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E’ tempo di bilanci e di saldi di fine stagione e la politica, ormai, prodotto di mercato, non sfugge alla regola. Renzi, che non lascia occasione per autopromuoversi, non poteva farsi sfuggire l’occasione della conferenza di fine d’anno per magnificare i risultati del duo governo con la stessa tecnica del cavaliere Rana con i suoi tortellini. Nelle sue mani anche i bilanci, che pure sono numeri, diventano spot pubblicitari quindi insinceri e fasulli. Anche in politica la qualità totale ha sostituito, come nella tecnica mercatistica, quella fordiana cella qualità oggettiva (un telaio resistente, un buon motore ed una durata garantita) con ma quello che, oggi, chiede il cliente: più apparenza, più potenza, più colore e full optional. Diventa sempre più difficile separare il grano dall’ oglio. “Il governo batte i gufi 4 a 0” dice Renzi ed elenca i 15 risultati positivi. Fine della recessione e segno più nella crescita; il Jobs Act ha funzionato: più occupati, più diritti e più tutele, aumento dei mutui sono del 74%; nuova legge elettorale che garantisce la governabilità; abolizione del Senato e delle Province; diminuzione delle tasse con l’abolizione dell’IMU sulla prima casa ed estensione degli 80 euro ad altre categorie; migrazione come problema europeo e finanziamento; riforma della Pubblica Amministrazione, della Buona scuola e della Giustizia, autonomia ai Musei e aiuti alla cultura (500 euro ai diciottenni); maggior peso dell’Italia in politica estera e leadership nella questione dell’Iran e della Libia; maggiore flessibilità nella crescita, maggior utilizzazione del fondi europei; successo internazionale dell’EXPO ed infine una miriade di provvedimenti per il Sud che nessun governo aveva fatto prima. La narrazione prosegue con sapiente affabulazione e mezzi tecnici d’avanguardia (slides, gufetti, colori, frasi ad d’effetto!), peccato che contiene molte bugie, omissioni e dà già per scontati risultati che sono al di là della realizzazione. Di tutt’altro spessore politico e morale il discorse del Presidente Mattarella, che non cede nulla alla tecnica della comunicazione ad effetto! Quanto a Renzi ci soffermiamo ad indicare solo alcune non verità a cominciare dalla crescita. “L’Europa cresce meno dell’Italia” la bugia è evidente e facilmente controllabile: la media di crescita dei paesi dell’euro zona nel 2015 è stata di + 1,5%, l’Italia del +0,7%. Peggio hanno fatto solo il Belgio, Cipro e la Grecia! E le previsioni per il 2016 non si allontanano da questo schema. Sul Jobs Act i pochi occupati sono costati alle casse dello Stato milioni di euro ed ora si comincia a licenziare anche il nuovo assunto “a tutele crescenti”, sono aumentati coloro che hanno cessato di cercare lavoro e l’art. 18 è scomparso anche nel Pubblico Impiego! L’Italicum presenta incognite e rischi e una concreta possibilità che il PD possa andare a ballottaggio con il M5S.I deputati continueranno, per la stragrande maggioranza, ad essere nominati dai capi dei partiti e con l’astensionismo crescente dal voto è possibile che una esigua minoranza (con meno del 20% dei voti del totale degli aventi diritto al voto) possa conquistare tutto il potere senza reali garanzie di controllo. L’abolizione dell’Imu è fatta a debito, come la gran parte della legge di stabilità. Sulla migrazione l’Italia è sotto procedura d’infrazione perché non prende le impronte ai migranti. La riforma della P. A. è tutta da fare e quella costituzionale una grande incognita. Quella della Giustizia un azzardo: i tempi dei processi non diminuiscono ed i reati dei colletti bianchi continuano a non venir puniti; le evasioni fiscali favorite come l’economia in nero. Sul mezzogiorno, poi, le balle sono evidenti e i temi riproposti sono quelli degli ultimi venti anni, compresa la Salerno Reggio Calabria, il ponte sullo stretto l’Ilva, di Bagnoli e i crediti d’imposta (Europa permettendo!)! Il Masterplan chi l’h visto? e la bonifica della terra dei fuochi già viene data per fatta! Con questa tecnica comunicativa e l’assuefazione della stampa al potere, che ha permesso di tenerci sul groppone un Berlusconi, deleterio in politica e riprovevole sul piano personale e morale, rischiamo di fare il bis con Renzi, indubbiamente migliore, per altri vent’anni!  

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