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Scuola e autonomia differenziata, i sindacati chiamano alla mobilitazione: si negano servizi e diritti ai territori che più ne hanno bisogno

E’un appello forte a mobilitarsi contro il disegno di legge sull’autonomia differenziata, attraverso una raccolta firme, quello lanciato nel corso del confronto promosso da Cgil e Uil all’Ite Amabile. Un appello rivolto ai lavoratori del mondo della scuola. E’ il giornalista Marco Esposito a sottolineare come “Il paradosso è che questo disegno dilegge finisce per misurare i servizi essenziali in base al numero di persone presenti sui territori, ai servizi erogati e al gettito fiscale. Così i territori che avrebbero più bisogno di servizi come quelli del Mezzogiorno, in cui forte è il tasso di dispersione scolastico, finiscono per avere diritto a un minor numero di risorse. Non esiste dunque alcun principio di solidarietà nei confronti di chi ha bisogno. Un paese civile rischia di trasformarsi in un paese differenziato sul piano dei diritti in base al reddito e alla residenza. Per cui basta spostarsi da una regione all’altra per non essere più discriminati e tornare ad essere cittadini di serie A”. E mette in guardia sui livelli essenziali di pretazione “Dobbiamo fare attenzione ai cavilli perchè realmente tutelino i diritti”. Per ribadire che “Un paese che si vincola in questo modo è pericoloso. La legge di iniziativa popolare si propone almento di rendere reversibile questo processo”.

Luigi Simeone, segretario provinciale della Uil, spiega come “E’ in atto un processo di destrutturazione dello Stato che vuole riscrivere le regole di funzionamento della nostra democrazia, anche se nessuno parla apertamente di riforma della carta costituzionale. L’autonomia potrebbe rapppresentare un’opportunità ma solo se la differenziazione consente di recuperare i gap esistenti. Gli investimenti per i cittadini del Sud diminuiscono costantemente, i nostri figli sono costretti a partire e fanno ancora i conti con criticità legate a sanità e trasporti, lo stesso progetto dell’Alta Velocità in Ufita rischia di saltare. Tutto questo anche grazie alla disattenzione della politica locale. Dobbiamo prendere coscienza che il disegno di legge sull’autonomia  differenziata riguarda ciascuno di noi e può avere serie ripercussioni sulla vita di tutti”

E’ Franco Fiordellisi, segretario provinciale Cgil, a sottolineare come “Non solo diciamo no ad un disegno di legge che va contro alcuni dei principi ribaditi dalla Costituzione ma vogliamo rilanciare sul terreno dei diritti civili, diritti che non riguardano solo l’istruzione. Assistiamo ad un depauperamento degli enti locali, non si capisce quali sono le risorse assegnate ai territori. Di questo passo diventa difficile guardare al futuro”

A coordinare il dibattito Antonio D’Oria della Uil che pone l’accento sul rischio legato all’impoverimento dell’offerta educativa: “Quando si mina il sistema scolastico nazionale, la scuola diventa più povera e riesce a garantire un’offerta formativa di minore qualità”

Per Roberta Glimigliano della Cgil “L’autonomia differenziata rischia di determinare il proliferare di tanti sistemi scolastici diversi, con tante regole per la mobilità e reclutamento, e la fine del sistema scolastico unitario, mettendo a rischio anche posti di lavoro per tanti docenti”

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