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Festa presenta le liste: “Se vinco faccio un favore a Pizza: un uomo solo, al loro comando”

Bagno di folla per l’ex sindaco al De la Ville: “Vanno nelle case a promettere un assessore ogni tre consiglieri comunali eletti: ci saranno alla fine tre vicesindaci e 39 assessori. Giordano, hanno offeso un quartiere e un galantuomo”.

Bagno di folla per Gianluca Festa e le sue liste Davvero, W la Libertà, Enjoy e Liberi e Forti, al De La Ville, dove l’ex sindaco ritrova i suoi elettori, il calore della gente: “Mi siete mancati”, dice subito salutando tutti, stringendo le mani a chi può. Ci sono i suoi fedelissimi ma anche nuovi compagni di avventura, ci sono i giovani su cui punta particolarmente (“Non sono il futuro ma il presente”), ci sono i civici-politici di Liberi e Forti.

C’è Ugo Maggio, ex presidente del Consiglio comunale, che è il primo a parlare: “Veniamo da due anni di commissariamento: la città è bloccata. In precedenza viveva. E tornerà a vivere”.

“Perché siamo l’unica coalizione civica, libera e gli unici ad avere un programma. Rifare le strade, come promettono i nostri avversari, non è un programma ma un obbligo di chi amministra, un diritto del cittadino”. Ricorda gli obiettivi centrati da Festa: dalla Dogana alle altre incompiute: “La città era rinata, era attrattiva. Da quella città ripartiamo, con un progetto in 12 punti”.

Parla poi Gennaro Romei, candidato nella lista Liberi e Forti: “Politica e civismo possono convivere, come hanno teorizzato Sturzo e De Gasperi, che rappresentano la migliore tradizione del cattolicesimo democratico. Possono convivere quando esiste un progetto, se chi amministra dimostra attenzione per il territorio. E Festa lo ha fatto: ‘I care’, per citare don Milani, è stato il suo motto”.

Per Romei, segretario provinciale dell’Udc, l’ex sindaco ha evitato che Avellino diventasse una “grande Rsa”, riportandola al centro della Campania. “Quando Festa era vicesindaco e io assessore alla Cultura – racconta – organizzammo un concerto di Vasco Rossi ad Avellino. All’ultimo momento saltò perché Vasco ebbe un malore. Se vinceremo ci sarà Vasco ad Avellino”, promette.

Francesco Pagliocca è uno dei giovani di Enjoy: “Abbiamo avuto spazio con Festa, prima di lui eravamo impresentabili, nessuno ci ha dato una possibilità: ci hanno lasciato sempre sull’uscio del Comune”, sottolinea.

L’ex consigliere comunale e provinciale Diego Guerriero assicura che l’amministrazione Festa ha messo in ordine i conti del Comune: “Abbiamo diminuito il disavanzo e la Corte dei Conti ha approvato il piano finanziario. Non abbiamo prodotto un euro di debito”.

Rivendica altri risultati: lo spostamento dei bus da Piazza Kennedy, che sembrava impossibile a tanti, l’approvazione del Piano per il verde pubblico – una delle poche amministrazioni del Sud che lo ha fatto – e gli Stati Generali delle Aree Interne. Guerriero guarda avanti: Avellino ha una grande opportunità grazie all’America’s Cup, ai tanti turisti che ci saranno e che potranno venire anche qui”.

Tocca a Festa: “Per me civismo significa essere libero, non dover subire compromessi. È la strada più complicata da percorrere ma la sola che tutela l’interesse dei cittadini”. L’ex sindaco dice di voler riprendere il lavoro da dove è stato interrotto: “Avellino non era mai stata così viva. Anche se quando ci siamo insediati c’era un dissesto deliberato di 90 milioni di passività, siamo stati una delle migliori amministrazioni della città, riducendo al contempo anche il debito. Mentre gli intellettuali pensano e non fanno mai nulla, noi abbiamo realizzato cose concrete”.

Punge gli avversari: “Loro sono apparato: si chiamano così – ironizza – perché hanno apparato liste, una coalizione. Intanto vanno nelle case della gente a promettere un assessore ogni tre consiglieri comunali eletti: ci saranno alla fine tre vicesindaci e 39 assessori. Come faranno ad amministrare? Se vinco faccio un regalo a Pizza”, incalza.

“Perché se vincono loro, al posto di un uomo solo al comando, cosa di cui mi accusano essere stato, ci sarà un uomo solo, al loro comando, comandato da sei segretari di partito, da due capigruppo regionali e magari anche da Von der Leyen”.

Festa riserva un passaggio anche alla mancata candidatura nel centrosinistra di Walter Giordano: “Hanno offeso un quartiere e un galantuomo”.

E a chi gli chiede cosa farà in caso di eventuale ballottaggio: “Un accordo con la città”, risponde.

“Il processo? Finalmente potrò raccontare la mia versione”, conclude tra gli applausi.

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Antonio Picariello

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