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Alla Summer School l’illuminismo di Filangieri, un manifesto etico che parla al nostro tempo

Un manifesto etico che continua a parlare al nostro tempo, in una società sempre più frammentata, in cui irrompono con forza violenze e ingiustizie sociali. E’ il messaggio che arriva dal pensiero di Gaetano Filangieri, illuminista napoletano, al centro della quarta giornata della Summer School curata dalla rivista Sinestesie in collaborazione con l’Università degli Studi di Salerno, la Provincia di Avellino, l’Associazione Carlo Gesualdo, il Liceo Scientifico “P.S. Mancini” di Avellino e Fontanarosa Comunità. Un dibattito a tutto campo che sceglie di partire dalla presentazione del volume di Pasquale Guaragnella “Illuministi meridionali. Indagini su lessico e stili di pensiero”.  E’ il giudice Matteo Zarrella a ricostruire la figura del giurista Gaetano Filangieri, a partire dall’infanzia trascorsa nel Palazzo di famiglia a Lapio, dove prende coscienza presto delle ingiustizie del sistema feudale coincidente con il sistema di famiglia e delle vessazioni subite dai contadini. Dall’ammirazione di Gaetano nei confronti dello zio Arcivescovo Serafino da cui apprende la passione per la scienza, la vocazione alla comprensione della natura umana col desiderio di dirigerla verso la “felicità” all’incontro con personaggi come il filosofo ministro Bernardo Tanucci da cui coglie l’esempio di una “filosofia in soccorso de’ governi. Matura così il progetto da cui scaturirà La Scienza della legislazione, in cui trova forma l’idea che guiderà il suo pensiero “occorrono buone leggi per la felicità del popolo e dello stesso Monarca che lo governa; ed occorre abbattere la feudalità che aveva modellato il sistema giudiziario allora vigente”.

Centrale nel suo percorso sarà l’adesione alla Massoneria, all’insegna della fratellanza universale, in collegamento con intellettuali illuministi d’Europa e della nuova America come Benjamin Franklin.  “Filangieri – chiarisce Zarrella – combatterà strenuamente il potere incontrollato dei re che si esercita soprattutto sul fronte della giustizia, attraverso sentenze non motivate e la pratica della tortura”. Poichè “La tortura – scrive Filangieri – è un esperimento che si fa per vedere se l’accusato sia effettivamente reo, ed è nel tempo stesso una pena tormentosa ed infamante che si dà ad un uomo nel mentre che ancora si dubita se sia reo o innocente”. E’ tra i primi a  denunciare le lentezze della giustizia, “concorda col Montesquieu – prosegue Zarrella – nel proclamare la divisione dei Poteri ma, nella difficoltà di una pronta realizzazione del principio, s’impegna, con Tanucci, a sollecitare il Re
Borbone ad una monarchia maggiormente “illuminata””.

E’ quindi Pasquale Guaragnella a soffermarsi sull’idea da cui nasce il suo volume “Illuministi meridionali. Indagini su lessico e stili di pensiero”, in cui si interroga sul rapporto tra individuo e mondo dall’antichità greco-romana fino al Settecento, attraverso il Cristianesimo e la cultura umanistico-rinascimentale; un percorso accidentato, diretto però sempre verso una maggiore umanizzazione che si traduce con l’illuminismo negli ideali di uguaglianza, libertà e fraternità elaborati nel secolo dei lumi  “Verso questi valori, come sostiene Gaetano Filangieri, bisognava “muovere soprattutto i giovani”, cioè “rivolgersi ai loro cuori e non solo alle loro menti, per agire con una decisiva dose di passione sulla scena del mondo”. Da Pietro Giannone, con la sua riflessione “improntata ai valori di un severo pensiero giusnaturalistico, favorevole a una politica laica ad opera dei prìncipi e intesa a garantire la sicurezza pubblica e privata dei popoli” ad Antonio Genovesi, maestro degli illuministi napoletani che analizza il tema della felicità pubblica, lanciando un appello alla classe dirigente perchè la “passata floridezza del Mezzogiorno d’Italia [si è mutata] progressivamente in una miserevole decadenza”, di qui la necessità d’ “una filosofia tutta cose e utile” contro “una filosofia involta in chimere e filastrocche”. Un discorso che si fa anche analisi delle cause dell’arretratezza meridionale. con la speranza che il Sud possa ripartire da commercio e agricoltura. Ma Guaragnella pone l’accento anche sulla centralità dell’umano che caratterizza il pensiero del Filangieri,  che non smette di denunciare l’inutilità delle guerre. convinto che “allo strepito delle armi doveva opporsi lo strepito del pensiero riformatore dei filosofi, lo strepito di una “pacifica rivoluzione” ». Di qui il compito per i filosofi di indirizzare le scelte di “coloro che governano” poiché – affermava il filosofo – “i principi non hanno tempo d’istruirsi”, ma hanno il compito di “attivare con grande energia la fase finale dell’incivilimento”. L’obiettivo resta quello della pubblica felicità “… essa si configurava come miglioramento delle condizioni di vita degli uomini, all’insegna di un progresso inteso come proiezione nel nuovo e nel futuro.” Ma Filangieri, spiega Guaragnella, denuncia l’iniqua distribuzione della ricchezza e ribadisce la volontà di “Svelare ai cittadini la verità intorno ai meccanismi del potere, smascherare i nemici della giustizia con principi d’equità, educare il popolo, delineare attraverso libri e opuscoli i modelli salienti di una futura società giusta…”

E’ il professore Alberto Granese a soffermarsi sul valore della lezione di Filangieri che si carica di una forte attualità “Un messaggio in difesa dei diritti e dei valori fondanti della democrazia che appare un riferimento anche per la nostra società, che chiama in causa le nuove generazioni, contro compromessi e ogni forma di adulazione del potere”. Quindi l’invito a trasformare l’impegno del Centro Studi Gaetano Filangieri in una azione concreta. A portare il proprio contributo alla riflessione anche Domenica Falardo, Università degli Studi Salerno, Rosa Giulio, Università degli Studi di Salerno, Rosanna Lavopa, Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e Sebastiano Martelli, Università degli Studi di Salerno. Se Lavopa evidenzia come Filangieri sia stata una voce appassionata “che può insegnare ai giovani a uscire dal coro, a non farsi condizionare da mode, mostrando l’unicità del pensiero illuminista”, Martelli si sofferma su come lo stesso concetto di felicità, centrale nell’analisi di Filangieri, possa essere il punto di partenza di una riflessione capace di coinvolgere le nuove generazioni. E’ quindi la dirigente scolastica Mirella Napodano a porre l’accento sulla contemporeaneità di un pensatore nel quale è possibile individuare le radici dell’educazione alla cittadinanza.

A chiudere il confronto il vicesindaco di Lapio Pasquale Carbone che ribadisce l’impegno dell’amministrazione a sostegno di tutto ciò che è cultura e riscoperta della memoria, dando appuntamento a un nuovo confronto in presenza sulla figura di Filangieri e il notaio Edgardo Pesiri, presidente dell’associazione Gesualdo e Carlo Santoli, direttore di Sinestesie che evidenziano l’impegno portato avanti dalla Summer School per valorizzare il territorio e la sua cultura, partendo dalla riscoperta della memoria, nella convinzione del ruolo cruciale che può giocare l’Irpinia nella costruzione dei processi culturali.

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Floriana Guerriero

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