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Rastelli striglia i suoi: “Basta pettinare le bambole”

«Non siamo stati sorpresi, non siamo qui a pettinar le bambole. Sappiamo che contro di noi fanno tutti la partita della vita, loro sono stati più pimpanti all’inizio». Non usa mezzi termini, Massimo Rastelli al termine della gara che ha segnato la seconda sconfitta (2-1) per l’Avellino. «E’ stata una partita in equilibrio, una partita che ha giocato un po’ di più il Picerno, che non ha mai buttato via la palla, ma è stata una gara che è rimasta sul filo – continua il tecnico di Pompei – Tutto è cambiato negli ultimi quindici minuti di gara. Siamo stati bravi ad andare in vantaggio, stavamo gestendo la gara, poi su due palle inattive abbiamo perso la gara». «Dovevamo cercare di dare meno punti di riferimento, cercando di giocare di più alle spalle dei due mediani, per stare più vicino a Trotta in fase offensiva – continua la sua analisi Rastelli – Avere più soluzioni e attaccare di più la profondità, ma siamo stati prevedibili e poco sereni. Loro riconquistavano palla e ripartivano sempre. Poi, non abbiamo concesso grandi palle gol al Picerno, perché Auriletto e Moretti hanno fatto una grandissima prova per me, quindi dispiace tornare a casa senza punti e con una sconfitta del genere». Risultato che porta la formazione in piena zona playout: «Sappiamo che siamo in una situazione non bella, se sono qua vuol dire che tante cose non funzionavano – dice Rastelli – Abbiamo dimostrato in un mese in cui la squadra ha dimostrato di essere viva». «Ci sono stati pochi momenti in cui siamo stati lucidi nella gestione, quindi dobbiamo migliorare sotto questo punto di vista. Una sconfitta che non ci voleva, perché arriva contro una squadra che era due punti dietro di noi e ci mette in una situazione di classifica pericolosa – conclude Rastelli – Era una gara pericolosa e torniamo a casa con un pugno di mosche». Soddisfatto il tecnico del Picerno, Emilio Longo: «Credo che sia una vittoria che rende onore e merito a una squadra che ci ha creduto sin dall’inizio – afferma il trainer dei melandrini – L’Avellino l’aveva preparata come un autentico scontro salvezza, anche in fase di presentazione del match, per noi è una vittoria vitale, per il nostro cammino e per il nostro morale. Non ci saremmo mai aspettati di sfidare l’Avellino in questa situazione di classifica, ma noi siamo stati bravi a metterci l’atteggiamento e la cattiveria giusta contro giocatori con un curriculum sicuramente più importante dei nostri. Ora la parola d’ordine è continuità, perché servono almeno altri 27 punti per l’obiettivo salvezza».

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