.
All’indomani dell’insediamento, Pizza è pronto a mettersi al lavoro. Chiarisce: la città non può vivere soltanto di ordinaria amministrazione. Se la gestione quotidiana garantisce vivibilità è la programmazione a lungo termine a determinare la capacità di un’amministrazione di incidere realmente sullo sviluppo della città. Tenendo d’occhio i conti anzitutto. “È stato fatto un grande lavoro dalla commissaria prefettizia Giuliana Perrotta”, dice Pizza: “Il commissario ha garantito continuità amministrativa e stabilità. Adesso tocca alla politica aggiungere una visione, una capacità di programmazione e una prospettiva di lungo periodo”.
Tanti i dossier sul tavolo del primo cittadino: il futuro dell’Acs e la gestione dei parcheggi, la realizzazione del nuovo stadio (presto Pizza incontrerà il patron dell’Avellino Angelo D’Agostino). Sono le priorità oltre alle priorità del quotidiano, della piccole cose che rendono una città vivibile.
L’obiettivo di Pizza è iniziare dall’ordinario per cambiare radicalmente la città, senza snaturarne l’identità, valorizzando ciò che Avellino è con l’innovazione, dalla vivibilità alla cultura.
Lo dice anche l’assessore Luca Cipriano. No ad eventi occasionali, ma una programmazione stabile e continuativa per la cultura: “Vogliamo una città viva tutto l’anno”, spiega “Cambieranno molte cose nell’impostazione culturale degli eventi. L’obiettivo è costruire un vero e proprio piano regolatore della cultura, capace di definire identità, funzioni e prospettive dei principali contenitori culturali cittadini”.
L’idea è una governance culturale per arrivare poi alla costruzione di un calendario di iniziative coerente e strutturato. Una programmazione che guardi oltre i singoli appuntamenti e che sappia coinvolgere l’intera città.
Ferragosto rappresenterà il primo banco di prova. “Siamo già al lavoro – assicura Cipriano –. Sarà un Ferragosto vivo e animato. Faremo del nostro meglio per offrire agli avellinesi una proposta nuova. Sarà un cambiamento che, crediamo, potrà sorprendere positivamente la città”.
Cipriano sottolinea il legame tra le deleghe alla cultura e allo sport, affidate entrambe al suo assessorato.
“Lo sport è cultura”, afferma. “Per questo, accanto agli eventi culturali, ci saranno iniziative che valorizzeranno anche il mondo sportivo, nella convinzione che entrambe le dimensioni contribuiscano alla crescita della comunità”.
Un passaggio centrale della strategia culturale riguarda il futuro dei principali contenitori cittadini: la Dogana, la Casina del Principe e il Teatro Gesualdo. L’obiettivo dichiarato è quello di dotare queste strutture di una funzione stabile e di una chiara identità culturale.
“Prima di discutere degli strumenti giuridici o dei modelli di gestione – ragiona Cipriano – bisogna definire i contenuti e il ruolo che questi luoghi dovranno svolgere. Solo dopo sarà possibile individuare la formula più adeguata per garantirne il funzionamento e la sostenibilità”.
Accanto alla svolta per la cultura, organizzata che annuncia Cipriano, emergono anche le prime indicazioni operative sul commercio. Una delle novità allo studio riguarda il possibile ritorno del mercato bisettimanale al Piazzale degli Irpini. A confermarlo è l’assessore Ettore Iacovacci.
Che proprio nella mattinata l’assessore ha fatto un primo sopralluogo per verificare direttamente lo stato dell’attuale area mercatale, riscontrando una situazione definita non più sostenibile. Durante l’ispezione, l’assessore ha riferito di aver assistito a due episodi critici legati alla scarsa visibilità dei percorsi pedonali:
“Non è solo una questione di incolumità pubblica”, ha spiegato Iacovacci. “Lo spostamento dalla sede storica ha avuto anche un impatto significativo sull’economia del mercato bisettimanale. Si è passati da oltre 170 operatori presenti a circa 83: meno della metà. Un dato che fotografa un progressivo ridimensionamento di un settore storico per il capoluogo”.
“Probabilmente – assicura – sarà uno spostamento che si potrà fare in tempi brevi, anche se saranno necessarie ulteriori valutazioni”.
Sul fronte dei lavori pubblici, l’assessore Enza Ambrosone punta non solo sulla rigenerazione della città: “Questa amministrazione dovrà caratterizzarsi per un doppio binario: da un lato l’ordinario, con servizi che funzionano e restituiscano decoro e dignità; dall’altro un capoluogo che recuperi il ruolo centrale nella provincia e in una rete regionale ed europea”.



