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Stasera sapremo come sarà andata a finire! Però, comunque vadano le cose, questa maggioranza non ha alternative e il governo andrà avanti, anche se più ammaccato. Se vincono i Si al referendum e se la Toscana e la Puglia manterranno la maggioranza di centro sinistra, che per la Campania è scontata, il Governo non subirà alcuna spallata come vorrebbero le destre; la leadership di Conte ne uscirà rafforzata e lo stesso Zingaretti avrà più frecce al proprio arco per imporre ai riottosi 5stelle un’accelerazione dell’azione di governo, una decisione sul Mes e, soprattutto, una sua configurazione e collocazione più chiara e coerente con un’alleanza politica anche a livello territoriale, abbandonando l’ala movimentista di Di Battista e collocandosi definitivamente –come vorrebbe Grillo- nello schieramento di centrosinistra.

Ma anche nella malaugurata ipotesi che vincano i no al Referendum e Salvini e Meloni dovessero far cappotto alle regionali, il Governo non dovrebbe avere conseguenze letali. Certamente il clima si riscalderà notevolmente, Meloni e Salvini invocheranno elezioni subito e porteranno la protesta nelle piazze e i giornali e i talk show (non solo quelli schierati sul fronte delle destre, ma anche quelli d’area moderata come il Corriere della sera e la Repubblica formato FCA) non la finiranno più di invocare un governo tecnico, di passare ai raggi X tutti i provvedimenti del governo, di condizionare, a tornaconto dei propri referenti, i fondi del Recovery Fund. Metteranno in discussione la leadership di Conte; alimenteranno supposizioni, insinuazioni; interpreteranno l volontà e desideri dei capi dei partiti e degli esponenti di governo. Le voci, i gossip, le analisi si moltiplicheranno e i dibattiti televisivi (nei quali ognuno dice la sua a prescindere! Diverranno sempre più invasivi. Chi fermerà i vari Feltri, Belpietro, Giordano, Porro, Del Debbio, Sgarbi senza parlare di Salvini e Meloni che coglieranno tutte le occasioni per creare scompiglio. Fioriranno le notizie bomba: Bonaccini punterebbe alla segreteria del PD con un congresso anticipato, Franceschini alla presidenza a sostituire Conte, Del Rio e altri aspiranti ministri ad un rimpasto di governo.

Ma ci sono le possibilità di un governo tecnico? E chi lo guiderebbe? Non certamente Draghi, che viene continuamente tirato per la giacchetta, ma che continua a non pronunciarsi, a meno che la situazione italiana diventerebbe così grave da rivolgersi al Cincinnato di turno. Cosa non auspicabile per il bene d’Italia! Tutto questo pandemonio solo perché la sinistra continua a farsi male da sola dividendosi per far vincere l’avversario, non riuscendo da sempre a svincolarsi dalla sindrome di Tafazzi e dall’auto evirazione di Origene, la loro è quasi una maledizione divina! La politica miope dei 5 stelle in campo regionale, che ha palesemente ignorato l’invito di Conte a presentarsi uniti, favorisce concretamente le destre, soprattutto nella Puglia dove si rischia grosso anche per l’incoscienza di un Renzi che si crede ancora un politico di razza o delle velleità dei vari Calenda, Bonino il cui unisco risultato è fare le scarpe ad Emiliano per una manciata di voti con i quali non vanno da nessuna parte. Eppure la politica dovrebbe essere l’arte del possibile nel contesto dato. Se non si ha questa inclinazione non ci si può dire politici. Al massimo politicanti d’accatto. Le destre sono un pericolo reale oltre che per gli errori e le colpe dei partiti del centro sinistra anche e soprattutto perché marciano insieme e anche personaggi sicuramente democratici e moderati come- per stare nella nostra regione- Carfagna e Rotondi tirano la volata a Salvini e alla Meloni.

Su coraggio! E’ la destra che avanza perfino in Campania con De Luca anche se in nome di un inesistente PD !

di Nino Lanzetta

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