Venerdì, 23 Ottobre 2026
22.38 (Roma)

Ultimi articoli

Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio / dei primi fanti il ventiquattro maggio /l’esercito marciava per raggiunger la frontiera / per far contro il nemico una barriera / il Piave mormorò: non passa lo straniero! Dopo il tragicomico Consiglio Europeo del 28 giugno nel corso del quale i Capi di Stato e di Governo dei 27 Paesi dell’Unione Europea hanno discusso accanitamente tutta la notte per trovare una risposta comune alla gestione dei flussi migratori, riuscendo ad accordarsi solo sulla proibizione alle navi delle ONG di effettuare salvataggi in mare nel Canale di Sicilia, il processo di disfacimento dell’Unione politica ha fatto ulteriori passi in avanti.

Adesso la canzone del Piave la cantano tutti in coro, da Salvini a Macron, alla Merkel, (con il suo ministro dell’interno, Seehofer), a Orban, ai polacchi, al neo Presidente dell’Unione Europea, il Cancelliere Sebastian Kurz, spronato dai neo nazisti suoi alleati di governo. Di fronte alla decisione tedesca di installare delle “zone di transito per i respingimenti dei migranti”, cioè dei campi di concentramento per i migranti, verosimilmente al confine con l’Austria, Vienna ha annunciato: “siamo pronti a misure di protezione dei nostri confini meridionali”. Tradotto in soldoni significa ripristinare quelle frontiere fra i paesi europei che il trattato di Schengen aveva abolito per garantire la libera circolazione nello spazio comune europeo.

La convivenza dei popoli europei integrati nell’Unione Europea si basa su una tavola di valori. Come recita il Preambolo della Carta dei diritti fondamentali, questi valori, indivisibili ed universali, che fondano l’Unione sono la dignità umana, l’eguaglianza, la libertà e la solidarietà.

La querelle sull’immigrazione dimostra che è in atto un ripudio generale del principio di solidarietà. Cancellare ogni forma di solidarietà all’esterno, verso il popolo dei rifugiati che bussa alle porte dell’Europa, fa venir meno anche la solidarietà all’interno fra i Paesi che compongono l’Unione. Se l’Europa deve diventare una fortezza perché non deve passare lo straniero, anche ogni Paese deve diventare fortezza per gli altri Paesi. Ogni Paese ha la sua linea del Piave e la sua guerra da combattere contro gli altri Paesi europei per fermare lo straniero. Del resto ci sono state presentate in pompa magna le operazioni dell’esercito austriaco che si esercitava a blindare la frontiera e a respingere l’assalto dei migranti, impersonati da comparse teatrali.

Orbene la canzone del Piave è una canzone di guerra e la retorica che attribuisce i mali di un popolo agli stranieri è stata già sperimentata con successo negli anni 30 del secolo scorso dal partito nazista, che è riuscito a costruirsi un consistente consenso popolare facendo credere al popolo tedesco che la ragione dei suoi mali fossero gli ebrei.

In realtà in Europa sull’onda dell’avanzata di forze xenofobe e criptofasciste si sta costruendo una colossale mitologia sostitutiva. Si costruisce un facile capro espiatorio e si celebrano sacrifici umani (i profughi annegati o ricacciati nell’inferno libico) per deviare verso un nemico immaginario il malessere che sale dalla pancia della società, per sfogare l’insoddisfazione di quanti sono rimasti senza lavoro, di quanti vedono la loro vita appesa al filo della precarietà, dei giovani che non possono coltivare i loro talenti, e non riescono ad avere più un futuro in cui credere. Poiché le elités politiche che governano i singoli paesi e la stessa Unione Europea non hanno la capacità di fare fronte ai problemi reali e di trovare delle risposte da coltivare lungo i sentieri della solidarietà, della eguaglianza, della giustizia e della pace, ecco che si sviluppa la mitologia sostitutiva: tutti uniti per fermare lo straniero. In un’Europa dove, secondo le statistiche, vi sono 75 milioni di poveri, forse il Consiglio Europeo avrebbe fatto meglio a preoccuparsi di questa vera emergenza sociale invece di rinchiudersi nello psicodramma delle frontiere. Contrastare la povertà, invece che offrire ai poveri la soddisfazione di bastonare quelli che sono ancora più poveri.

di Domenico Gallo edito dal Quotidiano del Sud

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Verrà resa nota il prossimo 6 novembre la decisione del Gup del Tribunale di Avellino, Giulio Argenio, sulla richiesta di…

Firmata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli (guidata dal procuratore aggiunto Michele Del Prete) l’ordinanza di custodia cautelare eseguita mercoledì…

I carabinieri della stazione di Montoro hanno denunciato per truffa un 34enne della provincia di Salerno. Il presunto truffatore, già…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Tredici milioni di euro per sostenere le imprese agricole colpite dal caro carburanti, ma con la necessità di accelerare i tempi e individuare ulteriori risorse. È quanto emerso dall’incontro svoltosi giovedì 22 ottobre a Palazzo Santa Lucia tra il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, l’assessora all’Agricoltura Maria Carmela Serluca...

Si anima il confronto politico nel campo progressista per definire la rotta verso le prossime elezioni politiche. In un’intervista rilasciata a Repubblica, Dario Franceschini (PD) chiede una netta accelerazione per evitare che la coalizione si smarrisca in discussioni procedurali: “Bisogna fare in fretta le primarie, entro inizio febbraio e Giuseppe...

di Antonio Polidoro La cerimonia dell’assegnazione del Premio Giovanni Paolo II si è svolta in un notissimo locale ad un tiro di schioppo da Grottaminarda. Tra i premiati l’imprenditore della ristorazione Benedetto Perrino che ha ideato e realizzato la magnifica struttura. Il Premio, che vanta una lunga storia, rende omaggio...

Tornano al Teatro Mercadante gli appuntamenti di Autori del nostro tempo, il ciclo promosso dal Teatro di Napoli – Teatro Nazionale che affianca alla programmazione teatrale incontri con protagonisti della cultura italiana contemporanea, offrendo al pubblico occasioni di approfondimento sui temi della letteratura, della filosofia e della memoria culturale. Ad...

Ultimi articoli

Attualità

“Ripartire dal confronto tra generazioni, quello che è mancato negli ultimi anni, da una visione del futuro della città che…

Una protesta che abbraccia quella degli autotrasportatori, che si fa espressione di un malcontento che investe le diverse fasce della…

Ariano Irpino – Gli studenti degli istituti superiori della città del Tricolle questa mattina sono scesi in piazza per manifestare…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy