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Sant’Angelo Lombardi, desertificazione aree interne, Lucido: necessario dare fiducia ai territori

Tanti gli spunti di riflessione emersi dal confronto, all’Auditorium del Centro Sociale “Don Bruno Mariani”, a Sant’Angelo dei Lombardi, sul tema “La desertificazione delle zone interne, dalla rassegnazione alla speranza”, promosso dalla Pro Loco Alta Irpinia.

La Pro loco ha voluto riunire un gruppo di lavoro che possa animare il dibattito e la discussione, organizzando una serie di incontri sul territorio irpino così dastimolare l’attenzione del mondo politico, delle istituzioni, della cultura, dell’imprenditoria, del sindacato, del terzo settore e dell’informazione.

Un’idea fortemente voluta da Tony Lucido, storicamente impegnato, con la sua Pro Loco, oltre nella promozione turistica, culturale e sociale del territorio, anche nella lotta all’abbandono delle zone interne e nella difesa delle istituzioni. Una riflessione che ha richiamato una vuona partecipazione anche dai paesi dell’Alta Irpinia, da Monteverde, Calitri, Sant’Andrea di Conza, Guardia, Lombardi, Teora, Lioni, Morra de Sanctis, Vallesaccarda, Frigento, Zungoli, Nusco, Sturno, Gesualdo, ecc. ecc.

Sono intervenuti ed hanno preso la parola, i sindaci di Sant’Angelo dei Lombardi Repole, di Monteverde Vella, presidente Consorzio Servizi Sociali, di Torella dei Lombardi Delli Gatti, di Nusco Iuliano, ex sindaco di Guardia Lombardi ed unico candidato alle prossime elezioni, Siconolfi, il presidente provinciale UNPLI, Silvestri, il prof. Pietro Cerreta fisico-scienziato, la dott.ssa Fernanda Ruggiero , formatrice di classe dirigente e figure professionali per il turismo, la prof.ssa Ramona Del Priore, impresa sociale Carmasius- UNPLI Avellino, Raffaele Cipriano , segretario Provinciale partito “Noi di Centro”, esponenti di pro loco ed enti terzo settore.

Atteso ed apprezzato, pur se ridotto per l’ora tarda l’intervento del Dott. Franco Mangialardi, animatore dell’iniziativa, protagonista del mondo cattolico in Italia e in Europa nella promozione della cultura solidale cristiana nell’ambito del lavoro. Ha ribadito il dovere dell’impegno e dell’azione politica tutta protesa verso l’attenzione alla persona ed alle sue difficoltà e speranze, agli umili, i poveri, i senza lavoro, solennemente assunto, in tanti momenti della sua azione tra gli emigrati e tra gli operai, nel suo impegno di promozione del solidarismo cattolico inviato dalla Chiesa nel mondo, prima nella Bologna rossa, senza costruire contrapposizioni, poi nella grande e potente Diocesi di Milano, addirittura in Germania a Francoforte, anche negli USA, poi con il cardinale Martini e gli imprenditori lombardi favorendo il gemellaggio tra la Diocesi di Milano e la Diocesi dell’Alta Irpinia in occasione del terremoto del 23 novembre 1980, da non dimenticare l’esperienza a Bruxelles con Romano Prodi.

“Questo incontro – sottolinea Lucido – è stato un momento di ufficializzazione di avvio di iniziative, riflessioni che dovranno stimolare la coscienza dei cittadini e l’azione politica e amministrativa delle istituzioni. L’iniziativa, lungi dall’essere contro o di alternativa a organizzazioni, istituzioni presenti sul territorio, vuole sostenere e condividere l’impegno per la lotta all’abbandono delle zone interne. Abbiamo messo in moto, un movimento che ha come obiettivo la promozione della riflessione, dell’analisi e della proposta.

Abbiamo dato voce ai sindaci e promosso il dialogo tra classe dirigente politica e territorio.

Abbiamo voluto stimolare la consapevolezza della libertà ad essere coscienza critica che andrebbe sempre ricercata, per costruire le soluzioni migliori; senza essere mai notai che registrano solo la storia, amministratori gestori del presente, ma sempre innovatori e costruttori di speranze.

L’azione vuole essere da stimolo contro la stagnante rassegnazione, una condizione di sostanziale inerzia che fa registrare visioni e prospettive non di lungo termine”.

Per ribadire cjr “Non è più il tempo della rassegnazione ma è tempo di costruire, per le giovani generazioni, le ragioni della speranza, per motivarle a restare. Così, nello stesso tempo, favorire il ritorno di quanti sono partiti, perché tornando sono portatori di valore aggiunto: l’esperienza maturata nel mondo. I prossimi impegni in scaletta, alcuni già fissati riguardano: il lavoro, la sanità, il turismo, le strade e la Scuola.

È necessario pensare al futuro, partendo sin da oggi, lavorando ad un nuovo umanesimo che metta al centro di ogni interesse, la persona, l’uomo, la sua terra e l’ambiente, di cui è chiamato ad essere il geloso custode.

È necessario spiegare alla politica e all’economia che la dorsale appenninica è un’opportunità, non solo regionale, ma addirittura internazionale nell’ambito delle nuove dinamiche economiche e sociali senza confini.

È necessario restituire alle persone l’identità, il senso di appartenenza e le radici profonde con il proprio territorio”.

 

 

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