Ribadire il valore del dialogo tra scuola e territorio nel segno della riscoperta della memoria d’Irpinia. E’ il senso della tavola rotonda tenutasi questo pomeriggio al Circolo della Stampa, nell’ambito della Summer School “Dalla modernità a Gesualdo – Percorsi internazionali di studi letterari, storici e artistici”, promossa dalla rivista Sinestesie in collaborazione con l’Università degli Studi di Salerno, la Provincia di Avellino, l’Associazione Carlo Gesualdo, il Liceo Scientifico “P.S. Mancini” di Avellino e Fontanarosa Comunità. “L’Irpinia attraverso i secoli: itinerari tra storia, letteratura e identità. Università, scuola e territorio in dialogo” è stato uno spazio di confronto ma soprattutto l’occasione per illustrare il progetto di Formazione Scuola Lavoro realizzato dall’Università degli Studi di Salerno e dal Liceo Scientifico “P.S. Mancini” di Avellino. Dall’Irpinia orientale ai manoscritti e lo scriptorium di Montevergine, dai dialetti irpini contemporanei alla valle di Ansanto nella letteratura latina fino a Carlo Gesualdo, con un approfondimento dedicato alla sua straordinaria originalità nel rapporto tra musica e poesia.
A offrire il proprio contributo al dibattito i docenti dell’Università di Salerno che hanno animato il percorso, Stefano Grazzini si è soffermato sui “Racconti da un mondo perduto: uomini e luoghi dell’Irpinia orientale” a partire dalla figure dell’illustre latinista Antonio La Penna e da luoghi come Bisaccia che possono essere valorizzati per la loro ricchezza paesaggistica.
Valentino D’Urso ha ricostruito la storia dell’Abbazia di Montevergine e dei manoscritti custoditi, quasi tutti di carattere agiografico fino a soffermarsi in particolare sulla Leggenda di San Guglielmo “A prendere forma è stato un laboratorio di analisi del manoscritto, che ha consentito di guidare i ragazzi nella lettura e studio di un testo antico, dall’incipit alle immagini”.
Carolina Stromboli ed Erica Iannaccone hanno analizzato insieme agli studenti le dinamiche linguistiche nel tempo: dalle radici osche ai dialetti irpini di oggi, dalle origini della parola Irpinia dall’osco Hirpus all’evoluzione dei dialetti fino al legame col presente, con espressioni che sono parte integrante del nostro lessico quotidiano. Francesco Crifò ha ricostruito le storie dei nomi di luogo, accompagnando gli alunni in una vera ricerca lessicografica e mostrando quando dietro i toponimi si nascondano storie di comunità.
Nicola Lanzarone ha esplorato il racconto della valle di Ansanto nella letteratura latina a partire dalla descrizione che consegna Virgilio, certamente non frutto dell’osservazione diretta, per mostrare ai ragazzi come ci si avvicina a un testo poetico anche attraverso strumenti digitali.
Carlo Santoli coordinatore della Summer School, ha posto, invece, l’accento sull’originalità di Carlo Gesualdo tra musica e poesia per ribadire come l’universo madrigalistico del principe acquisti il valore di linguaggio poetico, nel segno di un autentico cromatismo, andando al di là del testo, fino a trovare nel cromatismo la sua cifra distintiva “La sua è una musica difficile perchè introspettiva, espressione di un’arte rivoluzionaria che guarda al Novecento, come dimostreranno artisti come Stravinsky che riprenderanno la sua lezione”. E’ stata quindi la dirigente scolastica del liceo Mancini Paola Gianfelice a porre l’accento sulle competenze acquisite dai ragazzi durante il percorso di studio, competenze legate alla conoscenza di lingua e territorio e di carattere metodologico. “Al tempo stesso abbiamo offerto ai ragazzi uno spaccato di vita professionale, facendo conoscere loro l’impegno di ricerca che contraddistingue il docente che collabora con una Università”
Le docenti Immacolata Pascale e Elisabetta Tozza hanno posto l’accento sul valore degli studi umanistici che sono alla base dello stesso sapere scientifico e sulla necessità di un confronto costante col territorio. Sono stati, poi, gli stessi studenti del “Mancini” a raccontare il lavoro sviluppato sul territorio, Andrea Acierno ha illustrato il video frutto della ricerca dedicata ai dialetti, a partire dalle interviste ai nonni “quella che è stata l’occasione per un confronto tra generazioni e comprendere il valore culturale dei dialetti”. mentre Rebecca Barile e Vera De Nicola hanno posto l’accento sull’importanza di percorsi di formazione lavoro che siano stimolanti: “E’ stata un’esperienza molto formativa poichè ci ha offerto l’opportunità di approfondire la conoscenza del territorio e rafforzare le relazioni con compagni e docenti. Dai dialetti alla Valle d’Ansanto, abbiamo scoperto luoghi che non conoscevamo e ci siamo cimentati in progettualità legate all’Irpinia come il fumetto dedicato alla Mefite, in cui abbiamo immaginato che Virgilio ci accompagnasse alla scoperta della Valle d’Ansanto, luogo che si carica di un forte valore simbolico, in cui si fondono scienza e letteratura”. Giulia Scarano e Antonio Marra hanno evidenziato come “la scuola deve aiutarci a riscoprire il territorio. L’Irpinia non è solo Avellino ma custodisce una varietà di paesi e paesaggi che meritano di essere riscoperti. Noi, ad esempio, abbiamo apprezzato molto la lezione dedicata all’Abbazia di Montevergine. E’ stato emozionante visitarla e scoprirne i segreti”.



