“È stata, effettivamente, una grande emozione – dice il sindaco di Zungoli, Paolo Caruso – per un piccolo borgo come il nostro”. Il podio raggiunto, precisamente il terzo posto al concorso “Il borgo dei borghi ” che è andato in onda per quest’anno su Rai 3, “è motivo di grande soddisfazione – continua ancora il primo cittadino”. Non è stato facile per niente raggiungere questo risultato. Zungoli è stato preceduta da Arenzano, in Liguria, al secondo posto e da Cingoli, nelle Marche, che ha vinto. “Ma tutti hanno dato un grosso contributo”. Anzi, proprio dalle pagine del Corriere dell’Irpinia, Caruso vuole ringraziare “per la grande partecipazione”. La trasmissione condotta da Camila Raznovich è soltanto ” l’avvio più importante per una nuova visione delle aree interne. Che hanno una grande potenzialità”. Allora basta solo parlare di aree interne: adesso, questo terzo posto in una gara così importante, diventa qualcosa “per rilanciarle, le aree interne. La possibilità di dare una direzione concreta – ribadisce Caruso – può diventare una grande certezza questo eccellente risultato che, tutti insieme, abbiamo raggiunto”. Non era proprio disatteso ma ” i requisiti, Zungoli li aveva tutti”. Spesso “nascosti ma sono tutti lì”. Quanto accaduto “appartiene a tutta la comunità. Che ha dato la spinta a lavorare ancora di più su quello che siamo – continua il sindaco -. Il nostro è un territorio che va valorizzato. Come i nostri valori”. La transumanza, patrimonio Unesco, il turismo lento “qui le giornate si prendono tutto il tempo -, che sembra non passare”. L’enogastronomia con “i 250 piatti tipici. Offriamo una serie di cose – sottolinea il sindaco di Zungoli -. E anche l’ospitalità”. Perché non è vero che, nelle aree interne, ci abita solo gente “chiusa”. Caruso ci tiene a dire che bisogna insistere su un progetto: ” continuare a lavorare su quello che riguarda la costa e, appunto, le aree interne. Gettare “un ponte. E con l’Alta Velocità che ci collegherà, il verde è un colore intenso qui come dove c’è il mare”. Tra l’altro c’è già una grande azienda ad avere un confronto su questo tema. Come un’ altra speranza, per Caruso, è la cosiddetta “restanza”. “Creando lavoro in giovani non saranno più costretti ad andarsene. Salveremmo una generazione”. Intanto la scuola dell’infanzia è passata da sei a ventidue bambini. E questo è già un segnale che “si può fare”. Poi c’è un piano intercomunale di undici Comuni, un sentiero di 110 chilometri. “Ripartiamo dal podio di Rai 3. Ma anche da qui”.



