Martedì, 28 Aprile 2026
06.35 (Roma)

Ultimi articoli

Il mito del Che a 50 anni dalla morte 

La sua immagine, oggi, a cinquant’anni dalla morte è su poster, magliette e ogni tipo di gadget. Il mito di Ernesto Guevara, detto il Che (per la sua abitudine di pronunciare questa breve parola in mezzo ad ogni suo discorso, una specie di cioè) si rinnova anche così nella società del consumismo sfrenato e contribuisce a rendere leggenda una delle figure storiche più conosciute, importanti e studiate del XX secolo. Muore il 9 ottobre 1967, assassinato da un gruppo di militari boliviani dopo la sua cattura.

Ha partecipato da protagonista alla rivoluzione cubana, ha spostato il movimento castrista e lo stesso Fidel su posizioni comuniste anche se subito dopo il Che ha abbandonato i suoi incarichi di governo e cominciato una nuova impresa rivoluzionaria in Bolivia. E’ come tutti gli eroi pazzi e visionari alla ricerca di una morte gloriosa che antepone alla risoluzione dei problemi.

Come molti rivoluzionari, Guevara non nasce povero ma è un figlio della borghesia agiata di Rosario de la Fe in Argentina. Il padre è ingegnere civile, la madre una donna colta, grande lettrice, appassionata soprattutto di autori francesi e che avrà un ruolo determinante nella sua formazione umana e politica. La sua vita avventurosa come un romanzo parte da una passione: la guerra civile spagnola del 1936 che finisce male per la sinistra e che consacra una nuova dittatura in Europa, quella di Francisco Franco. Alla fine della seconda guerra mondiale il Che parte per un viaggio in America Latina. Cile, Perù, Colombia, Venezuela, Guatemala. In quest’ultimo paese frequenta l’ambiente dei rivoluzionari e conosce una giovane peruviana , Hilda Gadea, che diventerà sua moglie.

Ma è in Messico che Guevara incontra una figura decisiva per il suo futuro, Fidel Castro. Fra i due scatta subito una forte intesa politica e umana e una identità di vedute sull’analisi del continente sudamericano sfruttato dal nemico statunitense. Fidel propone al Che di prendere parte alla spedizione per liberare Cuba. Guevara si rivela prezioso come abile stratega e combattente impeccabile. Dopo la vittoria assume diversi incarichi ministeriali nel governo dell’isola, soprattutto in campo economico e guida anche il ‘Banco Nacional’ ma irrequieto per natura non si accontenta di aver buttato giù un tiranno come Batista e parte per una nuova rivoluzione, quella boliviana dove perde la vita.

Oggi a cinquant’anni anni dalla morte, la sua figura è entrata nel mito per tante generazioni rappresentando l’inquietudine del mondo giovanile. In tanti lo hanno criticato ma in tanti lo hanno osannato e quasi santificato. Ha immaginato e sperato di costruire un altro “mondo” e un altro modo di vivere lottando per gli ultimi e per gli emarginati. Una lezione lasciata in eredità anche alla figlia che oggi fa il medico e vive a Cuba. Quando qualche tempo fa è venuta in Italia, a Genova, gli hanno chiesto se è difficile essere la figlia del Che, una icona mondale. Lei ha risposto: “Era argentino, ma seppe rompere le frontiere, ha raggiunto culture diverse, anche in india , qui in Europa, in Giappone adorano mio papà. Però, nella mia vita di tutti i giorni, sto con i piedi per terra e faccio il mio lavoro di medico pediatra. Una volta addirittura una collega con cui lavoravo da un anno al pronto soccorso mi disse: ma ti ho visto in televisione che parlavi di tuo padre il Che, ma perché non me lo hai mai detto? E io: ma tu mica mi hai detto come si chiama tuo padre!”. Ironia e umiltà nelle sue parole mentre il padre è un mito che ha scavalcato il recinto della sinistra e che è entrato nella storia collettiva.

di Andrea Covotta edito dal Quotidiano del Sud

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Niente misura attenuata per Francesco Carlo Liotti. I giudici della Seconda Sezione Penale della Cassazione hanno dichiarato inammissibile il ricorso…

A Sant’Andrea di Conza si cerca il conducente di un auto che avrebbe investito una 72enne per poi dileguarsi. L’episodio…

I carabinieri della Stazione di Ospedaletto d’Alpinolo hanno tratto in arresto un 40enne di Altavilla Irpina, ritenuto responsabile di maltrattamenti…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

A Monteforte Irpino un appuntamento di fede e musica accompagnerà la comunità nel tempo pasquale. L’Arciconfraternita Maria SS. del Rosario ha infatti organizzato il concerto-preghiera dal titolo “Sui passi del Risorto”, in programma giovedì 30 aprile 2026 alle ore 19:30. L’evento si svolgerà presso la Chiesa Maria SS. del Rosario...

Un cicloviaggio con Guglielmo. E’ l’appuntamento in prigramma dal 30 Aprile al 3 Maggio nel segno della scoperta della natura, tra fede e paesaggi. 4 giorni in bici gravel lungo le 7 tappe del Cammino di Guglielmo in Campania: 180 km da Montevergine a S. Andrea di Conza. Si comincia...

Conserva intatta la sua forza il rito delle Sponzatrici dedicato alla Vergine delle Grazie a Castelvetere. A sfilare domani bambine vestite di bianco e ornate da numerosi monili d’oro, con il compito di distribuire i “tortani” (pane della Madonna), dopo la benedizione, in tutte le case del paese. Un rito...

Parte il 02 Maggio dal“Bosco Folk Fest” di Montemiletto il Tour 2026 di Pietro Cirillo – Officine Popolari Lucane & I Tamburi di Tricarico per toccare i Festival e le piazze più belle d’Italia in occasione dell’uscita dell’album “RUMORE AL SUD” (edit: LOOK STUDIO. CNI-Compagnie Nuove Indye Roma). Il tour...

Ultimi articoli

Attualità

E’ l’Anief Campania a lanciare l’allarme sull’organico di potenziamento in forte contrazione dal prossimo anno scolastico. Un allarme lanciato all’indomani…

Arriva dalle Acli di Avellino riunitesi all’indomani dell’ufficializzazione delle liste dei candidati alle prossime elezioni amministrative che interessano 13 Comuni…

C’è un posto unico in città dove si viaggia restando immobili, è l’Alliance Française di Avellino, dove ieri c’è stata…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy