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Sentenza “Aste Ok”, il pm Woodcock presenta il ricorso per Cassazione e chiede l’annullamento dell’ordinanza

Aste ok,  dopo la sentenza che ha disposto l’azzeramento del processo e la scarcerazione dei vertici del sodalizio criminale, arriva un nuovo colpo di scena.

Il Pubblico Ministero, Henry John Woodcock, ha presentato un ricorso urgente in Cassazione per “abnormita’ strutturale “dell’ordinanza adottata dal Tribunale di Avellino emessa il 27 aprile scorso e con la quale sono stati rimessi gli atti al Pubblico Ministero e i principali imputati in libertà. Inoltre il pubblico ministero ha inoltrato istanza  di annullamento dell’ordinanza con rinvio al Tribunale di Avellino per ulteriore corso.

Nel reclamo, firmato anche dal Procuratore di Napoli Nicola Gratteri, il pool antimafia scrive: adottata decisione viziata da abnormità strutturale  e che sia stato adottato. La Cassazione ora dovrà valutare attentamente l’ istanza presentata dal Pm antimafia.Intanto anche le  difese delle  parti civili, tra cui Sos Impresa rappresentata dall’avvocato  Francesco Pugliese e  Angelo Montone rappresentato dall’avvocato Roberto Vetrone stanno valutando di presentare iricorso alla Suprema Corte per “abnormità dell’ordinanza adottata”.

Nell’ordinanza emessa dal tribunale di Avellino, i giudici hanno riconfigurato l’organizzazione, coinvolta nel caso delle aste, come un’entità autonoma, sottolineando le condotte tipiche del reato 416 bis del Codice Penale, compreso il ruolo di “Antistato” e l’attuazione di estorsioni ambientali. Una ricostruzione diversa dall’impianto accusatorio portato avanti in questi anni dalla procura antimafia. Una modifica sostanziale, perché dopo la lettura dell’ordinanza i giudici hanno rinviato gli atti del processo alla procura antimafia per la riqualificazione delle accuse principali.E alla luce delle ragioni contenute nel  dispositivo le esigenze di custodia cautelare, che erano abbinate alle precedenti ipotesi di reato contestate, sono venute meno e per questo i giudici hanno scarcerato e rimesso in libertà Armando Aprile, Livia Forte, Gianluca Formisano, Antonio Barone, Damiano Genovese e Beniamino Pagano (Galdieri e Dello Russo restano in carcere per le misure cautelari del filone principale del processo contro il Nuovo Clan Partenio, quello su usura ed estorsioni).  E il pm antimafia Henry John Woodcock ha già dato inizio al nuovo procedimento giudiziario con  ben otto avvisi di garanzia emessi nei confronti di  Armando Aprile, Antonio barone, Carlo dello Russo, Gianluca formisano,  Livia Forte, Nicola Galdieri, Damiano Genovese e Beniamino Pagano.

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Michela Della Rocca

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