Il Progetto Einaudi “Amico libro”- incontro con lo scrittore del Liceo “P.E. Imbriani” è giunto alla fine della terza edizione in un crescendo di partecipazione che ha coinvolto, durante i cinque incontri organizzati, circa mille tra studentesse e studenti. Il primo incontro si è svolto il 19 febbraio 2024 con Sabrina Efionayi, autrice del romanzo “Addio, a domani”, e ha coinvolto ben 12 classi dell’istituto. L’anno scorso l’Imbriani ha addirittura raddoppiato con due incontri: uno il 27 febbraio 2025 con Viola Ardone, autrice del romanzo “Il treno dei bambini” per gli studenti del biennio, e il secondo, a distanza di una settimana, il 5 Marzo con Giorgio Scianna, autore del libro “Senza dirlo a nessuno” per gli studenti del triennio. Anche quest’anno l’Imbriani non si è smentito, scegliendo due proposte editoriali diversificate: per il triennio i lettori dell’Imbriani il 25 Febbraio scorso hanno incontrato Gianni Solla, autore del romanzo “Il ladro di quaderni”, e per il biennio il 30 Marzo si è svolto l’incontro con lo scrittore Giacomo Mazzariol, autore del romanzo “Gli squali”. Hanno curato l’organizzazione del progetto e lo svolgimento dell’incontro le docenti referenti Anna Garritano e Palmiera Petretta, supportate dall’istituzione scolastica in un lavoro di squadra che ha coinvolto tutti, il Dirigente scolastico Prof. Sergio Siciliano, il DSGA Dottor Rocco Paolo Barbaro, le docenti e i docenti del Dipartimento di Lettere: Maria Acierno, Santa Capriolo, Angelina D’Amato, Roberta Lepore, Maria Letizia Piano, Marcella Scala, Lucia Scotto, Paolo Speranza e Gelsomina Supino, e il personale della scuola.
Nella sala del Polo Giovani, la prof.ssa Anna Garritano ha presentato e mediato l’incontro con Mazzariol, in cui, dopo una breve introduzione al libro, la parola è passata alle studentesse e agli studenti. Lo scrittore, mostrandosi aperto, disponibile e autentico, ha stabilito con i lettori dell’Imbriani un rapporto empatico e trasparente, complice probabilmente la dichiarata simpatia dello scrittore per il meridione, realtà che sente molto vicina e in cui trascorre alcuni periodi dell’anno. Dalle numerose domande è scaturito un dibattito incentrato sui diversi temi presenti nel romanzo: la crescita con le sue inquietudini e incertezze, tratto tipico dei romanzi di formazione; la necessità di una scuola più vicina alla realtà e più attenta ai bisogni formativi degli alunni; l’ingresso nel mondo del lavoro che non deve comportare solo il successo, ma anche e soprattutto la realizzazione personale e il benessere psico-fisico; il significato del titolo; la capacità di restare in contatto con la parte più profonda di sé che ha consentito allo scrittore di tentare nuove strade e di approdare alla regia di un film prossimamente sul grande schermo; il femminicidio e la fragilità maschile spesso repressa negli ambienti caratterizzati da mascolinità tossica; la capacità di dire no ai condizionamenti della famiglia e della società per affermare la propria volontà; l’amicizia che aiuta a confrontarsi con gli altri e ad uscire dal guscio della famiglia, ma talvolta delude; l’amore che si traduce in occasione per conoscere l’altro, ma anche se stessi.
L’evento ha arricchito sicuramente tutti i presenti e al tempo stesso è stato impreziosito da due momenti musicali curati dai maestri Vincenzo Ferrante e Angela Picardi e più precisamente l’aria “Nel cor più non mi sento” di Giovanni Paisiello per voce e pianoforte eseguito dal soprano Antonia Rizzo accompagnata al pianoforte da Irene Pizza della classe 4 AM e l’Undicimino da camera “Galoppo alla russa” di Barimar con Luigi Imbimbo al violino, Carlotta Ventimiglia all’oboe, Simone Lenguito e Andrea Viola al clarinetto, Antonio Velle al sassofono contralto, Francesco Di Maio ed Enrico Capone alla fisarmonica, Michele Sica al sassofono baritono, Arcangelo Galluccio al clarinetto baritono, Diana D’Alessandro e Fiorenza Navarreta, delle classi 1 e 2 AM, al violoncello.
Al termine del secondo brano, con enorme naturalezza Giacomo Mazzariol, da intervistato si è trasformato in intervistatore, per stabilire un rapporto più diretto con i giovani della platea, invitati a rispondere ad alcune domande-chiave sul futuro, sui loro sogni e sul rapporto con le tecnologie; inoltre, anche il momento del firmacopie si è svolto all’insegna dell’empatia, non solo tra studenti e scrittore, ma anche tra docenti e scrittore. Insomma dall’incontro con Mazzariol è chiaramente emerso che, per gli studenti e le studentesse dell’Imbriani, la lettura del romanzo “Gli squali” ha offerto lo spunto per confrontarsi sulle problematiche adolescenziali e per sentirsi capiti, per fare ricerche sul femminicidio, per riflettere sul conflitto generazionale, per accettare i cambiamenti della crescita, per elaborare la possibilità di essere apprezzati anche quando si esce dalla propria comfort zone, ma soprattutto di continuare a sognare e a credere in se stessi anche nei momenti più bui.
Anna Garritano – Professoressa Liceo “Imbriani” di Avellino


